Troppi motociclisti morti sulle strade, la Provincia passi dalle parole ai fatti ed investa seriamente in sicurezza

Sulle strade si continua a morire ed è ormai giunta l’ora che la politica superi la fase delle promesse e proceda con interventi concreti ed efficaci.

Già il 10 giugno scorso avevo denunciato in Consiglio provinciale il problema delle troppe morti e dei troppi incidenti riguardanti i motociclisti. Mi era stato risposto che erano in programma alcuni interventi di sensibilizzazione concertati con la Provincia di Bolzano. Nei 12 giorni successivi però il conto dei decessi era salito di 7 unità e questo senza parlare degli incidenti mortali e con lesioni gravi che si sono verificati a partire dalla data della risposta. Una vera e propria mattanza dai costi umani e sociali altissimi.

A tutto questo sommate che il Trentino è una delle regioni italiane in cui il tasso di mortalità stradale risulta superiore alla media nazionale ed appare chiaro come servano interventi decisi per affrontare e risolvere il problema.

Avevo provato a dare un contributo in questo senso tramite un emendamento ad hoc da inserire nell’assestamento alla finanziaria andato in archivio pochi giorni fa ma la maggioranza ha ben pensato di bocciarlo dimostrando con i fatti quale sia la loro reale sensibilità sulla questione dei morti in strada.

Siccome a noi del M5S il tema invece sta a cuore abbiamo deciso di riprenderlo subito presentando un’interrogazione al Presidente della Provincia con cui gli chiediamo di divulgare i dati dei morti stradali e degli incidenti con lesioni gravi in Trentino nell’ultimo quinquennio e il costo sociale ed economico da esse determinati. Una volta messi di fronte all’evidenza speriamo che anche gli occhi di dei politici più cocciuti possano finalmente aprirsi.

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Questo l’emendamento bocciato dalla maggioranza provinciale.

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Qui sotto invece il testo integrale dell’Interrogazione n. 691/XVI a risposta scritta: Incidenti stradali in Trentino e avvio di campagna di sensibilizzazione sui rischi legati ad una guida pericolosa

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Con l’interrogazione a risposta orale n. 570/XVI del 10 giugno 2019 avente ad oggetto: azioni di sensibilizzazione per una guida responsabile da parte dei motociclisti e potenziamento dei controlli, gli interroganti avevano sollevato il problema relativo agli incidenti stradali che vedono come tristi protagonisti i motociclisti. Di seguito si riporta parte del testo della già citata interrogazione:

con l’arrivo della stagione calda è aumentato anche il numero delle motociclette attive in Trentino. Particolarmente frequentate dai motociclisti, le strade dei passi dolomitici ma anche tutti i percorsi stradali che collegano le valli con i grandi centri urbani della provincia e con le regioni limitrofe. Le esternalità negative derivanti da questo fenomeno sono rappresentate dalla rumorosità, dalle emissioni dei gas di scarico e dagli incidenti che spesso provocano danni permanenti o decessi. Al costo economico derivante dal danno alle cose si aggiungono anche i danni sociali e biologici (fisico e psicologico) subiti dalle vittime e dalle loro famiglie. A tal riguardo si interroga la giunta per sapere se intenda mettere in campo iniziative di sensibilizzazione al fine di stimolare una guida più responsabile e iniziative di coordinamento per dar luogo a controlli più severi nei confronti dei motociclisti meno disciplinati;

pur consapevoli dell’altissimo rischio che presenta la conduzione di una moto da strada, gli interroganti mai avrebbero pensato che in poco più di 10 giorni (cioè dal 10 al 22 giugno 2019) si sarebbero dovute contare n. 7 vittime della strada e un numero imprecisato di infortuni causati da incidenti che hanno avuto come tristi protagonisti dei biker. Di seguito si riportano alcuni articoli di stampa locale che danno evidenza dei succitati eventi:

