I gravi i fatti di Valdaone aprono una finestra inquietante sulla situazione sanitaria nelle valli trentine, a partire dalle Giudicarie

È gravissimo che in alcune parti del Trentino le famiglie rischino di dover far nascere i bambini in casa da sole. Al giorno d’oggi e in una Provincia Autonoma ricca come la nostra non dovrebbe nemmeno porsi il problema ma è quanto accaduto solo lo scorso giovedì mattina nel Comune di Valdaone, in Valle del Chiese. Una mamma e papà lasciati a gestire la nascita di un figlio col cordone ombelicale attorcigliato al collo in base ad istruzioni date per telefono, tipo mobile dell’Ikea, e questo perché l’elisoccorso non era in grado di partire da Trento. È stato solo ed esclusivamente grazie al sangue freddo dei 2 genitori e al successivo intervento dei volontari dell’Associazione Ambulanza di Storo se il neonato ha evitato complicazioni, ma il rischio c’è stato e il meccanismo di elisoccorso verso le valli ha mostrato una volta di più tutti i suoi palesi ed evidenti limiti.

Purtroppo questa è la logica conseguenza delle scelte prese in fatto di sanità. Negli anni scorsi in Giudicarie si è firmato un protocollo d’intesa con l’azienda sanitaria provinciale che cancellava il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Tione in cambio di promesse di sostegno al resto del nosocomio. Ebbene il risultato è stato che il reparto è stato chiuso mentre per la tanto lodata “responsabilità” delle Giudicarie è stata premiata con l’impossibilità (o la scarsa volontà?) da parte dell’Azienda di completare la propria parte dell’accordo, ad esempio riguardo al completamento dell’organico degli anestesisti, fondamentali per far funzionare bene l’ospedale sulle 24 ore. Allo stesso tempo il pronto soccorso di Tione è in sofferenza, perché il personale è contato (di notte si deve persino dedicare alla portineria!) ma a nessuno sembra importare e si preannunciano sperimentazioni sulle analisi del sangue che potrebbero presto ridurre l’efficienza del laboratorio d’analisi dell’ospedale e tutto questo senza parlare delle difficoltà più volte denunciate negli anni da un reparto di assoluta eccellenza come quello di ortopedia ad ottenere sostegno da Trento anche per le cose più elementari, figuriamoci per quelle risorse umane più che sarebbero necessarie per garantirne la miglior operatività nel periodo del massimo afflusso di pazienti, che coincide con la stagione dello sci.

Si ha l’impressione che la “resonsabilità” mostrata dai rappresentanti politici si sia tradotta in un danno e in una presa in giro nei confronti dei loro concittadini che hanno dato senza ricevere in cambio quanto pattuito.

Molti di quei politici che all’epoca si erano mostrati sorridenti alla firma del protocollo d’intesa oggi guidano la Provincia di Trento ma non sembra proprio che le cose siano cambiate. In fatto di sanità, le valli e nel caso specifico l’ospedale di Tione, continuano a perdere terreno mentre iniziano a manifestarsi tutte le criticità di un sistema di intervento Trento-centrico basato sugli elicotteri di per sé rischioso perché dipendente dalle condizioni atmosferiche.

Per quanto mi riguarda questa situazione è inaccettabile e va rettificata con decisione. Non può esistere che in Trentino sul fronte sanitario esistano cittadini di serie A e di serie B definiti in base alla residenza. Per questo lunedì ho depositato un’interrogazione sui fatti di Valdaone e sulla situazione in cui versa l’ospedale di Tione. La potete trovare qui sotto. Altre iniziative seguiranno fino a quando la maggioranza provinciale non si deciderà a ridare dignità alla sanità pubblica locale, ridotta com’è da promesse troppo spesso non mantenute e da una politica di tagli deliberati e continuati che mirano a ridurla in ginocchio per poi dichiararla inutile ed eliminarla.

