Mettere in sicurezza e verificare la tenuta del versante che costeggia la strada provinciale 241 di Riccomassimo!

Il M5S non molla la presa sul miglioramento della viabilità stradale fra il Trentino e le regioni limitrofe. Due mesi fa avevamo presentato una proposta di ordine del giorno collegata alla finanziaria provinciale che sollecitava la sistemazione della SP241 di Riccomassimo, di fatto l’unico tratto viario alternativo alla SS237 del Caffaro per chi voglia raggiungere la Provincia di Brescia dalle Valli Giudicarie. La maggioranza provinciale bocciò tutto in pratica dicendo che la SP241 non era importante. Neanche a farlo apposta, a gennaio la questione è tornata d’attualità, perché a fine gennaio una frana ha bloccato per diverse ore la strada provinciale che porta a Bagolino. Unico percorso utilizzabile? Strano a dirsi, proprio la tanto bistrattata SP241. 

Come si vede non ci eravamo inventati niente. Detto che le strade vanno mantenute in sicurezza anche qualora fossero poco utilizzate perché non si possono certo mettere in pericolo eventuali utenti per la manutenzione scarsa o assente, abbiamo presentato una interrogazione al Consiglio provinciale facendo presenti quali siano i rischi a carico del gestore stradale, quindi sollecitando la sistemazione dei guardrail, ormai del tutto inefficaci e una perizia geologica sul versante montano che costeggia la provinciale che collega Storo a Bagolino, dato che negli anni sono stati numerosi i casi di smottamento e frana che l’hanno interessata.

Segue immagine della frana sulla strada provinciale per Bagolino e testo integrale dell’interrogazione:

Frana su SP669 del passo di Crocedomini – 23 gennaio 2021

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Interrogazione 2254/XVI presesentata il 4 febbraio 2021 “Messa in sicurezza della s.p. 241 e responsabilità per mancata custodia”

nella notte fra il 23 e il 24 gennaio 2021, come testimoniato anche dai canali social del Comune di Bagolino, una frana interrompeva il traffico veicolare sulla SP669 che collega la SS 237 del Caffaro all’abitato di Bagolino. I detriti venivano rimossi alle 8.00 del mattino successivo all’accadimento, dopo un’intensa notte di lavoro da parte dei volontari (Pagina Facebook del Comune di Bagolino – 23 gennaio 2021);

come noto, l’unica alternativa stradale percorribile alla SP669 nel tratto compreso fra la località Sant’Antonio e l’abitato di Bagolino è costituita dalla SP 241 di Riccomassimo, che parte dalla frazione di Lodrone di Storo, passa per quella di Riccomassimo e arriva fino al confine provinciale di Ponte Prise per poi proseguire su una strada comunale fino all’abitato di Bagolino;

in data 10 dicembre 2020 veniva presentata la proposta di ordine del giorno n. 12/74-75-76/XVI “Messa in sicurezza della strada provinciale n. 241 nel tratto compreso tra l’abitato di Riccomassimo e la località Ponte Prise”. Nel testo si specificava che la SP241 presenta una carreggiata ristretta, la quale in numerosi punti rende impossibile il passaggio contemporaneo di 2 automezzi affiancati. A tal proposito si segnalano in particolare le strettoie successive all’abitato di Riccomassimo, con la percorrenza più angusta e complessa che si realizza dal termine dell’abitato di Riccomassimo (Km 3,4 circa) fino alla località Ponte Prise (Km 4,5), con la strada caratterizzata da notevole tortuosità, restringimenti della carreggiata e la presenza di uno scosceso strapiombo a valle della tratta, il quale risulta delimitato, fra l’altro in maniera non continua, da ringhiere vetuste e spesso ammalorate;

