A tutto c’è un limite. L’amministrazione di Rovereto la smetta di ignorare la cittadinanza!

Oggi il M5S trentino ha presentato un’interrogazione al Consiglio provinciale per fare chiarezza sulla mancata risposta da parte del Comune di Rovereto nei confronti di migliaia di cittadini che sollecitavano questa istituzione a prendere finalmente posizione in maniera chiara in merito al deleterio progetto di realizzare lo sbocco della A31 (meglio nota come Valdastico) a Marco di Rovereto.

Non è purtroppo la prima volta che il Comune di Rovereto disattende gli istituti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto. Nel caso specifico ci sono 2.581 persone di fatto ignorate dall’amministrazione dell’ente, quasi a dir loro che i potenti della città non hanno tempo da dedicargli. Casi analoghi si sono già verificati negli anni scorsi ed avevano portato il Difensore Civico ad ammonire il Comune, senza che ciò sortisse comunque alcun cambio di atteggiamento da parte dello stesso.

Questo modo di operare, questo disprezzo nei confronti della cittadinanza che esercita i propri diritti in maniera autentica e consapevole è intollerabile e deve finire. Oggi interroghiamo il Consiglio provinciale, ma se la cosa continuerà, in futuro dovremo contemplare l’attuazione di azioni di protesta civile. La democrazia vive se le persone partecipano e trovano ascolto da parte delle Istituzioni. È quando queste ultime si dimostrano sorde ai richiami dei cittadini e alle regole dello Statuto e dei regolamenti comunali che essa si inaridisce e rischia di morire in un deserto di colpevole indifferenza che spesso lascia campo libero a sciacalli e avvoltoi.

Segue il testo integrale dell’interrogazione 550/XVI “Attuazione dei diritti di partecipazione dei cittadini con particolare riferimento al diritto di petizione nel comune di Rovereto”:

Il diritto di petizione nel Comune di Rovereto è previsto dall’art.9 dello Statuto comunale ai commi 1 e 3:

  1. I cittadini, in forma singola o associata, possono rivolgere all’amministrazione comunale istanze rivolte ad ottenere provvedimenti amministrativi e petizioni allo scopo di esporre comuni necessità.
    3. Con apposito regolamento possono essere ulteriormente disciplinate le istanze e le petizioni di cui al primo comma ed individuate le condizioni di ammissibilità della proposta, le modalità con cui i proponenti possono avvalersi della collaborazione degli uffici comunali, le modalità ed i termini per l’istruttoria. La proposta deve essere esaminata dall’organo competente nei termini di regolamento, anche eventualmente integrata o modificata, corredata dai prescritti pareri ed attestazioni.

L’art. 17 del Regolamento sulla partecipazione del Comune di Rovereto disciplina l’esercizio del diritto di petizione nella seguente forma:

1.La petizione consiste in una formale domanda rivolta al sindaco, sottoscritta da almeno cinquanta cittadini o da almeno cinque associazioni iscritte all’albo, per esporre comuni necessità e chiedere adeguati provvedimenti amministrativi.
2.Il sindaco sottopone la questione al competente organo o ufficio dell’amministrazione, che procede al suo esame e predispone le modalità di intervento.
3.L’istruttoria deve essere conclusa entro trenta giorni e dell’esito deve essere tempestivamente informato il soggetto primo firmatario della petizione.
4.Ove l’esame istruttorio si concluda con esito favorevole, e l’accoglimento della petizione comporti l’adozione di atti deliberativi degli organi elettivi ovvero di determinazioni dei dirigenti, la decisione sulla petizione deve essere assunta entro i trenta giorni successivi.
5.Qualora l’esame si concluda con esito negativo, il relativo provvedimento di diniego deve essere motivato.

