Autonomia. Il M5S trentino impegna la Giunta in una trattativa con il Governo per modificare lo Statuto di autonomia e ampliare i margini di manovra in materia dei tributi locali

Non sarà facile ma ci dobbiamo provare. Con l’elaborazione della proposta approvata dall’Aula consiliare nei giorni scorsi il M5S cerca di alzare l’asticella dell’autonomia fiscale della Provincia nei confronti dello Stato arrivando a definire un quadro legislativo improntato ai principi del federalismo fiscale nel campo della gestione dei tributi locali, anche in relazione ai trasferimenti straordinari ed emergenziali disposti dallo Stato con decreti Rilancio e Agosto emanati in periodo di emergenza Covid-19.

L’argomento è complesso ma questo non può e non deve scoraggiarci. Di mezzo ci sono infatti i principi di autoregolazione delle autonomie locali. Ci sono però anche circa 50 milioni di Euro che lo Stato ha messo a disposizione degli enti locali trentini nei mesi scorsi per affrontare l’emergenza Covid e che potrebbero tornare indietro se non si mette ordine alla norma. È necessario introdurre un dispositivo che integri la competenza legislativa primaria in materia di tributi locali (art.80 Statuto) riconoscendo – fermo restando le finalità, i parametri e le quote di riparto – la piena autonomia nella gestione e nell’impiego dei trasferimenti dello Stato che sono stati assicurati alla provincia di Trento per alleggerire la pressione fiscale dei tributi locali.

In sede di discussione l’assessore Gottardi ha espresso condivisione da parte della Giunta rispetto alle finalità contenute nella proposta e apprezzamento per gli sforzi volti ad affrontare la problematica. Ora non ci resta che passare dai buoni propositi ai fatti, sapendo che non sarà affatto facile divincolarsi tra i paletti messi dalla Ragioneria Generale dello Stato e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Come dicevo, è una sfida difficile, ma vale la pena di affrontarla.

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Segue il testo integrale della proposta di ordine del giorno 1/66/XVI al disegno di legge n. 66/XVI di iniziativa giuntale “Modificazioni della legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14, relative all’imposta immobiliare semplice, e altre disposizioni riguardanti gli enti locali” (APPROVATA integralmente il 21 ottobre 2020 – convertita in ordine del giorno 257/XVI):

Integrare le disposizioni statutarie per assicurare piena autonomia delle Province autonome in materia di tributi locali, e per consentire il trasferimento alla Provincia, senza vincolo di destinazione, delle somme trasferite dallo Stato alle Regioni o agli enti locali nazionali

Con l’articolo 177 (Esenzioni dall’imposta municipale propria-IMU per il settore                             turistico) del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio), recante «Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19», convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in considerazione degli effetti connessi all’emergenza sanitaria da COVID-19, per  l’anno  2020, è stata prevista l’esenzione della  prima rata dell’imposta municipale propria (IMU) per il settore turistico. Per il ristoro ai comuni a fronte delle minori entrate derivanti dalla misura, lo Stato centrale ha istituito nella previsione del Ministero dell’interno, un fondo con una dotazione di 76,55 milioni di euro per l’anno 2020 per provvedere successivamente alla ripartizione del Fondo con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro  dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali;

all’articolo 78 (Esenzioni dall’imposta municipale propria per i settori del turismo e dello spettacolo) del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (Decreto Agosto) si prevede quanto segue:

1. In considerazione degli effetti connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, per l’anno 2020, non è dovuta la seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU) di cui all’articolo 1, commi da 738 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, relativa a:
a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonchè immobili degli stabilimenti termali;
b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate; l’esenzione per le pertinenze di immobili rientranti nella categoria catastale D/2 si applica anche relativamente alla prima rata di cui all’articolo 177 del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77;
c) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
d) immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;
e) immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate”;

