Riforma della Valutazione di Impatto Ambientale: fatto un buon lavoro per estendere la partecipazione dei cittadini

Diamo a Cesare quel che è di Cesare. I lavori per l’approvazione della “Riforma della valutazione di Impatto Ambientale” (Via) da presentare per gli interventi e le opere all’interno delle aree protette si sono svolti ordinatamente e devo dire che si sono anche registrate alcune aperture importanti riguardo alla partecipazione dei cittadini alle procedure di autorizzazione dei lavori.

Come ho dichiarato anche in Aula, l’assessore ha dato prova della volontà di collaborare e di trovare delle soluzioni normative che potessero contemplare sia la richiesta di una maggior celerità procedurale che la necessità di garantire trasparenza e partecipazione all’iter autorizzativo dei progetti aventi un potenziale impatto ambientale. Lavorando in questa maniera è stato possibile ottenere risultati utili all’interesse collettivo e colmare le lacune normative in materia di informazione, partecipazione e giustizia ambientale, questioni che il disegno di legge di iniziativa giuntale 22/XVI non affrontava.

Andando nel concreto: in accordo con l’assessore abbiamo riformulato 4 emendamenti: 3 attinenti all’articolo della legge provinciale 19/2013 sulla valutazione di impatto ambientale riguardo alla partcipazione pubblica e 1 in materia di giustizia ambientale.

È stata ripristinata la formulazione originaria dell’articolo 10 della legge provinciale con cui si riconosceva il diritto dei cittadini di presentare osservazioni scritte anche fornendo nuovi e ulteriori elementi conoscitivi e valutativi (emendamento 1.2– art. 11 del Ddl, co-firmato con la consigliera Coppola che ne aveva presentato uno analogo).

È stata ampliata la disciplina relativa alla “pubblica assemblea” prevista dal comma 3 dell’articolo 11 con l’aggiunta del comma 3Bis che recita come segue: “L’avviso di convocazione dell’assemblea è pubblicato negli albi e nei siti istituzionali dei Comuni territorialmente interessati. Il verbale è redatto dalla struttura provinciale competente tenendo conto della discussione e delle osservazioni avanzate ed allegandovi i documenti presentati nel corso dell’assemblea. Il presidente dell’assemblea riconosce il diritto di parola ai cittadini che vi partecipano. Se l’assemblea è videoregistrata ne viene data notizia.

Sempre in merito alla partecipazione popolare è stato introdotto l’obbligo di pubblicazione sul sito istituzionale della provincia del verbale della pubblica assemblea e delle osservazioni dei cittadini depositate nel corso della procedura di Via (emendamento 5.2-art11ddl).

Infine è stato dato l’ok ad un’ulteriore proposta di emendamento con cui proponevo un nuovo articolo di legge in materia di giustizia ambientale rispetto alla quale la normativa e le prassi vigenti erano decisamente carenti. L’articolo è il “31bis – Informazioni pratiche sull’accesso alle procedure di ricorso” e, benché semplice nella formulazione, ha un significato decisamente significativo ai fini dell’attuazione dei principi della giustizia ambientale previsti dalla Convenzione di Aahurus e dalle direttive europee: La Provincia pubblica sul proprio sito istituzionale le informazioni pratiche sull’accesso alle procedure di ricorso amministrativo e giurisdizionale come previsto dall’art 11 della direttiva 2011/92/UE (emendamento 2 – art 23).

Va dato atto che l’approvazione degli emendamenti descritti sopra non era affatto scontata, ma con un po’ di lavoro e con la collaborazione dell’assessorato e dei funzionari è stato possibile ottenere un risultato decisamente soddisfacente su temi essenziali per la tenuta della Democrazia e, nel caso specifico, per la partecipazione popolare nelle procedure relative alla valutazione di impatto ambientale.

