Presentata una nuova interrogazione riguardo alla “rotatoria asimmetrica quadrata” sul Caffaro: per uscirne bene servono collaborazione, trasparenza e tanto olio di gomito.

Il “mistero buffo” dei ponti sul Caffaro continua a far ridere e infurirare in egual misura la popolazione che si deve confrontare con un’opera pur finita nel 2017 che però non è ancora stato possibile aprire per evidenti problemi di passaggio dei mezzi pesanti, finanziata per oltre 3,8 milioni di euro dall’ente pubblico, quindi dagli stessi cittadini (per la precisione dalla Provincia di Trento tramite l’ex “Fondo ODI”, oggi “Fondo Comuni Confinanti). Grazie ad una risposta di Regione Lombardia siamo riusciti ad entrare in possesso di notizie più esaustive sulla vicenda e il quadro che ne è uscito, come si poteva immaginare, non è roseo. Semplificando al massimo, per rendere funzionale la cosiddetta “rotatoria quadrata asimmetrica” sul Caffaro servono risorse extra che si spera di ottenere dai risparmi causati dai ribassi d’asta precedenti. Il traffico fra Trentino e Lombardia continua a scorrere sul vecchio ponte del 1906 che però abbisogna con urgenza di un allargamento e soprattutto dell’adeguamento statico e sismico. Una situazione che appare ormai surreale, sulla quale ho presentato una nuova interrogazione, anche per capire cosa sia disponibile a fare la Provincia di Trento, che tramite gli uffici competenti si è incontrata col Comune di Bagolino il 21 ottobre scorso e che, visto il ruolo ricoperto nel “Fondo Comuni Confinanti”, è l’ente che di fatto tiene in mano i cordoni della borsa.

L’interrogazione che ho presentato il 20 novembre riassume nei dettagli eventi, costi e tempistiche della vicenda del nuovo ponte sul Caffaro. Fra le cose notevoli da segnalare come detto c’è che la situazione del vecchio ponte appare grave, tanto che le verifiche effettuate hanno evidenziato “notevoli carenze strutturali e la non rispondenza alle norme vigenti” della sua capacità portante. Per consentire al meglio la circolazione e per far sì che la “rottatoria quadrata asimmetrica” possa avere una speranza di funzionare nel suo complesso serve allargarlo e metterlo a norma. Il tutto ad un prezzo salato per le casse pubbliche, cioè almeno 652.724,44 euro, cioè il costo scritto nel progetto esecutivo dell’intervento, che il Comune di Bagolino spera di ottenere dal “Fondo Comuni Confinanti” con la messa a disposizione delle risorse risparmiate col ribasso d’asta della costruzione del nuovo ponte, il quale a sua volta, per poter funzionare pare proprio aver bisogno a sua volta di modifiche le quali, non serve nemmeno dirlo, avranno dei costi. Se a tutto ciò aggiungiamo che la stampa ha dato notizia di un interessamento alla vicenda del ponte da parte della Corte dei Conti, il ginepraio sembra completo.

Ecco dunque spiegata la mia nuova interrogazione: in questa storia c’è un gran bisogno di fare ordine e poi di procedere con decisione verso la soluzioni funzionali al miglioramento della scorrevolezza del traffico tra le Province di Trento e Brescia e l’unico modo per arrivarci è che tutti gli enti coinvolti collaborino fra loro, allo stesso tempo dimostrandosi trasparenti al massimo verso i cittadini delusi ed arrabbiati per quella che a voler essere buoni appare come una gestione discutibile dei soldi delle loro tasse.

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Interrogazione n. 983/XVI a risposta scritta: Lavori di adeguamento e messa in sicurezza del vecchio ponte sul fiume Caffaro

interrogazione a risposta scritta n. 983

Con l’interrogazione 125/XVI del 20 dicembre 2018 si chiedeva alla Giunta (1) se intendesse dar luogo a verifiche in merito all’iter che aveva portato alla costruzione di un secondo ponte sul torrente Caffaro  all’altezza del confine fra le Regioni Trentino-Alto Adige e Lombardia e finanziato tramite risorse provenienti dalla Provincia Autonoma di Trento veicolate tramite il Fondo Comuni Confinanti e (2) se non ritenesse opportuno ridefinire i criteri per la destinazione delle risorse del succitato Fondo al fine di rafforzare il processo di analisi e valutazione preventiva della spesa delle amministrazioni periferiche che beneficiano delle risorse messe a disposizione da quest’ultimo;

il 25 marzo 2019 si apprendeva dalla stampa che la Corte dei Conti avrebbe ricevuto un esposto riguardante il secondo ponte sul Caffaro realizzato ma mai aperto sin dall’anno 2017. A quanto si può leggere, oggetto di tale comunicazione alla Corte dei Conti sarebbe la richiesta di una verifica sul denaro che l’ente pubblico sarebbe chiamato a investire per correggere quelli che vengono definiti come “evidenti errori progettuali o di esecuzione” inerenti all’opera stessa (Alla Corte dei conti la “saga” del ponte Caffaro: spesi 3,8 milioni, è chiuso perché i tir non passano – L’Adige, 25 marzo 2019);

