Viale Trento non dimentica: ora i Comuni maggiori del Trentino dovranno pubblicare il loro bilancio arboreo!

Fa ormai troppo caldo, tutto l’anno. Specie in città una soluzione per mitigare almeno un po’ gli effetti del surriscaldamento globale sarebbe far aumentare notevolmente le aree a verde pubblico. Dando sfoggio di suprema miopia da noi invece si continua a far scempio di viali alberati e quant’altro, spesso solo per rispondere alle esigenze economiche di qualche progettista e/o costruttore. Non posso affermare che quanto accaduto un anno e mezzo fa circa a Rovereto sia stato dettato da questa logica, però posso dire che l’abbattimento di 45 alberi in Viale Trento con tanto di schieramento di forze di polizia grida vendetta ancora oggi. È una battaglia che, assieme a tanti altri, ho combattuto da semplice cittadino e che porto avanti anche ora. Se è troppo tardi ormai per salvare le piante di Viale Trento dallo scempio, almeno abbiamo ottenuto pronunciamenti precisi da parte del Difensore Civico, dell’ANAC e del Comitato per lo Sviluppo del Verde pubblico del Ministero dell’Ambiente: entro 2 mesi dalle elezioni, anche in Trentino i Comuni sopra i 15 mila abitanti devono pubblicare il proprio bilancio arboreo, renendo quindi noto lo stato del verde pubblico che le caratterizza. Rovereto ha già dovuto conformarsi alle prescrizioni ANAC, lo stesso però resta ancora da fare a Trento, Pergine, Arco e Riva del Garda.

Lo sentiamo tutti sulla nostra pelle. Per effetto del cambiamento climatico in estate (ma anche in primavera inoltrata e agli inizi dell’autunno…) le città sono ormai sempre più simili a delle grandi “padelle” fatte di asfalto e cemento. Ambienti a tratti invivibili a meno di non stare al chiuso e far andare l’aria condizionata “a manetta”, cosa che però aumenta a sua volta i problemi ambientali e di consumo energetico. Uno dei possibili interventi correttivi sarebbe semplicissimo e pieno di ricadute virtuose: aumentare il verde pubblico in città e riforestare dove s’è deforestato. Ciò si dovrebbe tradurre in Parchi e viali alberati, che producano ombra e “mangino” anidride carbonica. Invece le pubbliche amministrazioni procedono spesso in direzione opposta. È successo a Rovereto, dove l’amministrazione comunale ha imposto il taglio di 45 meravigliose piante con un colpo di mano di stampo militare, ma anche dove i ricorsi di cittadini attenti alla tutela del territorio e del paesaggio e dell’associazione Più Democrazia in Trentino hanno almeno costretto l’amministrazione comunale a pubblicare il proprio bilancio arboreo. In tal modo tutti possono rendersi conto della situazione e intervenire laddove utile e necessario.

Lo stesso devono fare entro 2 mesi dalle prossime comunali Trento, Pergine, Arco e Riva. Per questo mercoledì ho depositato un’interrogazione in Provincia, che deve vigilare sui Comuni, di modo che “ricordi” alle amministrazioni dei Comuni più popolosi del Trentino i loro obblighi in merito alla trasparenza dovuta ai cittadini in materia di tutela ambientale e verde pubblico. Fra pochi mesi si vota e sicuramente uno dei temi rilevanti per scegliere i nuovi sindaci deve essere anche quanto sia stato fatto e cosa si possa fare per aumentare gli spazi verdi e migliorare quindi le condizioni di vita di chi abita in città.

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Interrogazione n. 1166/XVI a risposta scritta del 5 febbraio 2020:

con la deliberazione della Giunta Comunale di Rovereto n. 237 del 19.12.2017 avente a oggetto “Lavori di ristrutturazione del marciapiede lato est di Viale     Trento con pista ciclabile: approvazione progetto esecutivo – 2° lotto (CUP: E77H17001210004)” veniva previsto, in via definitiva, l’abbattimento dei 45 alberi pluridecennali di Viale Trento, localizzati in una sezione urbana progettata nella seconda metà dell’Ottocento. Il progetto di abbattimento incontrava la resistenza di una parte significativa della popolazione residente che, tramite manifestazioni popolari e azioni politiche mirate, attivava anche gli strumenti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto e dai regolamenti comunali per modificare il progetto e tutelare il verde pubblico;