a maggior riprova della pericolosità del tratto stradale in oggetto, nel già citato Ordine del Giorno veniva inoltre ricordato come in data 14 ottobre 2019 su di esso si sia verificato un grave incidente con un automobilista che fuoriuscì di strada precipitando per oltre 100 metri nei dirupi sottostanti ad essa. Nell’occasione l’automobilista riuscì miracolosamente a salvarsi, riportando però gravissime ferite. Dalla dinamica dell’incidente risultò chiaro come le protezioni poste ai margini della carreggiata non si fossero rivelate in alcun modo efficaci ad impedire o contenere la fuoriuscita del mezzo dalla sede stradale (Esce di strada e precipita per cento metri. Una persona in gravi condizioni elitrasportata in ospedale – 14 ottobre 2019 – Il Dolomiti);

in data 16 dicembre 2020 la Giunta provinciale esprimeva parere sfavorevole alla proposta di ordine del giorno sopra menzionata con la quale si proponeva “di predisporre un piano pluriennale di interventi infrastrutturali straordinari e di manutenzione ordinaria con il fine di mettere in sicurezza la SP241 di Riccomassimo, con speciale riguardo all’allargamento, al consolidamento e alla messa in sicurezza del tratto compreso fra l’abitato di Riccomassimo e la località Ponte Prise”. La Giunta specificava che rispetto al corrispondente tratto della 237 del Caffaro, la SP241 non ha caratteristiche tali da costituire una valida alternativa sostenibile, né sotto il profilo tecnico ed economico e né dal punto di vista ambientale, rispetto alla statale del Caffaro;

come noto, ai sensi dell’art.2051 c.c. si riporta che «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». L’Ente proprietario (o gestore) di una strada si presume dunque responsabile dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione, salvo che esso sia in grado di dare prova che l’evento dannoso verificatosi fosse imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile (C. Cass., Sez. III, 12/4/2013, n.8935; v. poi Cass. 18753/2017; Cass. 11526/2017; Cass. 7805/2017; Cass. 1677/2016; Cass. 9547/2015; Cass. 1896/2015);

riguardo ai casi fortuiti atti ad escludere la responsabilità del custode la Corte di Cassazione ha specificato quanto segue: «In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., per ottenere l’esonero della stessa, il custode deve provare che il fatto presenti i requisiti dell’autonomia, dell’eccezionalità, dell’imprevedibilità e dell’inevitabilità e che sia, quindi, idoneo a interrompere il nesso causale tra cosa in custodia e danno e il rapporto di custodia fra il soggetto e la cosa stessa, concretando così gli estremi del caso fortuito» (C. Cass., Sez. VI, 30/9/2014, n. 20619);

dal momento che la franosità e la pericolosità di alcuni tratti della SP241 sono ben noti e risultano documentati sia dagli atti presentati a riguardo presso il Consiglio provinciale che da numerosi articoli di cronaca riguardanti incidenti, frane, e smottamenti vari verificatesi su un periodo temporale lungo decenni, risulta del tutto evidente come in caso di contestazione a seguito di incidente, danneggiamento causa caduta massi o altro, risulterebbe assai arduo per l’Ente pubblico dimostrare gli estremi del caso fortuito;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se in seguito all’incidente stradale occorso sulla SP241, di cui alle premesse, o di altri non oggetto delle cronache locali, siano state intraprese azioni legali di responsabilità civile nei confronti della Provincia in qualità di proprietario e gestore della strada provinciale 241 di Riccomassimo ed eventualmente quale sia stato l’esito;
  2. se in relazione al tratto stradale della SP241 tra l’abitato di Riccomassimo e il confine regionale intenda disporre una perizia geologica riguardante la stabilità del versante montagnoso sul quale insiste la carreggiata e in tal caso se si impegni a renderne noto l’esito;
  3. se, al fine di evitare contenziosi in relazioni a potenziali sinistri, intenda programmare lavori di manutenzione e di messa in sicurezza del tratto stradale tra l’abitato di Riccomassimo e il confine regionale nei pressi di Ponte Prise con particolare riferimento alle misure per il contenimento del traffico dei veicoli sulla carreggiata e per limitare la caduta massi;

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