Sostegno ai pendolari: il Consiglio provinciale approva un mio OdG per studiare il potenziamento dei treni regionali veloci

Anche in Trentino i treni regionali veloci sono un’opzione molto apprezzata da parte di chi deve muoversi per lavoro da un territorio all’altro. Le caratteristiche che li rendono appetibili rispetto ad altre opzioni di trasporto per persone su rotaia sono fondamentalmente 2. La rapidità accettabile che permette di raggiungere un capoluogo o l’altro in tempi ragionevolmente breve senza fare tutte le fermate come capita invece con i treni regionali semplici e costi dei biglietti contenuti, il tagliando di un regionale veloce ammonta infatti a circa la metà di quello che si spenderebbe prendendo una “Freccia”. Per questi motivi i treni regionali veloci sono il mezzo di trasporto preferito da tantissime persone ma pur essendo molto utilizzati essi sono anche mezzi in gran parte vetusti e bisognosi di ammodernamenti e manutenzioni, probabilmente perché si preferisce investire su altre tipologie di servizio ferroviario che garantiscono una maggiore redditività anche se sono accessibili a meno persone. Per come la vedo io vale la pena di venire incontro alle esigenze di chi lavora e utilizza questi treni aumentando il numero delle corse e migliorando la qualità del servizio offerto. Per questo ho presentato un Ordine del Giorno in finanziaria provinciale che è stato approvato e che porterà ad approfondire la possibilità che la Provincia di Trento subentri allo Stato nella gestione dei treni regionali veloci che la riguardano al tempo stesso valutando anche l’ammodernamento e la sistemazione dei vagoni che utilizzano.

In Trentino-Alto Adige/Südtirol la tratta maggiormente sfruttata dagli utenti dei treni regionali veloci è con ogni probabilità la Brennero – Bologna, sulla quale sono previste 14 corse interregionali gestite dallo Stato che è quindi il soggetto deputato a rapportarsi con Trenitalia. Questa situazione comporta vantaggi e svantaggi. Da un lato lo Stato è abbastanza forte da garantire dei costi calmierati sui biglietti dei treni regionali veloci, dall’altro Trenitalia non ha però interesse a potenziarne il servizio, limitandosi a mantenere l’esistente e a garantire un servizio minimo. Nel caso in cui il Trentino subentrasse allo Stato (cosa già avvenuta per le tratte della Valsugana e Brennero-Verona) nella gestione dei treni regionali veloci le cose potrebbero cambiare. Potenzialmente (e previa accordo con le Regioni limitrofe) sarebbe possibile mettere più risorse e quindi sistemare i vagoni e potenziare il servizio. Dall’altro ci sarebbe il rischio di un aumento dei costi dei biglietti. Come si vede la questione è complessa e va verificata. Proprio per quello che si farà grazie al mio Ordine del Giorno. La speranza naturalmente è di trovare i mezzi per garantire una soluzione ottimale, con i treni regionali veloci potenziati e migliorati nel comfort del servizio offerto all’utenza senza sottoporre quest’ultima ad aggravi di costi dei biglietti. La possibilità c’è, a patto naturalmente che si vigili con grande attenzione sugli eventuali accordi fra Stato e Provincia e quindi fra Provincia e Trenitalia, ricordando che a prevalere dev’essere la logica di servizio pubblico e di sostegno ai cittadini-lavoratori e non il profitto dei soggetti gestori.

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Qui sotto la proposta di ordine del giorno n.7/36-37-38/XVICompetenze relative ai trasporti sulla linea ferroviaria Bologna – Brennero (approvata senza modifiche)

Con il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 (Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59) sono stati individuati le funzioni e i compiti conferiti alle regioni ed agli enti locali in materia di servizi pubblici di trasporto di interesse regionale e locale con qualsiasi modalità effettuati ed in qualsiasi forma affidati e sono stati fissati i criteri di organizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale (art. 1 Oggetto);

per quanto riguarda le province autonome di Trento e Bolzano queste norme sono state recepite con il decreto legislativo 16 marzo 2001, n. 174 “Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige concernenti il trasporto ferroviario pubblico locale, l’accesso alla professione di autotrasportatore, nonché i ricorsi amministrativi in materia di trasporti”;

secondo quanto espresso nell’art. 1-bis del Decreto del Presidente della repubblica 19 novembre 1987, n. 527Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino – Alto Adige in materia di comunicazioni e trasporti di interesse provinciale” come modificato dal d. lgs. di cui sopra, sono le province autonome di Trento e di Bolzano che esercitano, per il relativo territorio, le funzioni e i compiti di programmazione e di amministrazione inerenti ai servizi ferroviari svolti sulla rete nazionale, che non costituiscono trasporto ferroviario di interesse nazionale o internazionale;

per quanto riguarda la tratta Brennero-Bologna attualmente sono presenti 14 corse interregionali, effettuate dai cosiddetti ‘treni regionali veloci’ che attualmente sono gestite dallo Stato. Ad oggi quindi è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che è parte di un contratto di servizio con Trenitalia;

fino ad oggi quindi si è sventato il pericolo che lo Stato passasse la competenza alle regioni, o nel nostro caso alle province e che fossero quindi queste ultime ad essere le parti dirette del contratto di servizio con Trenitalia, in quanto come spesso accade nel passaggio di competenze, successivamente emergono dei costi che prima non vi erano (essendo le regioni, solitamente, un soggetto pagatore più facile);

pertanto, si ritiene doverosa, per quanto attiene le linee ferroviarie della tratta Brennero-Bologna attualmente gestite a livello statale, la necessità di aprire un dialogo con le regioni viciniori al fine di rendere di competenza delle regioni o, come nel caso a noi riguardante, delle province, il servizio dei cosiddetti ‘treni regionali veloci’, senza che vi sia un aumento dei costi di gestione contemporaneo al cambio di competenze. Vi è l’intenzione quindi di capire quali scenari potrebbero aprirsi;

l’altro elemento fondamentale è la necessità di valorizzare questi treni e quindi porre le risorse necessarie per innovarli, trattandosi di veicoli abbastanza datati e di vecchia generazione;

tutto ciò in vista del fatto che queste tratte, grazie al servizio che offrono, ovvero i migliori tempi di percorrenza rispetto ad un normale treno regionale, hanno dei bacini di utenza molto popolosi e quindi rappresentano un servizio non solo molto utilizzato, ma anche particolarmente gradito ed apprezzato dai cittadini;

tutto premesso, il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale

a valutare le iniziative di competenza al fine di considerare la possibilità, anche in accordo con le regioni viciniori, di subentrare, nel nostro caso come provincia autonoma, nella gestione dei treni cosiddetti ‘regionali veloci’ che percorrono la tratta Brennero-Bologna e quali potrebbero essere i possibili scenari per quanto riguarda l’impatto economico-finanziario del passaggio di competenze dallo Stato alle regioni/province;

a valutare le iniziative di competenza al fine di valorizzare e ammodernare i convogli che effettuano la tratta interregionale veloce Bologna-Brennero;

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