Ad Arco un’occasione sprecata per un progetto di governo autenticamente alternativo

Nel rifiutare l’apparentamento con le liste civiche che fanno riferimento a Chiara Parisi, il sindaco uscente di Arco, Alessandro Betta, ha fatto un errore clamoroso e nel contempo ha dato un segnale chiaro di indisponibilità a inserire nel suo programma autentici elementi programmatici ispirati alla tutela ambientale.

A prescindere da quello che sarà il risultato del ballottaggio, la scelta di Betta appare fin da ora come un’occasione persa per migliorare le condizioni degli arcensi e per sviluppare un progetto politico capace di superare l’attuale, deleterio, modello di gestione del territorio e della cosa pubblica.

L’apparentamento tra Parisi e Betta avrebbe potuto costituire una sperimentazione politica centrata su un progetto aperto alle istanze della società civile riguardo ai temi dell’ambiente, della partecipazione e dell’innovazione sociale e lavorativa.
In qualità di realtà urbana dinamica, con un tessuto economico complesso, sviluppato sui settori dell’industria, del turismo e dell’agricoltura, Arco avrebbe potuto essere il luogo ideale per conciliare in maniera virtuosa le istanze ambientali con quelle economiche. Tanto più che dal punto di vista politico, l’uscita del Patt dalla coalizione che ha governato Arco fino ad oggi, con tutto il suo portato di istanze conservatrici più che altro legate agli interessi di bottega e ai vantaggi personali, aveva rimosso uno dei principali limiti all’evoluzione del governo cittadino verso un sistema nuovo e slegato da quegli accordi di partito che hanno già fatto danni enormi a livello provinciale e che ad esempio stanno già legando le mani alla nuova giunta del capoluogo trentino.

In quest’ottica Chiara Parisi rappresenta senza dubbio la novità più forte affacciatasi nell’ambito delle elezioni arcensi appena concluse, e questo vale sia dal punto di vista dell’offerta politica che della qualità umana dei candidati. Il disegno di comunità proposto da Chiara non nasce infatti per perseguire uno scopo meramente elettorale volto all’occupazione di ruoli di potere ma mira a portare avanti un percorso nato dal basso anni fa e costruito mattone dopo mattone su ideali solidi e su un identità territoriale forte.
Non aver voluto o saputo riconoscere il valore democratico della proposta di Chiara Parisi è a mio parere indice di scarsa visione. Un gioco d’azzardo per prendersi tutto, in base alla convinzione di poter raccogliere comunque il voto dei cittadini che hanno sostenuto il progetto ambientalista per l’evidente debolezza del suo avversario su tali tematiche.

La politica deve essere in anzitutto la capacità di prefigurare un progetto di società positivo, mettendo di seguito all’opera gli strumenti adeguati a realizzarlo. Spiace constatare come alla luce dei fatti, Alessandro Betta non abbia dimostrato né capacità n’è coraggio e neppure visione, facendo prevalere la logica dell’accordo fra liste e della spartizione dei posti di potere senza nessun ragionamento di prospettiva riguardo ai vantaggi che un accordo con Chiara Parisi avrebbe potuto recare all’intera comunità di Arco.

* Intervento inviato a L’Adige il 30 settembre e non pubblicato

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