La Lombardia progetta collegamenti ciclopedonali fra Lago d’Idro, Lago di Garda e Lago di Ledro per quasi un milione e mezzo di euro, il Trentino mette i soldi e tace

Si aprono spiragli sulla messa in opera e il recupero dei collegamenti ciclopedonali tra Trentino e Lombardia. Grazie ad un’iniziativa congiunta dei portavoce pentastellati Alex Marini e Ferdinando Alberti è venuta alla luce la volontà da parte di Regione Lombardia a procedere con la sistemazione delle antiche mulattiere che si estendono fra le foreste e le montagne dell’Alto Garda, una disponibilità cui fa purtroppo da contraltare il silenzio da parte degli organi di governo trentini.

Nei mesi scorsi il consigliere provinciale trentino Alex Marini e il consigliere regionale lombardo Ferdinando Alberti hanno sollecitato le rispettive giunte affinché si facessero carico del recupero delle antiche strade di montagna che collegano il territorio delle due Regioni nell’area compresa fra l’Alto Garda trentino e bresciano, il lago di Ledro e il lago d’Idro.

Lo scorso primo di marzo il consigliere Marini presentava al Consiglio provinciale di Trento un’interrogazione sull’argomento seguito dal consigliere Alberti che faceva lo stesso il 16 marzo. Nei loro atti i portavoce segnalavano lo stato di incuria ed abbandono nel quale versano ampi tratti della viabilità storica che collega i territori compresi fra la Val Vestino (BS), Tremosine (BS), Ledro (TN) e Bondone (TN), nel contempo sottolineando le potenzialità di sviluppo insite nel suo recupero a fini cicloturistici data la bellezza incontaminata dei percorsi e dei paesaggi che caratterizzano queste zone.

La risposta di Regione Lombardia è arrivata in questi giorni, con la precisazione che nella programmazione del Fondo Comuni di Confine 2013-2018 è prevista la realizzazione di un percorso ciclabile fra il Lago d’Idro e Riva del Garda finanziato dal fondo stesso con 1 milione e 380 mila euro. Il relativo progetto risulta approvato dal 2019 e prevede “la creazione di una rete ciclabile allo scopo di consentire una più estesa fruizione del territorio attraverso la definizione di un tracciato che permetta la valorizzazione turistica delle montagne tra i laghi di Garda d’Idro attraverso il recupero dei percorsi rurali e silvestri e la connessione delle aree naturalistiche della Valle Sabbia con il Parco Alto Garda Bresciano e la ciclovia del Garda con l’entroterra gardesano, collegandosi altresì ai territori della Provincia Autonoma di Trento attraverso l’allacciamento ai percorsi ciclabili della Valle di Ledro. Gli interventi consistono nell’adeguamento, manutenzione e messa in sicurezza dei percorsi esistenti appartenenti alla rete sentieristica del Parco Alto Garda Bresciano e in parte alla rete della viabilità agro-silvo-pastorale”.

Come specificato ancora nella risposta di Regione Lombardia, lo sviluppo planimetrico complessivo del tracciato in questione è di 72,610 km dei quali 69,353 km nel territorio della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano e soli 3,257 km nella Provincia Autonoma di Trento (Pdf – Mappa planimetrica). 

«Sebbene con incomprensibile lentezza, dato che l’approvazione del progetto risale al 2019 – commentano Marini e Alberti – troviamo positivo che la Lombardia si stia muovendo nella direzione del recupero dei sentieri e delle mulattiere storiche che collegano bellissime porzioni del territorio trentino e lombardo. Si tratta di interventi che qualora realizzati garantiranno un grande potenziale di sviluppo alle aree interessate, coniugando l’aspetto turistico a quello storico-culturale grazie alla ristrutturazione di opere anche di grande pregio lasciate colpevolmente all’incuria nel corso dei decenni. Un quadro positivo nel quale stona però l’assenza della Provincia Autonoma di Trento, che a oggi non sembra interessata a mettere in campo seri progetti di valorizzazione cicloturistica delle aree interessate da queste opere, limitandosi ad accettare minimi collegamenti invece di proporre progettazioni coordinate capaci di offrire uno sviluppo armonioso dei propri territori investendo risorse per realizzare una grande ciclovia integrata dall elevatissimo potenziale ambientale, economico e sociale».

Immagini by prof. Michele Marini

Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento 2018
Su Facebook: https://www.facebook.com/alexmariniM5S
Su Telegram: https://t.me/alexmariniM5S

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