Chiedi trasparenza? I patroni delle slot reagiscono a suon di bugie e insulti!

Per onorare da par suo Natale, Capodanno e Feste comandate Sapar, associazione impegnata “senza se e senza ma” nella difesa di slot machines e strumenti assimilabili, mi ha rivolto un comunicato carico di insulti e menzogne.

Sui primi non c’è molto da dire se non per farci sopra quattro risate. Darmi dell'”asino” non mi fa indignare più di tanto (a dispetto della loro fama di scorbutici gli asini sono grandissimi lavoratori) mentre dire che sarei “parafascista” è talmente in malafede da risultare ridicolo, visto che ciò che ho chiesto presidente Fugatti è solo trasparenza, concetto che, anche se Sapar VOLUTAMENTE lo ignora, è tutto fuorché “fascista”. Divertente infine anche lo scalcinato riferimento ai “tastieristi della piattaforma Rousseau”, messo lì forse per espletare un fastidio latente verso chi riesce a interagire con strumenti dotati di più di 5 tasti.

A risultare invece intollerabili sono le bugie che Sapar dice sul mio conto attribuendomi comportamenti che semplicemente non ho mai messo in atto. Secondo questi sostenitori delle “macchinette mangiasoldi” io avrei “un atteggiamento pregiudizievole”, condito da comportamenti all’insegna della “sgarbatezza istituzionale” perché a loro dire avrei esortato “il presidente della Provincia di Trento a non ricevere i rappresentanti di Sapar”. Niente di più falso. Come è facile capire leggendo il comunicato pubblicato integralmente sul mio blog sin dal 21 dicembre scorso, io ho chiesto (e ribadisco anche qui la richiesta) che il presidente Fugatti chiarisca se desideri incontrare Sapar e di rendere nota la posizione sua e della Lega in merito alle richieste della stessa entità (cioè fermare l’entrata in vigore della legge provinciale che impone la rimozione delle slot machines dagli esercizi commerciali posizionati nei pressi di luoghi come scuole o luoghi di culto). Da parte mia non c’è quindi stata alcuna richiesta di “negare un incontro alla delegazione di Sapar”, e di conseguenza nemmeno quella “scorrettezza istituzionale” di cui vaneggiano i promotori delle slot. C’è semplicemente la sacrosanta volontà di chiedere e ottenere chiarezza su una posizione politica di un presidente e di una maggioranza rispetto ad un tema di grande rilievo sociale.

Per evitare che qualcuno si faccia irretire dalle menzogne di Sapar è comunque utile citare quanto ho scritto nel mio comunicato:”Come consigliere provinciale ed esponente del M5S rendo noto tutto questo per 2 motivi: (1) visto il tema sensibile e dai pesanti risvolti sociali, riteniamo assolutamente indispensabile che il presidente della Provincia faccia chiarezza sulla sua disponibilità ad incontrare questa associazione e, in caso voglia accoglierne i rappresentanti, che renda noti al pubblico i contenuti della discussione. (2) Che il presidente Fugatti e il partito di cui è espressione chiariscano fin da subito se intendano o meno accondiscendere alle richieste delle associazioni di lobbying che vorrebbero impedire ancora una volta l’entrata in vigore di una legge di civiltà come quella sulla rimozione delle slot machines poste nei pressi di luoghi sensibili“.

Come si vede nessuna richiesta di negare incontri a chicchessia, ma che il Presidente dica chiaro cosa pensa di fare in merito alle richieste messe nero su bianco da Sapar per bloccare l’applicazione di una legge provinciale che a mio avviso è di pura civiltà!
In conclusione, Sapar insulta e mente riguardo al sottoscritto, come può allora pretendere di venir presa sul serio quando avvoca a sé “l’intento di costruire nell’interesse collettivo attraverso il dialogo e il confronto”? Come è facile capire l’unica cosa che conta per questi signori è la tutela degli interessi di chi si arricchisce grazie alle slot machines, cioè quanto di più lontano si possa immaginare dall’interesse collettivo da essi impropriamente evocato, e visti i comportamenti che mettono in atto appare altrettanto evidente come non si facciano nessuno scrupolo per conseguire il loro obiettivo!

P.S.

Per chi se lo stesse chiedendo l’immagine di copertina è un dettaglio del dipinto “Salita al Calvario” di Hieronymus Bosch.

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