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Segue testo integrale dell’Interrogazione:

* * * * * 

Interrogazione n. 1015/XVI a risposta scritta: Stato di attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto il 26 aprile 2016 tra la Comunità delle Giudicarie, la Provincia di Trento e l’APSS

il 26 aprile 2016 la sede della Comunità delle Giudicarie a Tione ospitava la firma del protocollo d’intesa fra la Comunità delle Giudicarie, la Provincia di Trento e l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Apss) avente ad oggetto il potenziamento dell’ospedale di Tione in cambio della sospensione dell’operatività del punto nascita dello stesso nosocomio. Nell’occasione il documento veniva sottoscritto dall’allora assessore provinciale alla salute e politiche sociali Luca Zeni, dal presidente della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini e dal direttore generale di Apss, Franco Debiasi. Presenziavano all’evento anche sindaci e rappresentanti politici del territorio giudicariese (Potenziamento dell’Ospedale di Tione: firmato il protocolloUfficio stampa PAT cs n.789, 26.04.2016);

il protocollo di intesa veniva formalizzato con la delibera di giunta provinciale n. 694 del 29 aprile 2016;

il succitato protocollo d’intesa stabiliva una lunga serie di impegni cui le parti contraenti si impegnavano a dar esito riguardo all’ospedale di Tione. Citando il comunicato n.789 dell’ufficio stampa provinciale essi erano riassumibili nei seguenti 10 punti:

  1. Ampliamento dell’operatività del Servizio di Anestesia sulle 24 ore, al fine di ripristinare la pronta disponibilità notturna entro tre mesi, e attuazione immediata della Struttura complessa di Anestesia e rianimazione anche presso l’ospedale di Tione.
  2. Potenziamento dell’U.O. di Ortopedia e traumatologia, previsto inoltre il completamento, in tempi brevi, della dotazione strumentale a supporto di tale attività ed il trasferimento del reparto nell’area recentemente ristrutturata. 
  3. Riqualificazione e potenziamento dell’attività in ambito ostetrico-ginecologico mediante: supporto all’attività specialistica ostetrico-ginecologica in regime ambulatoriale mediante la stabile assegnazione di personale ostetrico-ginecologo esperto; qualificazione della diagnostica prenatale, anche mediante l’immediata attivazione dell’esame combinato (bi test); potenziamento della funzione consultoriale; attivazione immediata della pronta disponibilità notturna dell’ostetrica a supporto del percorso nascita, dopo la cessazione dell’operatività del punto nascita; mantenimento di una attività ginecologica di primo livello.
  4. Mantenimento della operatività in ambito chirurgico, in particolare: mano, ginocchio e anca (per l’area ortopedica) e colecistectomia, chirurgia erniaria e chirurgia venosa (per l’area chirurgica).
  5. Consolidamento entro tre mesi dell’assetto organizzativo dell’AFO medica (Medicina generale e Pronto soccorso) a garanzia di adeguati standard di presa in carico e di continuità assistenziale, anche a sostegno della realizzazione di progetti di integrazione tra ospedale e territorio rivolti in particolare alla gestione della cronicità.
  6. Sostegno allo sviluppo di nuove progettualità volte a favorire la condivisione di percorsi assistenziali con i medici di Medicina generale, anche con l’avvio di iniziative sperimentali che consentano di condividere con tali figure professionali strumenti e spazi aziendali.
  7. Consolidamento dell’attività specialistica ambulatoriale, eventualmente anche mediante attivazione di attività specialistica innovativa (es. medicina dello sport).
  8. Mantenimento della operatività del servizio di Laboratorio inserito, quale struttura operativa, nella neo istituita U.O. multizonale con sede istituzionale a Rovereto e il potenziamento della operatività del servizio di Radiologia con l’assegnazione entro tre mesi di una ulteriore unità di medico radiologo finalizzata a ridurre la necessità di accesso a prestazioni extra SSP da parte della popolazione locale ed a sostenere la funzione di diagnostica per immagini nell’ambito della rete radiologica provinciale.
  9. Mantenimento di adeguati livelli di assistenza sul fronte infermieristico.
  10. Conferma degli interventi edilizi e strutturali, prevedendo altresì di avviare entro tre mesi gli interventi propedeutici per la realizzazione del progetto di riorganizzazione degli spazi dedicati alle funzioni degenza e di specialistica ambulatoriale, in particolare con il trasferimento della degenza dell’AFO chirurgica al terzo piano corpo C.