nella seduta consiliare del 18 giugno, il presidente della Provincia illustrava le iniziative adottate per far fronte al problema, ovvero l’installazione, grazie ad un progetto di sensibilizzazione pluriennale portato avanti con la Provincia autonoma di Bolzano, di n. 35 cartelli bifacciali, recanti messaggi da modificare e aggiornare periodicamente, posti lungo le strade provinciali a maggior incidentalità, l’installazione di limiti di velocità più stringenti nelle strade a maggior indice di incidentalità e sulle strade dei passi dolomitici e l’installazione di nuovi limiti (60 km/h) sui tratti dei passi dolomitici;

la notizia dell’elevato numero di decessi stradali avvenuto in così breve tempo ha avuto anche un eco nazionale ed è stata ripresa da numerose testate come ad esempio la Gazzetta dello Sport (Trentino: in moto a 60 all’ora sui passi alpini – Gazzetta MOTORI, 24 giugno 2019), Sky TG24.it (Serie di incidenti mortali in moto in Trentino – Sky TG24.it, 22 giugno 2019), la Voce del Nord Est.it (Tragico incidente in moto in Trentino: è il settimo in due settimane, La Voce del Nord Est.it, 22 giugno 2019), Ansa. it (Serie di incidenti mortali in moto in Trentino, A passo San Giovanni settima vittima in 15 giorni – Ansa.it, 22 giugno 2019);

attraverso lo studio 1 allegato al Decreto Dirigenziale n. 189 del 24/09/2012 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata definita la metodologia di calcolo del costo sociale medio di un incidente mortale nonché del costo sociale medio di un incidente grave. In base a tale studio il costo stimato per un deceduto è pari a circa 1,5 milioni di euro, mentre il costo medio di un incidente mortale è di circa 1,6 milioni di euro;

nello stesso studio inoltre sono stati stimati i costi totali nazionali degli incidenti stradali riferiti all’anno 2010, pari a circa 28,5 miliardi di euro;

a parere degli interroganti i dati sopra evidenziati e il fatto che in 15 regioni italiane, tra le quali è inclusa la Provincia Autonoma di Trento, il dato degli incidenti mortali risulti più elevato di quello della media nazionale, dimostrano come le misure illustrate nella risposta all’interrogazione n. 570/XVI menzionata nelle premesse non siano sufficienti per far fronte al suddetto fenomeno. In particolare si specifica come il tasso di mortalità stradale del Trentino presenti una media di 5,6 decessi ogni 100 mila abitanti a fronte di una media nazionale comunque in calo di 5,5 (ISTAT – Roma. Tasso mortalità stradale – 2018: «Il numero di morti per 100 mila abitanti è più elevato della media (5,5) in 15 Regioni (da 5,6 della Provincia Autonoma di Trento a 9,5 della Valle d’Aosta – Opinione Agenzia giornalistica, 25 luglio 2019);

gli interroganti ritengono pertanto che sia necessario adottare delle misure ulteriori per contrastare il fenomeno della mortalità stradale destinando risorse per una campagna informativa massiva per sensibilizzare e informare automobilisti e motociclisti riguardo ai rischi derivanti da una guida pericolosa e alle implicazioni penali in caso di incidenti che causino decessi e/o lesioni personali gravi derivanti dalla violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. il numero degli incidenti annuali avvenuti nell’ultimo quinquennio con la specifica del numero dei motociclisti e degli automobilisti coinvolti, avendo cura di fornire anche specifica indicazione riguardo a quanti e quali incidenti si siano rivelati mortali e quanti e quali di essi abbiano dato luogo a lesioni gravi;
  2. la stima del costo sociale determinato dagli incidenti mortali e con lesioni gravi avvenuti sul territorio trentino;
  3. la frequenza degli incidenti e la stima del costo sociale degli incidenti mortali calcolati su base mensile avvenuti nell’ultimo quinquennio, allo scopo di individuare i periodi di maggior pericolosità;
  4. quali siano le iniziative adottate dalla Giunta per avviare una campagna di sensibilizzazione nei confronti di automobilisti e motociclisti sui rischi legati ad una guida pericolosa ed alle implicazioni penali in caso di incidenti stradali che diano luogo a gravi conseguenze;

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