Selezione direttore Apsp di Pellizzano: presentata interrogazione

Le notizie diffuse dalla stampa in merito all’iter di selezione per il nuovo direttore dell’A.P.S.P. “dott. A. Bontempelli” di Pellizzano creano uno squarcio inquietante ma, temo, assai realistico, sul sistema con cui spesso vengono formulate le nomine in Trentino, mortificando il merito e premiando l’appartenenza.

In teoria in Trentino tutto funziona benissimo, ma nella pratica i meccanismi premiano gli “affiliati”. Le selezioni si fanno per ottemperare alla forma della legge o per dare pubblica apparenza di correttezza, ma nella sostanza i risultati pare che vengano orientati da altri fattori, ad esempio con la definizione dei requisiti di bando laddove si presta una particolare attenzione alle competenze possedute da certuni candidati piuttosto che da altri, o ancora, intervenendo a priori in sede di composizione delle commissioni giudicanti.

Il caso di Pellizzano è una spia di un problema più complesso e diffuso, che va a fondo nella natura del sistema di gestione socio-politico del Trentino. A noi piace parlare della nostra “specialità” ma vicende come questa purtroppo dimostrano che tanti vizi diffusi nel resto del Paese sono ben radicati anche da noi. Per quel che mi riguarda, si tratta di un modo di fare le cose che ho subito in passato e che non mi piace per nulla. Sui fatti di Pellizzano ho già presentato un’interrogazione chiedendo alla Provincia di estendere le verifiche anche al resto del territorio. Chissà che non saltino fuori anche altri casi simili, per non dire peggiori.

Segue il testo integrale dell’interrogazione 553/XVI “Procedura selettiva per la nomina del direttore dell’APSP Antonio Bontempelli di Pellizzano”

da notizie di stampa si apprende di un fatto grave accaduto nell’iter di selezione per il nuovo direttore dell’A.P.S.P. “dott. A. Bontempellidi Pellizzano (vedi articoli: “Direttore nominato e revocato” – L’Adige, 19 maggio 2019 e “Il giallo della selezione per l’APSP di Pellizzano– Trentino, 19 maggio 2019);

a quanto riportano i giornali, la selezione per assegnare l’incarico di direttore dell’A.P.S.P di Pellizzano è stata riaperta e l’incarico al neo direttore revocato tempestivamente a seguito dell’intervento di una concorrente ingiustamente esclusa, che in questa maniera ha ottenuto di venire ammessa alla selezione;

alcuni dettagli messi in evidenza sulle cronache dei giornali lasciano francamente allibiti:

  1. dalla selezione erano stati esclusi due terzi dei candidati, ben 10 sui 15 totali, e tutti con la stessa identica motivazione, cioè: “Manca il requisito di ammissione relativamente al possesso di laurea e di esperienza almeno triennale in ruoli direttivi nel settore pubblico e/o privato oppure l’aver ricoperto l’incarico di direttore per almeno cinque anni presso una APSP”;

  2. la commissione giudicante era composta da personale dipendente del BIM dell’Adige e tra di essi figurava la segretaria generale dell’ente. La coincidenza è che il presidente del Bim Adige –  vallata del Noce – è il cavaliere del lavoro Michele Bontempelli, il quale è anche il presidente della APSP di Pellizzano;

  3. l’impressione che si può trarre osservando questa vicenda è che la nomina del dott. Lorenzo Holler potrebbe essere stata decisa ancora prima di avviare la selezione. All’apparenza tale ipotesi sarebbe stata successivamente confermata anche da notizie comparse sulla stampa locale (Apsp Pellizzano, tutti i dubbi dell’ex direttore – Trentino, 26 maggio 2019”) e da un intervento a firma dell’ex direttore Silvano Gallina (Pellizzano, casa di riposo da 8 mesi senza direttore – L’Adige, sezione Lettere & Commenti, 28 maggio 2019);

negli avvisi di pubblica selezione delle A.P.S.P., volti a conferire l’incarico di direttore con contratto di diritto privato a tempo determinato, si stabilisce che la Commissione Giudicatrice, nominata dal Consiglio di Amministrazione, provvede all’ammissione ed alla valutazione dei candidati, individuando una rosa tra i migliori candidati da sottoporre alla valutazione del Consiglio. Il Consiglio di Amministrazione provvede all’individuazione, con provvedimento motivato, del candidato ritenuto idoneo, riservandosi di non recepire alcuna delle indicazioni della Commissione giudicatrice;

sempre nei medesimi avvisi, si specifica che il trattamento economico iniziale lordo è la somma delle seguenti voci:

    • stipendio annuo Euro 40.128,77;

    • indennità integrativa speciale Euro 7.571,23;

    • tredicesima mensilità;

    • indennità di vacanza contrattuale;

    • retribuzione di posizione in base a quanto previsto dal CCPL stabilita dal CdA;

    • retribuzione di risultato in relazione agli obiettivi raggiunti sulla base di specifica procedura di valutazione;

    • benefici economici derivanti dall’applicazione degli accordi sindacali provinciali per l’area della dirigenza;

    • assegno “ad personam”, nei limiti di quanto disposto dall’art.18, comma 3 CCPL Area dirigenza sottoscritto in data 22.10.2018, commisurato alla specifica qualificazione ed esperienza professionale posseduta dall’incaricato nonché dalla temporaneità del rapporto di lavoro;

come emerge da notizie di stampa e a titolo esemplificativo, il totale annuo lordo per il posto di direttore dell’Apsp di Pellizzano (Apsp di seconda fascia) parte da un minimo di Euro 67 mila e può arrivare fino a un massimo di Euro 110 mila qualora tutte le voci di trattamento discrezionali in capo al CdA di cui sopra siano stabilite nella quota massima;

a parere degli interroganti è opportuno approfondire la conoscenza delle circostanze evidenziate dalla stampa per la selezione del direttore dell’Apsp di Pellizzano per accertarsi che esse non costituiscano un caso isolato all’interno del contesto trentino. A tal fine, gli interroganti ritengono auspicabile procedere a verifiche specifiche in merito alle procedure di selezione per l’assegnazione dell’incarico di direttore effettuate anche nelle altre Apsp della provincia in tal modo accertandosi che risultino trasparenti ed ispirate ai principi del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione sanciti dall’art.97 della Costituzione;

ai sensi dell’art.54 del Decreto del presidente della repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Statuto di autonomia) alla Giunta provinciale spetta la vigilanza e la tutela sulle amministrazioni comunali, sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, sui consorzi e sugli altri enti o istituti locali, compresa la facoltà di sospensione e scioglimento dei loro organi in base alla legge;

l’Art. 19 (Controllo sugli atti) della Legge regionale 21 settembre 2005, n. 7Nuovo ordinamento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza – aziende pubbliche di servizi alla persona” prevede che la legge provinciale definisce la disciplina e il regime dei controlli sugli atti adottati dalle aziende.

l’Ufficio politiche a favore delle persone non autosufficienti del corrispondente servizio del Dipartimento Salute e Politiche Sociali cura le attività connesse all’esercizio delle funzioni di vigilanza e tutela delle A.P.S.P. che gestiscono in via esclusiva attività di carattere socio-sanitario ai sensi della L.R. 7/2005;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se intenda valutare iniziative, per quanto di competenza della Giunta provinciale, volte ad accertare il corretto svolgimento della procedura di selezione del direttore dell’A.P.S.P. “dott. A. Bontempelli” di Pellizzano;

  2. se non ritenga opportuno effettuare una ricognizione sul territorio della provincia di Trento, riguardo alle procedure messe in atto dalle commissioni giudicatrici deputate alla valutazione dei candidati per l’incarico di direttore di A.P.S.P.  a partire dall’ottobre del 2013 fino ad oggi, allo scopo di individuare eventuali criticità simili a quella di cui si da conto nelle premesse;

  3. quali siano le motivazioni addotte dai Consigli di Amministrazione per scegliere il candidato più idoneo fra quelli che hanno partecipato a tutte le selezioni per direttore di A.P.S.P in Trentino ovvero per procedere a nuova selezione, a partire dall’ottobre del 2013 e fino ad oggi;

  4. quali siano i presupposti e i principi utilizzati dai Consigli di Amministrazione delle A.P.S.P. della provincia di Trento nel quantificare la quota di trattamento economico relativa all’assegno “ad personam” e alle voci discrezionali che costituiscono l’importo totale annuo lordo del trattamento economico del direttore;

  5. se intenda produrre e rendere disponibili pubblicamente delle tabelle comparative sui trattamenti economici erogati ai direttori delle A.P.S.P. che operano sul territorio della Provincia autonoma di Trento al fine di consentire un’analisi che permetta di verificare l’eventuale correlazione sussistente tra la qualità del servizio offerto dalle strutture e la premialità erogata ai direttori delle stesse;

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