il ristoro ai comuni delle minori entrate derivanti dal provvedimento di cui all’articolo 78 decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 è finanziato con il Fondo di cui all’articolo 177, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, incrementato con ulteriori risorse statali messe a disposizione dall’art. 78 del decreto-legge 104/2020. Alla ripartizione degli incrementi per l’esenzione della seconda rata dell’IMU lo Stato provvede con uno o più decreti del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge 104/2020;

ai sensi dell’articolo 80 dello Statuto speciale (Decreto del presidente della repubblica 31 agosto 1972, n. 670) lo Stato trasferisce i fondi di cui al paragrafo precedente alla Provincia autonoma di Trento, la quale ripartisce tra gli enti locali del proprio territorio le risorse finanziarie. A seguito delle verifiche a consuntivo, da effettuare entro il 30 giugno 2021, previste ai sensi dell’articolo 106 del decreto-legge 104/2020 e relative alla perdita di gettito e all’andamento delle spese, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, la Provincia provvede alla conseguente regolazione dei rapporti finanziari tra enti locali e Provincia stessa secondo quanto disciplinato dall’articolo 2 del disegno di legge 25 settembre 2020, n.66/XVI;

come specificato nella relazione illustrativa del disegno di legge 66/XVI è evidente che la proposta, oltre a trasformare in esenzione la riduzione del 50% già prevista dall’articolo 1 comma 1 della L.P. n. 6/2020, amplia in modo significativo la platea dei destinatari. Si consideri ad esempio l’estensione ai teatri, i cinematografi, le sale da ballo/discoteche, i fabbricati utilizzati per fiere e manifestazioni;

assume particolare importanza, nel quadro dei rapporti finanziari con lo Stato, l’articolazione del disegno di legge. Infatti, come risulta dal testo, anziché in una sola previsione cumulativa di esenzione le varie fattispecie sono state previste due disposizioni separate (commi 1 e 3 del nuovo articolo 14bis della L.P. n. 14/2014). Con la prima (commi 1 e 2), viene recepita integralmente l’esenzione che lo Stato prevede in materia di IMU. In particolare, vengono mantenute le stesse fattispecie (con la differenza, puramente nominale nella formulazione letterale delle tipologie di fabbricati enumerati al comma 1) e gli stessi destinatari (i soli “proprietari”) allo scopo di adeguare sotto il profilo meramente formale ma non sostanziale le disposizioni tipologiche della normativa provinciale in materia di turismo a quelle stabilite dalle norme statali di tale settore; Con la seconda invece (comma 3), attivando specificamente la competenza statutaria in materia di tributi locali, l’esenzione viene estesa anche ai fabbricati della lettera g), e viene riconosciuta (per tutte le tipologie di immobili, sia del comma 1 che del comma 3) ai soggetti passivi IM.I.S. diversi dai proprietari (ad esempio gli usufruttuari o titolari di un contratto di leasing, articolo 4 della L.P. n. 14/2014). Con questa doppia disposizione coordinata, da un lato viene garantito l’adeguamento alla normativa statale e di conseguenza, in favore della provincia, il trasferimento finanziario statale previsto a copertura del minor gettito sia con riferimento alle tipologie di fabbricati che ai soggetti passivi per i quali vi è coincidenza (sia oggettiva che soggettiva) tra normativa I.MU. e normativa IM.I.S. (articolo 106 del D.L. n. 34/2020 e articolo 39 del D.L n. 104/2020), e dall’altro, con fondi propri di bilancio, si interviene ad ulteriore significativo sostegno delle attività turistiche, culturali e ricreative tipiche del territorio.   