riguardo al punto 3, è necessario sottolineare che la “riqualificazione dell’attività in ambito ostetrico ginecologico” era ovvia e diretta conseguenza della chiusura del punto nascita dell’ospedale di Tione e dell’ospedale di Arco (a tal proposito è opportuno notare come quest’ultimo sarebbe stato l’alternativa di riferimento per le gestanti residenti nell’area del basso Chiese come illustrato nell’interrogazione parlamentare 5/09066 discussa nella Commissione affari sociali della Camera dei Deputati il 29.09.2016), presupposto da cui prendeva le mosse l’accordo stesso;

a seguito della sottoscrizione dell’accordo firmatari ed amministratori presenti si esprimevano con entusiasmo per quanto deciso. Per l’ex assessore Zeni:«Il risultato di oggi è frutto di un confronto approfondito, che si è basato sulla condivisione di una visione di fondo: garantire il pieno funzionamento dell’ospedale di Tione per tutti quei servizi realmente necessari alla popolazione, dentro una logica di rete provinciale. La comunità delle Giudicarie ha dimostrato che è possibile affrontare con serietà e condivisione il tema dei servizi, al fine di avere alti standard di qualità e di ripristinare la piena fiducia dei cittadini verso un presidio riferimento per l’intera valle. Un metodo – quello adottato e che segue al protocollo con gli amministratori della Rotaliana sul presidio sanitario di Mezzolombardo – che può essere simbolo di un processo virtuoso e possibile tra territori e Provincia, e che potrà essere modello per altri territori»;

riguardo la chiusura del punto nascita di Tione sempre l’assessore Zeni precisava che:«Consapevoli della difficoltà di ottenere dal Ministero una deroga su tutti e quattro i punti nascita considerati ‘sotto soglia’, abbiamo condiviso con gli amministratori delle Giudicarie l’opportunità di chiudere quello di Tione, dove attualmente i parti sono poco più di 100 all’anno: ci sono i presupposti per poter sospendere in sicurezza l’attività di questo reparto, tenendo conto da un lato della presenza su 24 ore dell’elicottero dall’altro della possibilità di dare completa attuazione al Percorso nascita, già sperimentato con ottimi risultati, proprio su questo territorio, grazie al progetto NATHCARE»

a sua volta presidente della Comunità di Valle delle Giudicarie Giorgio Butterini dichiarava:«Abbiamo eseguito un’accurata analisi dei servizi ospedalieri rilevandone i limiti, le criticità coinvolgendo, oltre che gli amministratori, anche il personale medico e paramedico. In questo modo sono stati individuate una serie di azioni puntuali riguardanti non solo interventi strutturali, ma soprattutto l’integrazione dell’organico specialistico con un significativo aumento del numero dei medici. Il protocollo costituisce il recepimento formale di queste istanze, esplicitando in maniera peculiare azioni e tempi funzionali a garantire servizi ospedalieri efficienti, in riferimento a comparti imprescindibili come le Unità operative di pronto soccorso e medicina, ortopedia e radiologia e all’adozione di un modello innovativo per il percorso nascita»;

Mattia Gottardi, all’epoca sindaco di Tione invece esprimeva:«soddisfatto della quadratura trovata con il potenziamento dell’Ospedale e il mantenimento dei servizi sul territorio»;

