SP 241 di Riccomassimo, dopo interrogazione M5S la Provincia promette interventi

Ci sono voluti oltre un anno e anche un sollecito ma alla fine la giunta provinciale ha risposto riguardo agli interventi di messa in sicurezza riguardanti la SP 241 di Riccomassimo. Al di là dei ritardi e di qualche valutazione opinabile la buona notizia è che a quanto pare la Provincia starebbe valutando la possibilità di allargare almeno alcuni dei tratti più stretti di questo tratto viario che collega il Comune di Storo (Trentino) a quello di Bagolino (Lombardia).

Sembra inoltre che l’ente provinciale non escluda del tutto la possibilità di effettuare eventuali espropri allo scopo di realizzare aree di sosta per i cittadini che si recano nei pressi della località Ponte Prise per attingere la pregiata acqua che scorre in quel punto è che anni fa è stata dichiarata la migliore del Trentino. A livello di dichiarazioni d’intenti ci saremmo anche, ora però bisogna lavorare per dare loro la necessaria concretezza e far sì che come spesso accade non restino solo suggestioni destinate a rimanere sulla carta.

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Scheda dell’interrogazione 452/XVI del 3 maggio 2019 “Interventi di adeguamento della viabilità sulla SP 241 di Riccomassimo all’altezza della sorgente Ponte Prise” (in allegato all’interrogazione fotografie dei lavori) – Risposta del 9 novembre 2020 (testo integrale a piè di pagina)

La situazione del tratto di strada dopo i lavori:

Immagini dei lavori:

Testo della risposta fornita dal Presidente della Provincia Fugatti:

Trento, 09 novembre 2020

Oggetto: risposta interrogazione n. 452 del 30.04.2019.

Con riferimento all’interrogazione in oggetto, si forniscono i seguenti elementi informativi.

In merito al quesito 1 si evidenzia che Il cantiere lungo il tratto della S.P. 241 di Riccomassimo compreso tra le pr. km 4+370 e km 4+480 circa, in prossimità del confine con la provincia di Brescia, riguarda la costruzione di una cordonata per la regimazione delle acque di superficie raccolte sul piano viabile.

L’intervento è stato realizzato a cura del Servizio Gestione Strade per ottemperare a quanto stabilito dalla sentenza del Tribunale di Trento n. 946/2018 emessa in data 15.10.2018.

La disciplina della circolazione e le temporanee limitazioni istituite lungo il tratto stradale in questione, onde consentire l’esecuzione in sicurezza dei lavori, sono state definite con ordinanza del Dirigente del Servizio Gestione Strade prot. n. 233577 dd. 10.04.2019.

In considerazione della natura degli interventi di cui trattasi (lavori di manutenzione della strada) e della loro durata relativamente contenuta, come da prassi è stata omessa la collocazione del cartello di cantiere di cui al D.P.R. 380/2001. Al riguardo va altresì tenuto presente che in zona non sono disponibili aree di pertinenza della S.P. 241 in posizione adeguata per l’installazione del cartello in argomento.

Riguardo al quesito 2 si osserva, come già accennato in precedenza, che i lavori sono stati realizzati a cura del Servizio Gestione Strade della Provincia autonoma di Trento e sono finalizzati alla regimazione delle acque raccolte sul piano viabile della S.P. 241, attraverso la costruzione di una cordonata in conglomerato cementizio armato e la posa di una tubazione per il loro convogliamento, in modo da evitare la loro dispersione incontrollata nel contiguo piazzale di proprietà privata. Le modalità di esecuzione dell’intervento sono state preventivamente concordate con i proprietari del citato piazzale, anche perché, in ottemperanza a quanto stabilito dalla sentenza del Tribunale di Trento n. 946/2018, il manufatto viene costruito sulle pertinenze del piazzale, limitando il restringimento della carreggiata stradale.

Con riferimento al quesito 3, infine, si comunica che in esito alla realizzazione degli interventi di cui trattasi, lungo il tratto in esame la larghezza della piattaforma stradale sarà uniforme e localmente anche superiore a quella dei tratti più a valle.

L’opzione di ampliare ulteriormente la carreggiata della S.P. 241 nel tratto in esame avrebbe richiesto l’attivazione di una procedura espropriativa, per la cui conclusione sono necessari tempi relativamente lunghi, non compatibili con le scadenze stabilite dalla sentenza del Tribunale sopra richiamata.

Si precisa inoltre che la realizzazione di adeguati spazi per la sosta dei veicoli degli utenti della sorgente d’acqua ubicata nella zona andrà più propriamente valutato di concerto con il Comune di Storo, proprietario dell’opera di presa dell’acquedotto comunale situato lungo il ciglio di monte del tratto stradale in esame.

Cordiali saluti.

– dott. Maurizio Fugatti –

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