in data 9.11.2017 il Difensore Civico della Provincia autonoma di Trento apriva il fascicolo 687/17 “mancata attuazione statuto:     progettazione Viale Trento” riguardante il progetto menzionato nel paragrafo precedente. Ciò avveniva a seguito della segnalazione presentata dai referenti dell’associazione Più Democrazia in Trentino e del comitato Salviamo gli alberi di Rovereto del 30.10.2017, nella quale si rilevava una serie di presunte violazioni allo Statuto comunale, al Regolamento sui Consigli circoscrizionali, alla Convenzione di Aarhus (Direttiva europea 2003/35/CE che è divenuta cogente, nell’ordinamento italiano, attraverso il D.lgs 152/2006 e ss.mm.) e alla L.10/2013 con particolare riferimento agli aspetti relativi al diritto alla trasparenza, al diritto di partecipare alle scelte collettive di valenza pubblica e al diritto di giustizia ambientale (allegato 1);

alle molteplici richieste del Difensore Civico l’amministrazione comunale di Rovereto rispondeva solo in data 13.4.2018, fornendo peraltro motivazioni che possono a buon diritto essere definite evasive e lacunose in ordine ai rilievi avanzati da parte delle summenzionate associazioni nonché in merito all mancata attuazione delle disposizioni sulla partecipazione popolare codificate nello Statuto comunale e agli obblighi previsti dalle già citate leggi;

il Difensore civico chiudeva il fascicolo 687/17 inoltrando la nota del 9.05.2018 – prot. DCTN – 0001607 all’associazione Più Democrazia in Trentino. In sintesi, secondo l’autorevole organo di garanzia e tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini nei confronti della Pubblica amministrazione in provincia di Trento, le alternative apparivano essere due, fra loro non mutualmente escludenti. La prima, considerata l’esegesi più plausibile rispetto al recepimento delle proposte dell’assemblea che miravano a salvare gli alberi di viale Trento, era che lo Statuto comunale fosse stato eluso. La seconda era che l’amministrazione comunale avrebbe continuato a produrre perifrasi elusive pur di non ammettere di aver violato lo statuto (allegato 2);

pochi giorni prima di quanto riportato al precedente paragrafo e più precisamente in data 22.4.2018, per gli effetti dell’ordinanza del Comune di Rovereto del 20.4.2018, una squadra di operai specializzati procedeva con l’abbattimento degli  alberi posti in Viale Trento. L’avvenimento otteneva risalto mediatico a livello nazionale anche a causa della pacifica protesta popolare e del dispiegamento di un numeroso contingente di forze dell’ordine. Solo grazie al presidio di alcuni cittadini venivano temporaneamente risparmiati dallo scempio n.7 alberi;

con le delibere n.17/2016 e 2/2014 il Comitato per lo Sviluppo del Verde pubblico presso il Minstero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha ribadito chela pubblicazione del bilancio arboreo previsto dalla L.113/1992 (Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica) risulta obbligatorio nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti;

ai sensi degli art. 3 e 8 del D.lgs. 33/2013, tutti i documenti, le informazioni e di dati oggetto di pubblicazione obbligatoria sono, appunto, pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli, e gli stessi vanno pubblicati sul sito istituzionale dell’amministrazione; e che in caso di inosservanza le amministrazioni si espongono alle sanzioni di cui all’art.46 del suindicato D.lgs. 33/2013;

con delibera ANAC n.1310 del 28.12.2016, nel paragrafo “1.4. Regioni a statuto speciale e Province autonome” si specifica che «Le modifiche introdotte dal d.lgs. 97/2016 non hanno interessato le norme transitorie e finali contenute nell’art. 49 del d.lgs. 33/2013. Resta fermo quindi che le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano possono individuare forme e modalità di applicazione del decreto in ragione della peculiarità dei propri ordinamenti (co. 4). Si evidenzia al riguardo che, anche alla luce dell’esperienza maturata dall’Autorità nell’esercizio della attività di vigilanza e controllo sul rispetto degli obblighi di     trasparenza, tale previsione è da intendersi riferita esclusivamente alle “forme e modalità” attuative delle disposizioni in materia di trasparenza contenute nel d.lgs. 33/2013. Ciò vuol dire che non possono essere previste, comunque, deroghe ai contenuti del decreto che limitino o condizionino i contenuti degli obblighi di trasparenza»;

con la segnalazione all’ANAC prot. 36180 del 25 aprile 2018 assegnata all’Ufficio Vigilanza sugli Obblighi di Trasparenza (UVOT), l’associazione Più Democrazia in Trentino rilevava la mancata pubblicazione del bilancio arboreo previsto dalla L.113/1992 e delle informazione utili a rappresentare la consistenza quanti-qualitativa del verde sul territorio urbano nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale del Comune di Rovereto;

