Api e agriturismo: unire agricoltura e turismo per salvare il mondo

Ridurre l’utilizzo di pesticidi, contribuire a proteggere le api e potenziare l’offerta turistica trentina. Creare un circolo virtuoso dove le buone pratiche si rafforzino le une con le altre generando crescita positiva. È quanto ho cercato di fare con la presentazione di una proposta ordine del giorno che, sebbene con alcuni tagli, è stata approvata ieri dal Consiglio provinciale.

L’idea mi è venuta partendo da alcune constatazioni oggettive. Dalle api dipende all’incirca il 70% dell’agricoltura a livello mondiale e per questo di recente sono stet dichiarate gli esseri viventi più importanti del pianeta. Al tempo stesso le api sono ormai una specie in via d’estinzione, basti pensare che solo in Brasile nell’ultimo anno se ne sono trovate morte per 500 milioni. Le ragioni che stanno portando le api all’estinzione sono molteplici ma su tutte quella che appare più rilevante è la diffusione massiccia dei pesticidi, sostanze i cui effetti sulla vita animale (e quindi anche su quella umana) sono potenzialmente molto nocivi.

In Trentino l’apicoltura è ben sviluppata e fornisce prodotti eccellenti. Anche da noi però le api sono a rischio, non da ultimo proprio per la diffusione dei pesticidi. Al tempo stesso in Trentino abbiamo un fiorente settore agrituristico, in crescita praticamente costante da oltre 15 anni. Cosa cercano le persone che frequentano gli agriturismi? Pace, tranquillità ma soprattutto la riscoperta e l’avvicinamento ad un mondo naturale che hanno perso nelle loro vite. Se le api che producono il delizioso miele trentino hanno bisogno per sopravvivere della riduzione dell’uso dei pesticidi e se i turisti che frequentano gli agriturismi trentini pongono una sempre crescente domanda di naturalità, perché non abbinare queste esigenze studiando incentivi affinché chi gestisce un agritur abbini alle sue produzioni l’apicoltura, riducendo al tempo stesso l’uso di pesticidi?

Questa era la mia proposta e in parte l’assessore competente l’ha trovata convincente dando l’assenso all’approvazione, sebbene con dei tagli importanti riguardo ai pesticidi. Si tratta di un passo nella giusta direzione e spero che in futuro ci sarà il modo di valutare anche l’introduzione di incentivi per la riduzione delle sostanze chimiche di sintesi che minacciano la vita delle api e quindi degli altri animali e dell’uomo.

Quando si parla di Sviluppo Sostenibile spesso ci si deve scontrare con molti pregiudizi, oltre che con gli appetiti di coloro che dai modelli attuali hanno sempre tratto grandi vantaggi e quindi combattono ferocemente ogni cambiamento, ma sono fermamente convinto che si tratti dell’unica strada che non solo il Trentino, ma l’umanità tutta può scegliere per evitare disastri le cui conseguenze sarebbero inenarrabili.

Ogni nostro sforzo, piccolo o grande che sia, deve essere orientato a ridurre l’inquinamento, gli sprechi e a promuovere stili di vita sani e sostenibili perché l’alternativa è correre verso il burrone… per poi saltarci dentro.

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QUI IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO COME APPROVATO DALL’ AULA:

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QUESTO INVECE IL TESTO ORIGINALE DELL’ORDINE DEL GIORNO COME ERA STATO PRESENTATO:

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO n. 5/26/XVI – Apicoltura e agriturismo

Disegno di legge n.26/XVI “Disciplina dell’agriturismo e modificazioni della legge provinciale sull’agriturismo 2001 e della legge provinciale sugli incentivi alle imprese 1999”

in un recente dibattito tenutosi alla Royal Geographical Society di Londra, l’Istituto Earthwatch ha affermato che le api sono gli esseri viventi più importanti del pianeta. Allo stesso tempo esse risultano tra gli animali a rischio estinzione. In base a dati recenti, a livello mondiale le api risultano scomparse fino al 90%. I motivi sono molteplici e variano a seconda della regione del mondo presa in considerazione. In linea generale si può però affermare che tra le ragioni principali della progressiva scomparsa delle api ci siano fenomeni quali la deforestazione, l’assenza di luoghi sicuri per i nidi, la riduzione o l’assenza di fiori, l’uso incontrollato dei pesticidi e i cambiamenti nel suolo;

l’Apiculture Entrepreneurship Center dell’Universidad Mayor (CeapiMayor) e l’Apiculture Corporation of Chile (Cach) col supporto della Foundation for Agrarian Innovation (FIA), hanno condotto uno studio che ha determinato come le api siano gli unici esseri viventi non portatori di alcun tipo di patogeno, a prescindere dal fatto che si tratti di funghi, virus o batteri. Di fatto l’agricoltura del mondo dipende al 70% da questi insetti. L’impollinazione prodotta dalle api permette alle piante di riprodursi, e quindi a milioni di animali di nutrirsi. Senza di esse la fauna inizierebbe presto a scomparire. Si consideri inoltre che il miele prodotto dalle api non serve solo come cibo ma garantisce molti benefici anche alla salute umana;