in data 24 aprile 2019 veniva depositata presso l’ufficio protocollo del Comune di Rovereto una petizione popolare avente ad oggetto “No alla Valdastico” (Prot. c_h612/c_h612 GE/2019/0028974 del 24/04/2019). La petizione, supportata da n. 2.581 sottoscrizioni, invita l’amministrazione di Rovereto ad assumere con fermezza una posizione contraria alla realizzazione del del lotto autostradale Valdastico Nord. Essa fornisce inoltre una serie di dati e riferimenti storici utili ad enucleare e rendere evidenti i motivi per i quali, a giudizio dei sottoscrittori, anche il Comune di Rovereto debba assumere posizione contraria a un progetto che interessa e incide sul suo territorio, e specificatamente sulla zona di Marco, a partire da ragioni di tutela verso la salute dei propri amministrati e dell’ambiente;

nonostante l’art.17 del regolamento sull’informazione e sulla partecipazione popolare disponga che l’istruttoria debba essere conclusa entro trenta giorni (entro il 24 maggio in questo caso) e che dell’esito debba essere tempestivamente informato il soggetto primo firmatario della petizione, ad oggi – 4 giugno 2019 – non risulta che il primo firmatario abbia ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione comunale;

gli interroganti rilevano come nel recente passato si siano verificate ripetute segnalazioni riguardo la mancata salvaguardia del diritto di petizione da parte dell’amministrazione comunale roveretana;

il diritto di petizione, oltre a rappresentare uno degli strumenti più antichi riconosciuti dagli ordinamenti giuridici moderni per consentire la partecipare alla gestione degli affari pubblici locali, è espressamente richiamato dall’articolo 8 del testo unico degli enti locali (decreto legislativo n. 267 del 2000 e successive modificazioni) e, come specificato nei paragrafi precedenti, dallo Statuto comunale;

nel caso di specie, il mancato rispetto del diritto di petizione è stato evidenziato tramite contradditorio tra i singoli promotori, l’associazione Più Democrazia in Trentino e l’amministrazione comunale di Rovereto in almeno due fascicoli aperti dal Difensore civico della provincia autonoma di Trento che si menzionano di seguito:

  • Fascicolo 377/2018 – Petizione piste ciclabili;
  • Fascicolo 530/2018 – Petizione popolare progetto cohousing (a tal riguardo va tuttavia riconosciuto che, dopo un iniziale sforamento dei termini di risposta e una conseguente serie di sollecitazioni dei promotori, l’amministrazione si è infine attivata in un confronto virtuoso con i proponenti della petizione che è ancora in corso);

risulta inoltre agli interroganti che anche la petizione depositata presso l’ufficio di protocollo del Comune di Rovereto in data 20 dicembre 2017 avente ad oggetto “Salviamo gli alberi di viale Trento” (Prot. 76545 del 20.12.2017) con cui si sollecitava l’amministrazione a cogliere l’opportunità derivante dalla partecipazione del pubblico nella preparazione delle politiche ambientali urbane, ad oggi non abbia ricevuto riscontri di alcun tipo;

più in generale, nell’ambito dei diritti di partecipazione popolare il Comune di Rovereto veniva ammonito dal Difensore civico anche per quanto riguarda la mancata attuazione delle disposizioni previste dai commi 1, 9 e 10 dell’art. 5 dello Statuto comunale in ordine alle assemblee circoscrizionali (Fascicolo del Difensore civico 687/2017);

ai sensi dell’art.54 del Decreto del presidente della repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Statuto di autonomia) alla Giunta provinciale spetta la vigilanza e la tutela sulle amministrazioni comunali, sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, sui consorzi e sugli altri enti o istituti locali, compresa la facoltà di sospensione e scioglimento dei loro organi in base alla legge;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

se sia a conoscenza dei fatti indicati in premessa e se non ritenga opportuno richiedere al Difensore civico della Provincia autonoma di Trento la formulazione di considerazioni sintetiche in merito agli stessi;

quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di favorire una piena realizzazione dei diritti di partecipazione dei cittadini ai pubblici poteri, con particolare riferimento al diritto di petizione nel Comune di Rovereto;

One Reply to “A tutto c’è un limite. L’amministrazione di Rovereto la smetta di ignorare la cittadinanza!”

  1. Fa piacere che l’impegno dell’Associazione trovi riconoscimento. Piace pensare che anche queste micro-attività possano contribuire ad accrescere la consapevolezza dei propri diritti civici e politici.

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