l’associazione Più Democrazia in Trentino rilevava anche la mancata pubblicazione, ai sensi dell’art.15 del D.lgs. 33/2013 e ss.mm., delle consulenze (e dei relativi importi) in ordine agli incarichi di studio, ricerca, collaborazione e consulenza attinenti le politiche ambientali urbane e la manutenzione del verde nell’apposita sezione della pagina “Amministrazione trasparente”;

la summenzionata associazione faceva notare che l’assenza delle informazioni di cui ai paragrafi precedenti e la limitazione all’accesso civico generalizzato avevano precluso ai residenti e alla cittadinanza in generale la possibilità di acquisire, in modo diretto, gli elementi di base delle politiche ambientali attuate dagli amministratori limitando pertanto la possibilità di elevare questo tema a terreno di potenziale competizione fra le diverse “offerte” politiche a confronto;

l’associazione evidenziava altresì che la mancata pubblicazione di informazioni in ordine al bilancio arboreo comunale, ai dati certi e veritieri circa la dotazione di alberi insistente sul territorio comunale e agli interventi di manutenzione del verde aveva impedito forme di coinvolgimento del volontariato e di altre espressioni del principio di sussidiarietà orizzontale, le quali sarebbero state peraltro svilite dalla mancata attuazione delle disposizioni previste dallo Statuto comunale, con particolare riferimento agli istituti di partecipazione popolare dell’assemblea circoscrizionale, delle petizioni e del referendum popolare;

a seguito della segnalazione di cui al paragrafo precedente l’ANAC apriva il Procedimento UVOT/4295/2018/PP riconoscendo il fondamento logico e normativo della segnalazione dell’associazione. Il Procedimento veniva concluso il 19.01.2019 con la seguente comunicazione: “Facendo seguito alla precorsa corrispodenza, si comunica che nell’adunanza del 17 gennaio 2019 il Consiglio dell’Anac ha preso atto dell’avvenuta pubblicazione nella sezione “Amministrazione Trasparente” del Comune di Rovereto (Tn): 1) del bilancio arboreo e del link ai dati in materia ambientale; 2) di alcuni casi di consulenze ambientale negli elenchi dei consulenti e collaboratori già precedentemente pubblicati sul sito, ovvero del conformarsi dell’amministrazione alle indicazioni dell’Autorità. Si comunica, pertanto, la conclusione del procedimento in oggetto” (allegato 3);

nella Provincia Autonoma di Trento i comuni con più di 15.000 abitanti sono n.5: Trento (118.288 residenti), Rovereto (39.972), Pergine Valsugana (21.471), Arco (17.828) e Riva del Garda (17.505) (dati: tuttitalia.it aggiornati al 01/01/2019). In forza della delibera ANAC n.1310 del 28.12.2016, che chiarisce inequivocabilmente come la legge regionale n. 10/2014 e ss.mm non possa prevedere deroghe ai contenuti del decreto che limitino o condizionino i contenuti degli obblighi di trasparenza, detti Comuni devono rispettare gli obblighi previsti legge statale 113 del 29.1.1992 e ss.mm.;

la sensibilità sul tema della tutela e dello sviluppo del verde pubblico urbano è crescente nell’opinione pubblica ma per certi aspetti su di esso le pubbliche amministrazioni procedono con modalità gestionali poco trasparenti limitando le informazioni messe a disposizione dei cittadini ed escludendo gli stessi dai processi decisionali inerenti le politiche pianificatorie e gestionali. Tra i 5 comuni citati al precedente paragrafo l’unico ad aver adempiuto all’obbligo di pubblicazione del bilancio arboreo è il comune di Rovereto e ciò è stato possibile solo in conseguenza della pressione della società civile e dell’intervento dell’ANAC;

le abnormi anomalie rilevate dal Difensore Civico e dall’Autorità Nazionale Anticorruzione in relazione alla vicenda degli alberi di viale Trento illustrate nelle premesse sono solo uno degli esempi di come il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, in una logica di principio di sussidiarietà orizzontale e di partecipazione popolare propedeutica alla scelte politiche finali, sia scarsamente curato. L’interrogante ritiene pertanto che le opportunità di migliorare il rapporto tra cittadinanza e pubblica amministrazione debba necessariamente partire dalla corretta applicazione del combinato disposto del D.lgs. 33/2013 e della L.113/1992 ovvero dal raggiungimento di standard minimi di trasparenza in materia di informazioni ambientali da assicurare alla cittadinanza;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

se intenda avvisare le amministrazioni comunali di Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Arco e Riva del Garda in merito agli obblighi previsti dal D.lgs. 33/2013 e dalla L.113/1992 affinché, entro due mesi della scadenza naturale del mandato, i sindaci rendano noto e pubblichino nell’apposita sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale il bilancio arboreo del loro Comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato stesso, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza;

VIDEO Tagli degli alberi

 

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