un esempio recente e drammatico della rapida scomparsa delle api a causa dell’utilizzo di pesticidi si è avuto in Brasile. Come riportato in un’inchiesta delle agenzie di giornalismo investigativo, Agência Pública e Repórter Brasil infatti tra dicembre 2018 e febbraio 2019 nello Stato sudamericano sono morte oltre 500 milioni di api, delle quali circa 400 milioni nello Stato del Rio Grande do Sul, il principale produttore di miele del Brasile, seguito dallo Stato di Santa Catarina, dallo Stato del Mato Grosso do Sul e dallo Stato di San Paolo. Stando alle valutazioni degli esperti questa diffusissima moria sarebbe da attribuirsi all’uso di pesticidi, dato che nella maggior parte delle api morte sono state rinvenute tracce di Fipronil, cioè di un insetticida ritenuto “moderatamente tossico per l’uomo” dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), classificato dall’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Epa) come cancerogeno del gruppo C, e vietato nell’Unione europea proprio per contrastare la moria di insetti impollinatori;

in Trentino l’apicoltura risulta molto diffusa. Gli alveari presenti sono 30.000, dei quali circa la metà opera per la commercializzazione del miele mentre l’altra metà funziona in autoconsumo. In totale le aziende agricole che producono miele per scopi commerciali sono 270;

anche in Trentino, come nel resto del mondo, le api risultano minacciate dalla diffusione dei pesticidi. Sebbene la situazione nostrana non possa dirsi grave come quella brasiliana, risulta che nel 2017 il consumo di pesticidi in trentino sia stato di 2175 tonnellate, quindi all’incirca di 51 chili per ettaro della superficie agricola;

in Trentino la soglia di attenzione riguardo al problema della diffusione dei pesticidi è per fortuna molto alta. A tal riguardo e senza alcuna pretesa di esaustività si cita ad esempio la “marcia stop pesticidi” che ha avuto luogo a Trento il 19 maggio 2019 ma anche il libro del 2012 di Andrea Tomasi e Jacopo Valenti edito da Città del Sole Edizioni La Farfalla Avvelenata;

in Trentino a fine 2018 risultavano presenti 492 agriturismi. Nell’anno 2003, inizio della serie storica disponibile in Provincia, essi erano 188. Il dato è sempre cresciuto tranne che nel 2014 quando si registrò la sostanziale parità degli agriturismi presenti rispetto al 2013, a dimostrazione del grande interesse presente verso questa tipologia di attività commerciale/agricola, passata nel tempo dal rappresentare una nicchia dedicata ad una piccola cerchia di appassionati di tradizioni e specialità enogastronomiche al coinvolgimento di ampie fasce di turisti, fenomeno che trova la propria spiegazione nella domanda in costante aumento di esigenze quali il contatto con la natura, la buona tavola e la tranquillità;

come evidente sia a livello intuitivo che da quanto illustrato sin quì, la tipologia dell’esercizio agrituristico ben si sposa con la pratica dell’apicoltura, risultando quest’ultima anche facilmente sovrapponibile ad altre tipologie di approccio agricolo. Dal momento che la naturalità e la genuinità dell’esperienza agrituristica è uno dei fattori di attrazione principale verso i turisti, nonché una delle componenti essenziali dell’immagine turistica trentina, appare evidente come incentivare la diffusione dell’apicoltura agli agriturismi in congiunzione ad un sostegno verso le migliori pratiche di agricoltura biologica e quindi di mitigazione dell’uso di pesticidi ed erbicidi, potrebbe rafforzare questi fattori di competitività coniugando in senso positivo l’utilità economica al rispetto dell’ambiente;

a seguito di verifiche, bisogna constatare come non risulti disponibile il dato di quanti agriturismi trentini annoverino fra le proprie attività anche l’agricoltura, un punto da cui partire per valutare compiutamente i margini di estensione dell’apicoltura alle attività di agriturismo;

tutto ciò premesso il Consiglio impegna la Giunta

a predisporre, entro mesi 6 dall’approvazione del presente ordine del giorno, uno studio in merito a vantaggi e criticità derivanti dall’introduzione dell’apicoltura come supporto alle attività agrituristiche, avendo cura di valutare i possibili impatti in termini di riduzione dell’utilizzo di erbicidi e pesticidi e di verificare preliminarmente quale sia il numero degli agriturismi trentini che già abbinano alla propria attività all’apicoltura.

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