la relazione illustrativa specifica altresì che l’art. 2 del disegno di legge disciplina i rapporti finanziari tra la Provincia Autonoma di Trento e i relativi enti locali con riferimento alle risorse finanziarie previste dall’articolo 106 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e quelle di cui all’articolo 39 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104. Tali risorse concorrono ad assicurare agli enti locali l’espletamento delle relative funzioni in considerazione delle perdite di entrate e dell’andamento delle spese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Le Amministrazioni comunali non potranno destinare tali risorse alla copertura di minori entrate/maggiori spese dalle stesse autonomamente decise. Per queste misure le Amministrazioni dovranno reperire risorse proprie o risorse provinciali qualora le misure derivino da interventi autonomamente assunti dalla Provincia, La normativa statale prevede che gli enti locali beneficiari di tali risorse attestino tramite apposita certificazione la perdita di gettito connessa all’emergenza epidemiologica da Covid-19, al netto delle minori spese e delle risorse assegnate a vario titolo dallo Stato a ristoro delle minori entrate e delle maggiori spese connesse alla predetta emergenza. Tale certificazione non include le riduzioni di gettito derivanti da interventi autonomamente assunti dalla Provincia e dagli enti locali, con eccezione di quelli di adeguamento alla normativa nazionale;

la norma citata al precedente paragrafo prevede altresì che gli obblighi di certificazione per i comuni delle Regioni/Province autonome che esercitano funzioni in materia di finanza locale in via esclusiva, sono assolti per il tramite delle medesime Regioni/Province autonome. In virtù della competenza esclusiva in materia di finanza locale prevista dall’art. 80 dello Statuto di autonomia, la proposta normativa prevede che la Provincia ripartisca fra gli enti locali le risorse attribuite dallo Stato disciplinando altresì le modalità e i termini della certificazione nonché la conseguente regolazione dei rapporti finanziari. In tal senso la proposta normativa prevede il recupero delle eventuali somme non dovute a seguito della certificazione tramite versamento dell’importo a debito sul bilancio provinciale. In caso di mancato versamento le predette somme sono recuperate dalla Provincia Autonoma di Trento a valere sulle assegnazioni disposte in materia di finanza locale;

in tal senso, la disposizione contenuta nell’articolo 39 del decreto-legge 104/2020, al comma 2, secondo cui “la certificazione della perdita di gettito – connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19, al netto delle  minori  spese e delle risorse assegnate a vario titolo dallo Stato a ristoro delle minori entrate e delle maggiori  spese  connesse  alla  predetta emergenza – non include le riduzioni di gettito derivanti da interventi  autonomamente  assunti dalla regione o provincia autonoma per gli enti  locali  del  proprio territorio,  con  eccezione  degli  interventi  di  adeguamento  alla normativa  nazionale” non corrisponde all’esigenza di una maggiore autonomia rispetto alla disciplina dei tributi locali in combinazione che le politiche di sviluppo applicate sul territorio provinciale;

l’esigenza di una diversa applicazione delle misure fiscali è stata manifestata anche dalle organizzazioni di categoria trentine nel corso delle audizioni. Confcommercio ha ad esempio giudicato la normativa “gravemente iniqua”, se si considera che il beneficio è stato previsto unicamente per il settore del turismo, dello spettacolo, delle attività culturali e della ricreazione, mentre è notorio che anche altre categorie economiche risultano duramente colpite dagli effetti della pandemia. Riportando i dati dei cali di fatturato per settori, Confcommercio ritiene che al fine di fornire una misura d’aiuto equa e inclusiva di tutte le categorie economiche trentine colpite dalla pandemia, l’esenzione dall’IMIS andrebbe estesa anche al settore della ristorazione e del commercio e alla categoria delle agenzie di viaggio;

la Cooperazione Trentina, condividendo lo spirito e gli intenti della proposta legislativa, ha suggerito che vengano incluse nel novero delle aziende coinvolte anche quelle che operano nell’ambito della ristorazione e delle mense aziendali e scolastiche;

l’Associazione Albergatori ed Imprese Turistiche della Provincia di Trento ha invece attirato l’attenzione su una fattispecie non affrontata dal disegno di legge, quella in cui vi è la scissione della gestione della proprietà. A tal riguardo ha suggerito che si debba assimilare alla casistica della “coincidenza tra soggetto passivo IM.I.S. per il fabbricato e il gestore dell’attività”, il caso in cui la scissione del ramo immobiliare da quello operativo riguardi società con compagine sociale coincidente per almeno il 60% dei soci. Inoltre, laddove non sussista una corrispondenza stretta tra le compagini sociali, considerata la finalità delle disposizioni e il perdurare della crisi del settore turistico, chiede un provvedimento che preveda l’abolizione integrale dell’IM.I.S. per l’anno 2020 sia per le attività in locazione di immobile che in affitto d’azienda nei casi in cui sia stata effettuata la riduzione convenuta del canone di locazione;