il 28 giugno 2019, nella risposta all’interrogazione 125/XVI, il presidente della Provincia Autonoma di Trento affermava che la vicenda del secondo ponte sul Caffaro sarebbe stata “ben nota” all’amministrazione da lui guidata, ma che in merito le strutture afferenti alla Provincia di Trento non avrebbero curato “né le fasi di progettazione, né la realizzazione e nemmeno il finanziamento”. Per il presidente della Provincia l’opera sarebbe stata finanziata “da un organismo presso il Ministero degli affari regionali” di cui la Provincia di Trento è parte, cioè il più volte citato Fondo Comuni Confinanti. Quanto all’opportunità di ridefinire i criteri di assegnazione delle risorse, il presidente della Provincia segnalava come questi fossero stabiliti dal Comitato paritetico per la gestione dell’intesa;

il 5 settembre 2019 il Direttore generale Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni della Regione Lombardia rispondeva all’interrogazione regionale 2340 del 27 marzo 2019 fornendo un quadro più esaustivo della vicenda del secondo ponte sul Caffaro rispetto a quello delineato dalla Provincia Autonoma di Trento. Di seguito se ne riassumono gli elementi più significativi:

  • il progetto per la realizzazione di una rotatoria al km 55.80 della SP237 del Caffaro al confine fra Trento e Brescia rientra tra gli interventi finanziati dal Fondo ODI organismo di indirizzo successivamente modificato nel “Fondo Comuni Confinanti” (FCC) con sede in Provincia di Trento;
  • l’intervento è stato proposto dal Comune di Bagolino, capofila in forma associata con i Comuni di Collio e Lavenone, la Provincia di Brescia e la Comunità Montana di Vallesabbia;
  • l’intervento è stato finanziato per un importo di € 3.830.000,00, cioè il 100% della spesa complessiva ammessa a seguito di un avviso pubblico emesso dal Fondo ODI nel 2010/11. La convenzione fra Fondo ODI e Comune di Bagolino è stata invece sottoscritta il 17 giugno 2013;
  • il 9 settembre 2014 veniva approvato il progetto definitivo del secondo ponte sul Caffaro, mentre il 10 ottobre 2014 il Comune di Bagolino indiceva la procedura per la progettazione esecutiva e la progettazione dell’intervento per l’importo di € 2.550.285,78 di cui € 81.642,46 per la progettazione, € 2.399.009,35 per lavori e € 69.633,37 per oneri di sicurezza e a fronte di un quadro tecnico economico complessivo di € 3.711.000,00;
  • il 26 giugno 2015 il Comune di Bagolino sottoscriveva un contratto con la ditta PRETTI & SCALFI Spa comprensivo di progettazione (€ 81.642,46), lavori (€ 1.650.050,95) e oneri di sicurezza (€ 69.633,87)
  • il progetto delle opere per consentire la circolazione rotatoria dei veicoli sui 2 ponti sul Caffaro prevedeva per l’appunto la realizzazione di un nuovo ponte e interventi di manutenzione su quello esistente. A seguito di verifiche relative alla capacità portante di quest’ultimo manufatto si sono evidenziate “notevoli carenze strutturali e la non rispondenza alle norme vigenti” che hanno portato il Comune di Bagolino a considerarne l’adeguamento statico e sismico;
  • il 28 dicembre 2018 in sede di conferenza dei servizi veniva dato il via libera al progetto definitivo per l’allargamento e l’adeguamento statico e sismico del vecchio ponte sul Caffaro atto poi approvato con deliberazione della giunta comunale di Bagolino n.21 del 22 gennaio 2019;
  • il 21 maggio 2019 il Comune di Bagolino approvava una perizia suppletiva e di variante che ordinava lo stralcio delle opere esistenti e interferenti con l’intervento di allargamento e adeguamento del ponte esistente ma che prevedeva anche ulteriori lavorazioni “per adattare l’intervento contrattualizzato alla reale situazione dei luoghi e alle esigenze manifestate dagli Enti coinvolti nella realizzazione dell’opera”. Ciò comportava un aggiornamento dell’importo lavori da contratto in € 1.792.526,66
  • a maggio e giugno 2019 il Comune di Bagolino presentava al FCC la perizia modificativa suppletiva approvata con delibera 119/2019. Alla data della risposta di Regione Lombardia l’istruttoria di detto atto risultava ancora in corso al succitato Fondo, sebbene risultassero verifiche in loco effettuate da quest’ultimo in data 27 giugno 2019;
  • Regione Lombardia stima che una volta avallata la perizia dal FCC di Trento i lavori sul nuovo ponte possano trovare completamento nell’arco di 3 mesi. L’auspicio di un’apertura dello stesso al traffico entro la fine dell’anno corrente pare invece destinato a restare tale, dato che alla data odierna nessun nuovo lavoro risulta essere stato messo in atto sul succitato manufatto;
  • quanto al vecchio ponte sul Caffaro, il progetto esecutivo dell’intervento di allargamento e adeguamento sismico e statico è stato approvato il 23 maggio 2019 con deliberazione n.123 della giunta comunale di Bagolino. Il quadro tecnico economico dell’intervento è pari a € 652.724,44, di cui € 434987,44 per lavori, € 22.461,76 per oneri di sicurezza e € 195.275,24 per somme a disposizione. Per tale intervento risulta che il Comune di Bagolino intenda richiedere al FCC l’utilizzo delle economie derivanti dalla realizzazione del nuovo ponte sul Caffaro, che la perizia suppletiva quantifica in € 784.656,00. Il cronoprogramma stima in 4 mesi il tempo necessario a completare le lavorazioni necessarie a garantire l’allargamento e l’adeguamento statico e sismico del vecchio ponte sul Caffaro;
  • in merito all’apertura di un fascicolo da parte della Corte dei Conti riguardo ai lavori per la realizzazione di una rotatoria al km 55.80 della SP237 del Caffaro, resa nota dalla stampa nel marzo 2019, risultava che alla data della risposta di Regione Lombardia il Comune di Bagolino avesse dichiarato di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione in merito all’apertura di un procedimento a proprio carico;

