Il M5S, il tradimento di Salvini e il disegno per destabilizzare il Paese

Con la mozione di sfiducia presentata al Senato la Lega si assume in pieno la responsabilità di far cadere il Governo che aveva come obiettivo realizzare quel cambiamento troppo a lungo atteso dagli italiani. Si tratta di una scelta cinica e scriteriata, esclusivamente dettata dalla volontà di “monetizzare” il consenso. Di più, si intravede un disegno di destabilizzazione del Paese, con la destra che intende far “saltare il banco” e far piazza pulita di ogni garanzia.

Una cosa va subito messa in chiaro. Col senno di poi è facile constatare che il M5S ha sbagliato a firmare il contratto di governo con Salvini. Mentre i portavoce del M5S si davano da fare ogni giorno nei Ministeri e in Parlamento lui e il suo partito, aiutati da gran parte dei media, hanno dato vita alla classica “campagna elettorale permanente” a colpi di comparsate TV, selfie  e video variamente “felpati”. C’era un contratto di governo da realizzare ma Salvini era interessato solo alla propaganda e a stringere rapporti con i quei “poteri forti” che da sempre trattato l’Italia come loro parco giochi. Quindi sì, concedere il beneficio del dubbio a Salvini e ai suoi, credere che davvero volessero cambiare in meglio il Paese liberandolo dalle consorterie e dal malaffare invece che di offrirsi come nuovi servi del loro volere è stato un errore e il M5S lo ha pagato in pieno.

Constato ciò bisogna però chiedersi quale fosse l’alternativa. Se i cittadini fanno di te il partito di maggioranza relativa con oltre il 30% dei consensi rispondere cercando di governare è un atto dovuto. I voti ottenuti a marzo 2018 erano sì tanti ma non bastavano per governare da soli. A quel punto l’unica forza politica disponibile a dialogare era la Lega, che si diceva d’accordo a firmare un contratto che, pur con dei compromessi, prometteva di cambiare davvero l’Italia. Il M5S aveva il dovere di provarci e ha quindi finito con lo scegliere l’unica strada possibile, volendo credere che la Lega di Salvini fosse cambiata rispetto a quella di Bossi e Belsito. I fatti ci hanno dato torto, ed è davvero molto semplice farlo notare adesso. Quali erano però le alternative? L’unica sarebbe stata comportarsi come Salvini e seguire il solo interesse elettorale. Invece di assumersi la responsabilità di governo, permettere la formazione di un “esecutivo tutti dentro” e poi sparargli addosso dall’opposizione. Sarebbe stata la scelta ideale per ottenere ancora più consensi ma non era quello che serviva all’Italia e il M5S ha messo il Paese davanti ai suoi interessi elettorali. Come ha detto il Presidente Conte i fatti dimostrano che il M5S ha sempre lavorato mentre qualcun altro passava il tempo in spiaggia o a farsi video. Magari l’impegno non paga, ma non ci sono dubbi su quale sia il comportamento migliore da tenere nell’ottica del bene comune.

Sia come sia, ora si pone una situazione nuova. Ora che Salvini ha fatto la sua mossa, si apre una partita molto pericolosa. La destra ha evidentemente in testa un disegno a lungo termine per destabilizzare l’assetto costituzionale del Paese. Fra gli obiettivi c’è evidentemente anche quello di fare proprio un organo di garanzia come la Presidenza della Repubblica che deve essere rinnovata in questa legislatura. Un disegno che va dunque ben al di là della “monetizzazione” delle poltrone. Si sono saldati con tutti i poteri forti, a partire da Autostrade, Banche e Confindustria, come si è visto anche da noi in Trentino, dove di fatto sono questi ultimi a dettare l’agenda e l’avanzamento del programma provinciale. Continuano a ripetere che bisogna “fare” ma se si va a vedere “cosa” si scopre che le idee sono vecchissime. Mega appalti per opere inutili quando non dannose stile Mose o Valdastico, che hanno per unico scopo dar dare in pasto denaro pubblico alle stesse persone di sempre. Se l’Italia ha i problemi che ha è per colpa delle politiche che tutto il sistema politico/affaristico ha sempre richiesto e la Destra montante vuole solo metterle in atto con maggior forza, facendo strame di ogni residua tutela.

Il voto sembra oggi l’ipotesi più probabile. Se sarà possibile formare un governo di transizione bisognerà però assicurare un presidio di responsabilità nel ministero degli interni evitando così derive reazionarie in vista delle prossime elezioni politiche, perché il rischio di lasciare il controllo delle forze di polizia a chi si propone nei fatti di far saltare gli equilibri costituzionali non è semplicemente tollerabile.

* Lettera pubblicata sul Corriere del Trentino il 10/08/2019

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