Fin qui le buone notizie. Avevo presentato anche altri emendamenti che purtroppo non è stato possibile far approvare a causa di ostacoli oggettivamente difficili da superare riguardanti la coerenza dell’ordinamento giuridico provinciale con quello nazionale. A seguito di un confronto con l’assessore e i funzionari della Giunta e dopo aver ascoltato le loro considerazioni tecniche, ho quindi ritirato una decina di emendamenti. Alcuni riguardavano aspetti formali. Nel tentativo di recepire i suggerimenti formulati da Italia Nostra nei lavori di commissione (osservazioni di Italia Nostra), avevo infatti cercato di rendere alcune locuzioni più chiare sostituendole con vocaboli maggiormente comprensibili per i comuni cittadini. Purtroppo la terminologia utilizzata dal legislatore nazionale non può essere variata in modo da garantire che sussista l’armonizzazione tra i due livelli normativi.

Altri emendamenti respinti erano di natura sostanziale e miravano ad aumentare il margine di tutela delle aree protette a livello provinciale. Come mi è stato spiegato però i vincoli imposti dal Codice dell’Ambiente e dalla giurisprudenza costituzionale non consentono di ampliare i margini d’intervento normativo della Provincia. Ad esempio, al fine di allargare l’ambito di applicazione della legge avevo provato ad aggiungere le riserve locali alle aree naturali protette previste dalla legge provinciale vigente. Ciò non è stato possibile poiché la normativa statale non le prevede. Non è stato consentito nemmeno inserire i consumi energetici come fattore da prendere in considerazione nella Via. Recentemente una legge regionale della Valle d’Aosta ha cercato di sottoporre a Via i progetti non menzionati nel Codice dell’Ambiente ma una sentenza della Corte Costituzionale (147/2019) ha bocciato la possibilità di innalzare la tutela ambientale, poiché ciò è escluso dalla competenza legislativa delle regioni e delle province autonome. È un peccato e per quanto mi sarà possibile proverò a sollecitare il Ministero dell’Ambiente affinché si possa rimediare a beneficio della chiarezza e dell’intera popolazione italiana.

Infine c’è da segnalare un altro risultato di non poco conto. L’approvazione (con alcune modifiche concordate), oltre agli emendamenti, anche di due proposte di ordine del giorno che avevo anticipato lunedì. Li riassumo qui sotto nelle parti salienti:

Il dispositivo della proposta di ordine del giorno 1/22/XVI a seguito dell’approvazione dell’emendamento modificativo concordato con la Giunta è il seguente:

Il Consiglio provinciale impegna la Giunta:

1. a integrare il rapporto annuale sullo stato dell’ambiente che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente redige ai sensi dell’art.15 della legge provinciale n.11 del 1995 con una parte relativa all’attuazione dei principi della Convenzione di Aarhus che contenga, in particolare, la descrizione dei risultati conseguiti nelle tre aree di intervento: accesso del pubblico alle informazioni, partecipazione dei cittadini nei processi decisionali e accesso alla giustizia in materia ambientale. Il documento dovrà altresì contenere un approfondimento specifico relativo all’individuazione delle difficoltà e criticità che ostacolano una piena partecipazione della cittadinanza alle decisioni, ai piani ed ai programmi ambientali, sviluppati anche a livello comunale o presso le comunità di valle e al fine di assicurare la piena attuazione dei principi della Convenzione, con specifico riferimento agli artt. 6, 7 e 8.

2. il documento sarà sottoposto all’attenzione del Consiglio provinciale e potrà essere oggetto di specifico dibattito e confronto nell’ambito della Commissione permanente competente in materia di ambiente

Il dispositivo della proposta di ordine del giorno 2/22/XVI a seguito dell’approvazione dell’emendamento modificativo concordato con la Giunta è il seguente:

Il Consiglio provinciale impegna la Giunta:

1. ad effettuare le valutazioni opportune per sensibilizzare la promozione di iniziative a livello nazionale finalizzate al sostegno della giustizia ambientale, eventualmente anche mediante l’istituzione di un apposito Fondo, in coerenza con quanto sancito dalla Convenzione di Aahrus

* * * * *

Il testo conclusivo dei due ordini del giorno approvati dal Consiglio provinciale:

11 settembre 2019 – ODG 78/XVI Rapporto provinciale biennale sull’attuazione dei principi della Convenzione di Aarhus riguardante il maggior coinvolgimento dei cittadini sui problemi di tipo ambientale

11 settembre 2019 – ODG 79/XVIIstituzione di un fondo per facilitare l’accesso alla giustizia ambientale

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