ai fini di una maggiore autonomia nelle modalità delle politiche fiscali sarebbe auspicabile che, come avvenuto nel caso di specie dell’emergenza Covid-19, nei casi in cui lo Stato dispone di rinunciare a delle entrate erariali destinate agli enti locali trasferendo ai comuni il mancato gettito, lo stesso riconoscesse alle Province autonome l’ammontare del gettito complessivo qualora la medesima misura fosse applicata nel territorio provinciale consentendo però di poter modulare le esenzioni totali o parziali in deroga dalla norma nazionale e in considerazione delle peculiari politiche pubbliche adottate a livello locale;

è evidente che tale auspicio potrebbe essere realizzato solo con una modificazione del titolo VI dello Statuto (previa Intesa tra lo Stato e la Provincia) in modo da consentire che le somme stanziate dallo Stato per far fronte al mancato gettito dei comuni sull’intero territorio nazionale, ove ne sia prevista anche l’erogazione nei confronti dei territori delle Province autonome, affluiscano al bilancio della Provincia senza vincolo di destinazione se non quello di utilizzarle per le finalità generali della norma (in questo caso l’incentivazione di attività economiche o, più in generale, l’abbattimento della pressione fiscale). Ciò consentirebbe alla Provincia di ponderare meglio le esenzioni o le agevolazioni valutandone la coerenza con le altre politiche di incentivazione poste in essere o anche con le effettive ricadute sull’effettiva realtà del territorio;

in via generale, poi, una tale modifica statutaria potrebbe essere ipotizzata in via generale (sulla falsariga di quanto già a suo tempo disposto dall’articolo 5 della legge n. 386 del 1989, oggi abrogato) in ogni caso in cui lo Stato (in coerenza oppure – per motivi del tutto eccezionali come quello epidemico – in deroga quanto attualmente prevede il titolo VI dello Statuto) preveda il trasferimento anche alla Provincia o ai suoi enti locali di risorse stanziate a livello nazionale in favore delle Regioni o degli enti locali;

ciò consentirebbe una migliore esplicazione dell’autonomia provinciale senza che determinate scelte siano assunte in via meramente consequenziale dalla Provincia solo perché, in caso contrario, le relative risorse andrebbero perse.

tutto ciò premesso il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale 

  1. ad attivarsi nei confronti di Governo e Parlamento, ai sensi dell’articolo 104 dello Statuto, al fine di integrare le disposizioni dell’art. 80, comma 2, dello Statuto di autonomia allo scopo di assicurare la piena autonomia delle province autonome e degli enti locali nella definizione della base imponibile, delle aliquote, delle modalità di calcolo e delle esenzioni dei tributi locali comunali anche nei casi in cui, come previsto dai  decreti-legge 14 agosto 2020, n. 104 e 19 maggio 2020, n. 34, lo Stato prevede di trasferire alle regioni e alle autonomie locali fondi per garantire livelli minimi di entrate finanziarie in modo uniforme su tutto il territorio nazionale al fine di compensare il mancato gettito di tributi locali derivante da un’esenzione fiscale disposta con legge statale;
  2. ad attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento, ai sensi dell’articolo 104 dello Statuto, al fine di integrare le disposizioni del titolo VI dello Statuto medesimo per garantire che, qualora lo Stato preveda che determinate somme trasferite alle Regioni o agli enti locali a livello nazionale spettino anche alla Provincia e agli enti locali della provincia, esse siano trasferite alla Provincia autonoma senza vincolo di destinazione se non quello della spendita nell’ambito del corrispondente settore, e prescindendo da qualunque adempimento previsto dalle leggi statali ad eccezione di quelli relativi all’individuazione dei parametri o delle quote di riparto.

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