Gestione coordinata Lago di Garda: bene il ravvedimento di Tonina, alle parole devono però seguire i fatti

Si dice che il tempo sia galantuomo e, almeno a giudicare dalle parole del vicepresidente Tonina riguardo alla necessità di stabilire un protocollo d’intesa e un Contratto di lago fra tutte le comunità che convivono sul lago di Garda, sembra proprio che sia così.

Tre mesi fa, tramite un question time in Consiglio provinciale (409/XVI), il sottoscritto aveva sollecitato il presidente Fugatti proprio perché desse attuazione alla legge regionale che impone la costituzione di un comitato permanente per concertare le attività sul lago di Garda, gestendolo e salvaguardandolo nella sua interezza. Ad aprile la risposta di Fugatti era stata lapidaria. In sostanza mi sentii rispondere che concertare la gestione tramite il comitato permanente d’intesa non serviva (resoconto verbale della risposta all’interrogazione orale). Successivamente al question time si era fatta sentire anche la società civile, organizzando una serata a tema, apparentemente senza riscontri.

Fa dunque estremo piacere che a distanza di pochi mesi il vicepresidente Tonina torni sulla questione e in pratica ribalti di 180 gradi la posizione precedentemente esplicitata da Fugatti. A quanto è dato capire infatti, gli impegni che Tonina si è assunto nell’incontro di qualche giorno fa con i rappresentanti dei territori rivieraschi, vanno proprio nella direzione del maggior coordinamento e collaborazione fra i territori nell’ottica della tutela e della valorizzazione del lago inteso come unicum, cioè quanto da me auspicato. Pazienza se la formulazione scelta non è identica a quella che avevo suggerito io, la sostanza è la medesima e di questo non posso oggettivamente che dirmi soddisfatto. Se alle parole seguiranno i fatti, la questione della preservazione ambientale del Garda potrà essere messa al centro delle politiche pubbliche locali e interregionali, un drastico cambio di rotta rispetto a quanto andato in scena negli ultimi lustri, laddove essa è sempre stata messa in secondo piano rispetto agli interessi speculativi che hanno assediato, cementificandole, la naturalità delle acque del lago e delle terre circostanti.

A volte pare che l’azione politica non conduca ad alcun risultato immediato ma poi, alla lunga, il lavoro paga. L’auspicio è ora che l’impegno annunciato dall’assessore competente (Un “patto” per valorizzare il lago di Garda – PAT n.1717 del 16 luglio 2019) trovi rapida attuazione concretizzando quelle politiche a salvaguardia del territorio che da troppo tempo sono in attesa di vedere la luce.

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