Tiro con l'arco a Rovereto: il bando di assegnazione deve garantire a tutti pari possibilità di partecipare alla gara

Continuano i dubbi sulle pratiche di affidamento delle strutture sportive pubbliche in Trentino. A inizio gennaio è scaduta la gara per l’assegnazione dell’impianto di tiro con l’arco che si trova alla Baldresca di Rovereto. Il problema è che, per come è scritto, il bando di assegnazione risulta molto limitante e quindi in contrasto con le indicazioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), visto che vengono chiamate a partecipare solo “le società e le associazioni sportive dilettantistiche, gli enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive riconosciute dal CONI con sede nel territorio del Comune di Rovereto”. Un identikit assai specifico, che in questo caso rischia di andare a “bersaglio sicuro”, visto che di associazioni sportive con le caratteristiche richieste a Rovereto non è che ce ne siano poi molte, e si badi bene che non si sta parlando solo di una struttura necessaria alla pratica dello sport, ma di un bene pubblico che comprende anche una foresteria da 25 posti letto, come tale capace di generare reddito per chi la ottiene in gestione.

Al di là della questione specifica, il tema rimane quello già sollevato per l’assegnazione dello stadio “Quercia” di Rovereto e per il circolo velico di Torbole: in Trentino si fanno bandi per l’assegnazione delle strutture pubbliche che risultano troppo restrittivi. Se la questione è quella di sostenere associazioni dilettantistiche senza scopo di lucro con noi del M5S si sfonda una porta aperta, ma a patto che queste condizioni esistano davvero e non siano invece dei paravento per garantire accesso e disponibilità di risorse pubbliche sempre agli stessi a discapito di tutti gli altri.

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Interrogazione n. 1118/XVI a risposta scritta: Sul bando di affidamento di gestione dell’impianto sportivo di tiro con l’arco indetto dal comune di Rovereto

Il Comune di Rovereto con delibera giuntale n. 249 del 10 dicembre 2019 ha indetto un bando per la partecipazione alla gara di affidamento dell’impianto sportivo di tiro con l’arco situato in località Baldresca la cui scadenza era fissata per il giorno 8 gennaio alle ore 12;

la struttura dell’impianto è composta da una palazzina che comprende gli spogliatoi, 10 paglioni e una foresteria con 25 posti letto. La parte esterna dell’impianto comprende una superficie inerbita di circa 13.000 mq e n. 50 paglioni a distanza variabile di tiro. Vi è inoltre una palestra pesi di piccole dimensioni. Attualmente l’impianto è gestito dall’A.P.D. Kosmos Rovereto;

con delibera giuntale n. 257 del 17 dicembre 2019 il comune di Rovereto ha indetto un altro bando, in questo caso si tratta dell’affidamento della gestione dello stadio Quercia di Rovereto;

così come riportato nei rispettivi Allegati A) dei bandi, sono ammessi a partecipare: “le società e le associazioni sportive dilettantistiche, gli enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive riconosciute dal CONI con sede nel territorio del Comune di Rovereto”;

inoltre sono descritti i requisiti soggettivi di cui devono essere in possesso i soggetti partecipanti:

  • non avere scopo di lucro,
  • esperienza pari ad almeno due anni consecutivi nella gestione di impianti sportivi, di cui almeno 6 mesi con riguardo alla disciplina specifica di tiro con arco per il bando riferito al relativo impianto e, alle discipline specifiche dell’impianto calcio e/o atletica per il bando dello Stadio Quercia, nell’ultimo quinquennio;
  • non avere subito procedure di decadenza o revoca di concessione di gestioni di impianti sportivi comunali anche da parte di altri Comuni per fatti addebitati al gestore;
  • la partecipazione alla gara da parte dei soggetti può avvenire singolarmente o raggruppati in associazione temporanea o in Consorzio;

i due bandi si differenziano per quanto riguarda la durata della gestione dell’affidamento, per l’impianto di tiro con l’arco è prevista una durata decennale, mentre per lo stadio Quercia è prevista una durata quinquennale;

in entrambi i bandi quindi è presente la limitazione della partecipazione alle sole società, ass., ecc. che abbiano la loro sede nel territorio comunale, di Rovereto in questo caso, secondo quanto stabilito dall’art. 30 (Gestione ordinaria degli impianti) della della legge provinciale n. 4 del 2016 “Promozione dello sport e dell’associazionismo sportivo trentino”;

è proprio su quest’articolo e sul criterio del radicamento territoriale in esso stabilito che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è espressa non più tardi di due mesi fa, col parere AS1623 pubblicato sul Bollettino n.46 del 18.11.2019 avente ad oggetto “Comune di Nago Torbole (Tn) – Assegnazione plesso sportivo” affermando come il criterio del radicamento territoriale sia una limitazione alla partecipazione al bando di quanti più operatori economici interessati possibili e si ponga in contrasto con i principi europei di parità di trattamento, non discriminazione e proporzionalità;

si richiama in particolare quanto espresso nelle conclusioni del parere:

“L’Autorità ha rilevato inoltre che costituisce principio condiviso quello per cui il radicamento territoriale non può costituire un criterio che possa ragionevolmente incidere sulla prestazione richiesta, finendo per determinare un vantaggio del tutto svincolato dalle caratteristiche oggettive dell’offerta. Sotto tale profilo la norma presenta una portata anticoncorrenziale ponendosi in contrasto con i richiamati principi di parità di trattamento e di non discriminazione. In conclusione, il criterio selettivo previsto nella norma appare ingiustificatamente discriminatorio e non rispondente all’esigenza di favorire la più ampia partecipazione possibile dei potenziali operatori interessati e si pone in contrasto con i principi di non discriminazione e di parità di trattamento”;

invece, per quanto riguarda il requisito della “mancanza di scopo di lucro”, l’AGCM ha espresso molteplici pareri sull’irragionevolezza dell’esclusione di soggetti con scopo di lucro dalle procedure selettive di impianti sportivi, si veda in particolare il parere AS1626 (attivita’ di segnalazione e consultiva ) avente ad oggetto “Comune di Nago-Torbole (Tn) – affidamento in concessione diretta dell’impianto sportivo denominato Circolo Vela Torbole” nel quale si afferma che “nello specifico e ferme restando le criticità correlate all’ingiustificata delimitazione del diritto di partecipazione alla selezione alle sole imprese iscritte alla C.C.I.A. inserita nell’avviso esplorativo, appare pretestuosa l’esclusione della società Sailing du Lac S.r.l. motivata sulla circostanza che trattasi di impresa con scopo di lucro.”;

secondo quanto chiarito nei recenti pareri di AGCM, i criteri selettivi della gara devono rispondere all’esigenza di favorire la più ampia partecipazione possibile dei potenziali operatori interessati, che nel caso di specie potrebbero considerare anche associazioni, società e perfino soggetti con scopo di lucro con sede al di fuori del territorio del Comune di Rovereto;

riguardo a quanto segnalato al paragrafo precedente in merito agli orientamenti indicati da AGCM, va precisato che l’associazionismo potrebbe comunque essere valorizzato non solo riconoscendo un ruolo esclusivo nella gestione dell’impianto ma inserendo nel bando delle clausole specifiche per assicurare l’ingresso a condizioni agevolate di singoli utenti, associazioni che svolgono attività sul territorio comunale e organizzazioni senza scopo di lucro a condizioni preferenziali;

un ulteriore elemento che, alla luce di quanto espresso nelle segnalazioni dell’AGCM, è necessario evidenziare, riguarda la circostanza che nel caso dell’impianto di tiro con l’arco sito in località Baldresca, l’affidamento non riguarda la mera gestione dell’impianto sportivo, ma anche la foresteria, una struttura dotata di 25 posti letto, alla cui conduzione potrebbero risultare idonei e pertanto essere interessati anche soggetti senza esperienza nel campo specifico della gestione di impianti di tiro con l’arco, ma altresì dotati di esperienza nella gestione di una struttura ricettiva;

evidentemente, nel caso di specie, trattandosi dell’affidamento di una struttura ricettiva e non solo sportiva gli orientamenti AGCM assumono ancora più rilevanza poiché i criteri adottati contrastano in modo piuttosto evidente con l’esigenza di adottare criteri oggettivi e non discriminatori nell’affidamento di servizi al fine di consentire la candidatura dei soggetti interessati nell’ambito di dinamiche di mercato competitive che nel caso di specie potrebbe persino includere soggetti che pur non avendo alcuna esperienza nella gestione di impianti sportivi, siano invece preparati nell’ambito ricettivo;

in considerazione della dimensione degli impianti a cui si fa riferimento nei paragrafi precedenti e della durata della loro gestione sarebbe auspicabile che le procedure di affidamento avessero una maggiore corrispondenza ai pronunciamenti di AGCM, soprattutto laddove si afferma che: “il consolidato orientamento dell’Autorità ha sempre auspicato l’opportunità di ridurre la discrezionalità amministrativa nella scelta dei concessionari e il rispetto dei principi europei della parità di trattamento, non discriminazione e proporzionalità.”;

a parere dell’interrogante i bandi in oggetto presentano dei profili critici in ordine all’attuazione dei requisiti a cui devono attenersi le amministrazioni nelle selezioni prodromiche all’affidamento della gestione di servizi a rilevanza economica e al rispetto dei principi europei di libera concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione;

tutto ciò premesso, si interroga il presidente della Provincia per sapere

se, ai sensi degli obblighi di vigilanza sugli enti locali previsti dall’art. 54 dello Statuto di autonomia, intenda verificare l’ottemperanza dei requisiti per la partecipazione, dei criteri di valutazione delle offerte e del confronto concorrenziale per l’affidamento dell’impianto sportivo per il tiro con l’arco sito in località Baldresca e dello stadio Quercia di Rovereto, agli orientamenti delineati da AGCM nei pareri sopra menzionati in particolare per quanto attiene la riduzione della discrezionalità amministrativa nella scelta dei concessionari e di rispetto dei principi europei della parità di trattamento, non discriminazione e proporzionalità;

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