Mario Tonina, presente alla firma del protocollo nelle vesti di consigliere provinciale di maggioranza plaudeva al «grande senso di responsabilità del territorio delle Giudicarie, in primis dei suoi amministratori, nel condividere un percorso per valorizzare l’ospedale di Tione attraverso il potenziamento di alcuni reparti strategici per il nostro territorio e non solo. Attraverso il dialogo, la condivisione e la partecipazione di chi a vario titolo ha delle responsabilità, si è giunti ad un risultato che non ci si attendeva poiché abbiamo chiesto e ottenuto tutto quanto necessario per valorizzare il nostro presidio ospedaliero sia in termini di risorse umane che di strutture, il tutto attraverso un nuovo approccio di collaborazione e condivisione per affrontare corresponsabilmente problematiche delicate e di difficile soluzione»;

un entusiasmo generalizzato fra gli amministratori di allora che alla luce dei fatti intercorsi dalla firma del protocollo d’intesa appare oggi quantomeno prematuro. A quanto risulta infatti, a oltre 3 anni e mezzo dalla sua ratifica il più volte citato protocollo d’intesa non pare ancora essere stato completamente implementato mentre la chiusura del punto nascite di Tione è stata invece già da tempo completata. A seguito della raccolta di informazioni sul territorio, all’interrogante risultano le seguenti situazioni riferite allo stato dell’intesa:

  1. alla data di deposito del presente atto il servizio anestesia dell’ospedale di Tione risulta privo di almeno un operatore. Detta situazione si protrae da lungo tempo nonostante i numerosi bandi di concorso promossi dall’Apss, che in alcuni casi hanno dato luogo ad assunzioni che tuttavia non sono riuscite a dare stabilità al servizio;
  2. l’Unità Operativa di Ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Tione, considerata fra le migliori in tutto il nord Italia, abbisognerebbe di un aumento dell’organico disponibile, specie nel periodo invernale, quando l’afflusso dei pazienti aumenta in concomitanza con l’apertura della stagione sciistica sulle piste di Bolbeno e della Val Rendena;
  3. il pronto soccorso dell’ospedale di Tione necessiterebbe a sua volta di un potenziamento dell’organico, specie per quanto riguarda il servizio notturno. A quanto segnalato da persone informate dei fatti e riportate anche sulla stampa locale, durante il turno notturno il personale del pronto soccorso sarebbe costretto a svolgere, oltre ai propri compiti, anche il servizio di portineria perché l’ospedale di Tione risulterebbe sprovvisto dello stesso;
  4. sempre da notizie di stampa risulta che l’Apss abbia in corso una sperimentazione riguardante un sistema automatizzato per le analisi tramite dei macchinari noti come Poct (“Point-of-care testing”) pensati per realizzare analisi di massima, che nel caso della sperimentazione su Tione farebbero riferimento alle analisi del sangue. Detto sistema, di per sé utile, presenterebbe però almeno 2 problematiche in riferimento alla situazione contingente dell’ospedale di Tione. In primo luogo l’utilizzo della nuova strumentazione distoglierebbe il personale del pronto soccorso dalla propria attività a servizio immediato dell’utenza aggravando di conseguenza i tempi d’attesa per la stessa. In secondo luogo qualora la sperimentazione dei Poct fosse positiva risulta che l’Apss stia valutando di togliere la reperibilità del tecnico del laboratorio analisi a Tione per le ore notturne. A parere dell’interrogante nel caso ciò avesse a verificarsi insorgerebbero nuove problematiche a danno dell’operatività del nosocomio tionese, dato che le analisi possibili tramite i Poct non sono comparabili a quelle effettuabili in sede di laboratorio e di conseguenza nel periodo di chiusura ciò porterebbe a dover trasportare utenti o provette a Trento, con tutte le difficoltà del caso e la riduzione dell’efficacia dell’intervento sanitario dettata dall’ovvio allungamento delle tempistiche;
  5. recenti notizie di stampa hanno reso palese come la chiusura del punto nascite di Tione possa presentare criticità a danno dei cittadini delle Giudicarie. Nel caso di specie si fa riferimento alla nascita di un bambino avvenuta il 21 novembre scorso nel Comune di Valdaone. A quanto risulta il neonato è venuto alla luce nel bagno dell’abitazione dei suoi famigliari, fatto nascere dal padre guidato al telefono dal personale della centrale unica del 112, e questo perché le condizioni meteo rendevano impossibile il decollo dell’elicottero da Trento. Di seguito il trasporto del bambino e della madre all’ospedale Santa Chiara richiedeva più di 3 ore ed avveniva tramite l’ambulanza dei volontari della Croce Rossa di Storo. A giudizio dell’interrogante quanto riportato rende evidente come l’affidamento al solo servizio di elisoccorso, ad esempio per casistiche di parto prematuro, possa essere inadeguato a far fronte alle esigenze delle valli e degli abitati più decentrati, poiché in presenza di condizioni meteo sfavorevoli gli elicotteri non possono decollare da Trento e il tragitto per raggiungere il centro provinciale tramite autoambulanza risulta lungo e disagevole, con tutti i disagi e i rischi che ciò comporta per l’utenza (“Elicottero out, Hermann nasce in casa”, L’Adige, 22/11/2019, pag 40);

