Coronavirus: restare a casa e affidarci al coraggio del nostro personale medico!

Oggi in aula si discuterà il disegno di legge per approvare le misure urgenti di sostegno alle famiglie, ai lavoratori e ai settori economici connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Non potrò partecipare ai lavori perché da una decina di giorni, in accordo con il medico di base, mi sono autoisolato in casa per sintomi potenzialmente riconducibili all’epidemia in corso. Ho avuto un po’ di febbre, ogni tanto tossisco e mi sento piuttosto debole. Non so se ho il coronavirus ma nel dubbio sto chiuso in casa a tutela mia e del prossimo.

Lo studio dove passo le mie giornate

Purtroppo in Trentino in questo momento è prevista la possibilità di effettuare il tampone solo per i casi di elevata criticità in modo da non sovraccaricare il servizio sanitario. Per precauzione #restoacasa separato dalla famiglia sperando di potervi dare buone notizie nei prossimi giorni e di poter tornare a lavorare a pieno regime (qualcosa riesco a fare lo stesso anche ora).

A questa situazione devo aggiungere un altro aspetto negativo: dal momento in cui è stata riconosciuta l’emergenza ad oggi i consiglieri provinciali non hanno ricevuto alcuna informativa da parte della Giunta provinciale. Se qualcosa fosse stato riferito in occasione della conferenza dei capigruppo non ne sono stato informato non essendo il Movimento 5 Stelle rappresentato in tale organo. Le possibilità a mia disposizione di monitorare le iniziative messe in campo dalla Provincia per far fronte all’emergenza e offrire un contributo a questo sforzo sono pertanto minime. Anch’io come tutti mi informo sui media locali e attingo alle notizie messe a disposizione sui canali della ufficiali. Mantengo la massima fiducia nella comunità trentina, negli operatori sanitari e in tutti i professionisti e nei volontari che si stanno adoperando per aiutarci tutti. Per quanto riguarda la Giunta invece incrocio le dita, sperando che questa non sia l’occasione per un “liberi tutti” che scateni il far west degli appalti e alimentare il fenomeno della speculazione edilizia e del consumo di territorio.

Nei giorni scorsi ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di numerosi cittadini. Tra le più significative menziono quelle relative all’assenza di dispositivi di sicurezza in rsa e strutture ospedaliere per proteggere chi ci lavora, alla scarsità di test sul personale sanitario che opera nei luoghi dove si sta facendo fronte all’emergenza e alle imprese che continuano a lavorare a pieno regime nonostante i timori per la salute delle maestranze. In questi giorni ho scelto di non alimentare la polemica politica legata all’emergenza, assicurandomi però che i problemi fossero recepiti da chi di dovere. Confido che, compatibilmente con le risorse umane e materiali a disposizione, si possa far fronte alle mancanze segnalate garantendo al tempo stesso la cura e il benessere degli ammalati e la sicurezza degli operatori.

Vorrei chiudere questo messaggio con un abbraccio virtuale ai malati, ai familiari che non possono star loro vicino e alle persone che vivono in situazione di solitudine e di disagio sociale perché in queste ore la loro sofferenza rischia di diventare insostenibile. 

È giusto e doveroso da parte mia fare le più sentite condoglianze ai famigliari di chi in questi giorni non ce l’ha fatta. Ormai quotidianamente siamo sottoposti ai numeri impietosi dei bollettini sanitari, ma quello che non ci viene trasmesso è il valore umano di chi se n’è andato e il vuoto che lascia dietro di sé. 

La tragedia che non solo il Trentino ma l’Italia e il mondo intero stanno vivendo oggi mi auguro domani diventi motivo di riflessione profonda per ogni nostra iniziativa futura, in ambito politico e non. Di errori in questi ultimi anni ne sono stati fatti tanti a partire dai tagli al sistema sanitario nazionale. Una volta che questa emergenza sarà stata posta sotto controllo bisognerà ripensare il modello tenendo presente la capacità di risposta alle emergenze non solo all’efficienza economica delle strutture sanitarie.

Infine vorrei esprimere un fortissimo applauso a medici, infermieri e operatori sanitari che in questi giorni stanno dando il loro meglio per la nostra salute. La paura è una sensazione che tutti prima o poi provano, è il rendersi conto di un rischio e può essere paralizzante. Il coraggio non è la capacità di non temere nulla ma di controllare i propri timori agendo al meglio delle proprie possibilità. Se in questi giorni stiamo contenendo la paura è anche grazie all’enorme coraggio e senso di responsabilità dimostrato dal nostro personale sanitario.

#AndràTuttoBene

One Reply to “Coronavirus: restare a casa e affidarci al coraggio del nostro personale medico!”

  1. Oggi sono tornato ,dopo tre giorni, a fare la spesa. La situazione non è cambiata.

    Alle ore 8 eravamo nel supermercato una ventina di persone e solo io e un’altra cliente indossavamo la mascherina . Gli altri , ,95% , giravano senza rispetto della distanza e in modo itrespinsabile. Anche se non c’è l’obbligo ,non è solo una forma di protezione per noi ma soprattutto per gli altri e in particolare modo per i commessi e le cassiere che indossano le mascherine per rispetto loro e nostro. Non capisco perché le forze dell’ordine non facciamo controlli e multe agli indisciplinati della spesa allo sbaraglio, oltre che fare i posti di blocco sulla strada. Sinceramente non capisco perché sulla strada si, e dove c’è il vero pericolo, no.

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