Stato di agitazione giornalisti L’Adige: va garantita occupazione ma anche pluralismo e democrazia

I giornalisti del quotidiano L’Adige hanno proclamato lo stato di agitazione nei confronti della loro azienda. Temono per i tagli che a quanto pare la nuova proprietà del giornale intende effettuare e per le possibili ricadute che questi avranno sul loro lavoro, oltre a lamentare la totale mancanza di spiegazioni sulle ragioni che starebbero dietro gli annunciati tagli. Esprimo loro la mia solidarietà. Ritengo inoltre sia necessario quanto prima aprire una discussione seria sullo stato dell’editoria nella nostra Regione.

In Trentino Alto Adige ormai un unico gruppo editoriale, il Gruppo Ebner, controlla la quasi totalità della stampa. Di per sé questa è una notevole dimostrazione di capacità imprenditoriale, e di solidità aziendale e di ciò bisogna senz’altro dare atto al Gruppo Ebner.

Questo tendenza al monopolio dell’informazione non è però scevra di problemi. La stampa, i mezzi d’informazione e di comunicazione sono strettamente legati alla salute della democrazia. Se ci sono molte voci e a tutte viene data la possibilità di essere ascoltate, se i problemi non vengono messi sotto il tappeto ma sono portati in piazza, se la pubblica opinione preme perché i potenti rispondano delle loro azioni e se ne assumano la responsabilità, allora il gioco democratico è onesto, la competizione pulita e la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni può crescere. Tutti questi effetti benefici sono tanto più probabili quanto più l’informazione è libera.

Se il padrone delle stamperie è unico allora è anche probabile per non dire ovvio ci sia anche un’unica linea editoriale. In Itali sopra una certa dimensione in genere le aziende tendono a tessere legami con la politica. Questo è doppiamente vero per il mercato dell’informazione che ha un ovvia correlazione con le vicende elettorali, la formazione e il mantenimento del consenso. A prescindere dai meriti imprenditoriali non è mai dunque un bene che il mercato dell’informazione diventi un monopolio.

In Italia la Legge contrasta i monopoli dell’informazione ma lo fa su base nazionale. L’Italia è però un Paese dove il governo locale conta molto. È mia opinione che sia necessario intervenire per impedire lo sviluppo di monopoli editoriali non solo a livello nazionale ma anche a livello regionale.

Nel caso del Gruppo Ebner come minimo ritengo la politica debba ottenere garanzie ferree che il pluralismo e l’esistenza di una molteplicità di testate giornalistiche verranno garantite. Questo sia per ragioni di tutela dell’occupazione ma anche come garanzia di pluralismo e democrazia.

20190413_comunicato CdR

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