il 20 settembre 2019 l’amministrazione comunale di Bagolino organizzava delle prove generali di circolazione con mezzi autoarticolati sulla cosiddetta “rotonda quadrata asimmetrica” di Ponte Caffaro. Le prove venivano videoregistrate e la stampa ne dava ampio risalto (Ponte Caffaro: il ponte è agibile anche per i camion ma i Tir passano solo contromano – Video – L’Adige, 3 ottobre 2019);

in data 26 settembre 2019 l’interrogante inviava una lettera aperta al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie e in copia alla segreteria del FCC presso la Provincia di Trento avente ad oggetto “Road map conclusione lavori per la realizzazione della rotatoria al Km 55.80 della SP 237 del Caffaro al confine tra Trento e Brescia”. Nella lettera, che si allega alla presente interrogazione, si mettevano in evidenza le criticità procedurali in ordine all’opera e si chiedeva di mettere intorno a un unico tavolo tutti i soggetti interessati e responsabili della costruzione dell’opera affinché si intraprendessero le più adeguate iniziative in ordine alla risoluzione delle svariate problematiche al fine di completare l’esecuzione dell’opera. Nei giorno successivi all’invio informava ufficialmente la segreteria del FCC della missiva;

il 21 ottobre si svolgeva una riunione presso il Dipartimento Infrastrutture e Trasporti alla presenza di dirigenti e rappresentanti politici dell’amministrazione comunale di Bagolino e della Provincia autonoma di Trento;

da ultimo in data 15 novembre 2019 il presidente della Provincia Autonoma di Trento si incontrava a Roma col Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie. Al termine di detto incontro il primo riconosceva il ruolo importante svolto dal FCC e per questo finanziato dalle Province Autonome di trento e Bolzano con 40 milioni all’anno ciascuna ribadendo nel contempo la propria volontà di continuare a sostenerlo, mentre il secondo confermava l’attenzione del Governo nazionale nei confronti del FCC, visto come utile strumento a favore soprattutto delle piccole comunità perché capace di incentivare il mantenimento del radicamento dei cittadini sui loro territori di origine;

in considerazione dei lavori di adeguamento e messa in sicurezza del vecchio ponte sul fiume Caffaro, l’interrogante ritiene che sia opportuno pianificare con cura e precisione i tempi e la programmazione di interventi che se mal eseguiti potrebbero in futuro determinare seri problemi alla circolazione e conseguenti disagi ai residenti dei centri di Ponte Caffaro, Lodrone, Darzo, Storo, Baitoni e Bondone;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente del Giunta per sapere

  1. se in occasione della riunione del 21 ottobre sia stato predisposto un verbale per sintetizzare i contenuti della riunione e quale sia stato l’esito della riunione;
  2. se, per quanto di competenza, la Provincia abbia individuato un metodo di lavoro e delle iniziative da adottare al fine di risolvere le problematiche evidenziate nella lettera al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomia;
  3. se abbia elementi per valutare la veridicità della notizia diramata dalla stampa nel marzo 2019 in merito all’interessamento della Corte dei Conti riguardo e se tale vicenda possa costituire un fattore ostativo per il celere completamento dell’opera.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. prov. Alex Marini

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