l’interrogante ritiene pacifico che ad oggi il protocollo d’intesa sottoscritto nel 2016 fra l’Apss, la Provincia Autonoma di Trento e la Comunità di Valle delle Giudicarie non abbia ancora trovato completamento mentre al tempo stesso è altrettanto pacifico che il punto nascita di Tione sia stato chiuso con estrema solerzia. L’interrogante ritiene che per poter offrire un servizio all’altezza delle necessità dell’utenza e in linea col rispetto degli accordi l’ospedale di Tione debba essere potenziato prima di tutto dal punto di vista del personale e che ciò possa avvenire solo tramite bandi di assunzione che tengano conto dello svantaggio in cui versa la sanità periferica, prevedendo dunque incentivi che favoriscano la collocazione e il mantenimento del personale necessario negli ospedali periferici, i quali, in ragione della summenzionata condizione di svantaggio si troveranno altrimenti in cronica e costante sofferenza legata alla carenza di personale qualificato in organico. Dato il diritto costituzionalmente garantito alla tutela della salute (Art 32 Cost) per tutti i cittadini, inclusi quindi quelli delle valli periferiche del Trentino, si ritiene necessario sollecitare la giunta provinciale e l’assessore competente affinché rispondano in maniera celere e puntuale ai bisogni dell’ospedale di Tione, rafforzandone la dotazione organica  e strumentale e provvedano altresì ad ovviare alle criticità evidenziate sopra in merito al sistema di pronto intervento tramite elisoccorso riguardo alle nascite premature in situazioni metereologiche difficoltose o proibitive;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente del Giunta per sapere

  1. quale sia lo stato di attuazione del protocollo di intesa allegato alla delibera giuntale 694/2016 e se tale stato di cose sia ritenuto soddisfacente dalla giunta provinciale;
  2. se le notizie riportate sulla stampa in data 22/11/2019 riguardo alla nascita nel Comune di Valdaone di un bambino, avvenuta in casa e solo con supporto telefonico ai genitori al momento del parto, corrispondano al vero e, in caso, quali iniziative la Giunta intenda adottare per verificare le criticità evidenziate dal caso di specie e le modalità operative per risolvere le stesse, anche in considerazione degli impegni assunti nel protocollo sul rafforzamento dell’ospedale di Tione;
  3. se la giunta ritenga di confermare i pareri espressi in sede di sigla del protocollo d’intesa relativo al potenziamento dei reparti e della struttura dell’ospedale di Tione a fronte della chiusura (avvenuta) del punto nascita di quell’ospedale.

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