Comunità Energetiche: i primi passi in Trentino grazie al M5S

Nel corso del Consiglio provinciale di metà aprile 2021 l’Aula ha approvato la legge sulle concessioni idroelettriche per le centraline in media e piccola derivazione, cioè quelle comprese fra gli 0 e i 3.000 kilowattora di potenza nominale (disegno di legge 81/XVI). In origine il provvedimento rischiava concretamente di aprire gli argini a massicce forme di speculazione ma dopo una lunga e articolata trattativa siamo riusciti ad inserire una serie di correttivi e anche di innovazioni che riteniamo potranno garantire la tutela degli interessi della cittadinanza trentina e non la mera ricerca del profitto finanziario, coniugando anche con un maggior rispetto per l’ambiente, i corsi d’acqua e per la dimensione sociale delle comunità locali.

La Legge proposta dall’assessore Tonina interessa circa 80 centraline in media derivazione (fra i 220 e 3000 kilowattora) e alcune centinaia di impianti di potenza inferiore, per la maggior parte in gestione ai Comuni o a forme miste pubblico-privato, e i risultati economici prodotti vanno a beneficiare i cittadini e gli utenti residenti sul territorio. Situazioni virtuose che rischiavano di venir spazzate via, tanto più che già una cinquantina di impianti erano in procinto di finire a gara. Consci del pericolo, come M5S abbiamo messo in atto forme di ostruzionismo che ci hanno consentito di dialogare con maggiore forza rispetto ai corrispettivi di maggioranza. Sono felice di poter dire che il risultato è stato un sostanziale miglioramento della proposta iniziale. È stata scongiurata l’immediata messa a gara degli impianti in scadenza e sono stati introdotti correttivi per garantire un maggiore coinvolgimento della cittadinanza e dell’utenza nella gestione delle strutture afferenti ai territori di appartenenza, ponendo anche le basi per lo sviluppo delle comunità energetiche nella nostra Provincia.

Come M5S, ci siamo concentrati in particolare sull’introduzione del modello delle comunità energetiche, ottenendo con un Ordine del Giorno la stesura di uno studio basato sull’ormai celeberrimo caso del Comune tedesco di Wolfhagen che implementando un sistema pubblico-cooperativo è riuscito ad aumentare l’efficienza dei suoi impianti, l’occupazione, la ricchezza dei territori e, inevitabilmente, la soddisfazione dei cittadini che sono stati coinvolti nell’intero processo. Sempre a tema comunità energetiche, importante è stata anche l’approvazione di un emendamento a mia prima firma volto a favorire la loro l’introduzione anche in Trentino e un altro, grazie al quale potranno essere messe in campo forme di controllo diffuso da parte dei cittadini sugli effetti delle politiche energetiche provinciali grazie all’attivazione della clausola valutativa nel 2024 (emendamenti presentati emendamenti concordati e approvati).

Nel complesso siamo soddisfatti delle modifiche che siamo riusciti a far approvare anche attraverso un lavoro congiunto con altri consiglieri di minoranza. Ora bisognerà comunque vigilare affinché la Legge dia seguito agli esiti sperati, assicurando la massima trasparenza sulle opportunità per le comunità locali (per questo abbiamo sollecitato una specifica conferenza di informazione) e respingendo ogni tentativo di accaparramento del bene idrico da parte dei soliti speculatori economico/finanziari.

Come si vedrà sempre più nei prossimi mesi e nel post-pandemia, il mondo è di fronte a un bivio, da un lato chi vuole continuare col sistema di massimizzazione dei risultati economici a favore di pochissimi individui (le cosiddette élites) utilizzando il disastro del Covid-19 per avere sempre di più a scapito del resto della società, dall’altro chi cerca di introdurre una rivoluzione gentile che imponga modelli di sviluppo sostenibili basati su principi solidaristici. L’introduzione delle Comunità Energetiche, se correttamente realizzata, rientra proprio in questo secondo paradigma. Sta a noi fare in modo che riesca ad affermarsi perché l’alternativa non è né auspicabile né sostenibile e porterà solo alle estreme conseguenze il modello che ci ha portati a questo punto.

* * * * *

Seguono il video di presentazione e il testo integrale della proposta di ordine del giorno n.217/81/XVI collegata al disegno di legge n. 81/XVI e approvata all’unanimità il 15 aprile 2021 (convertito in ordine del giorno 331/XVI)

Approfondimento del modello delle comunità energetiche

La Direttiva 2019/944 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica e che modifica la direttiva 2012/27/UE stabilisce norme comunitarie per la generazione, la trasmissione, la distribuzione, lo stoccaggio e la fornitura dell’energia elettrica;

in base a quanto espresso nel secondo Considerando della Direttiva, il mercato interno dell’energia elettrica, la cui realizzazione è in atto dal 1999, ha lo scopo di offrire a tutti i clienti finali dell’Unione, cittadini o imprese, una reale libertà di scelta, di creare nuove opportunità commerciali, garantire prezzi competitivi, inviare segnali di investimento efficienti e offrire più elevati livelli di servizio, contribuendo anche alla sicurezza degli approvvigionamenti ed allo sviluppo sostenibile;

la Direttiva 2019/944 definisce le “comunità energetiche” come un nuovo tipo di soggetto giuridico in virtù della loro struttura di affiliazione, dei loro requisiti di governance e della loro finalità. L’articolo 2 (Definizioni) precisa che le comunità energetiche sono un soggetto giuridico fondato sulla partecipazione volontaria e aperta, controllato da membri o soci che sono persone fisiche, autorità locali, quindi anche amministrazioni comunali, o piccole imprese. Lo scopo delle comunità energetiche è di offrire benefici ambientali, economici o sociali al territorio di appartenenza in una logica di condivisione del benessere generato all’interno comunità, contrapponendosi quindi all’ottica di generazione di profitti finanziari per pochi;

le comunità energetiche possono partecipare alla generazione dell’energia, anche da fonti rinnovabili, alla sua distribuzione ed al consumo, inoltre possono generare servizi di efficienza energetica, o servizi di ricarica per veicoli elettrici o fornire altri servizi energetici ai suoi membri o soci;

il Considerando 43 della Direttiva 2019/944 definisce le comunità energetiche come una modalità efficace ed economicamente efficiente di rispondere ai bisogni e alle aspettative dei cittadini riguardo alle fonti energetiche, ai servizi e alla partecipazione locale grazie alle tecnologie dell’energia distribuita e alla responsabilizzazione dei consumatori;

le iniziative portate avanti dalle comunità energetiche si basano sull’approvvigionamento a prezzi accessibili di energia da fonti specifiche, come le rinnovabili, per i membri o i soci e in ciò si distinguono dalle imprese di energia elettrica tradizionali che hanno principalmente fini di lucro. Inoltre, grazie alla partecipazione diretta dei consumatori, le iniziative di comunità energetica possono favorire la diffusione delle nuove tecnologie e di nuovi modi di consumo, ad esempio le reti di distribuzione intelligenti e la gestione della domanda in maniera integrata. Esse possono inoltre aumentare l’efficienza energetica dei consumatori civili e contribuire a combattere la povertà energetica riducendo i consumi e le tariffe di fornitura;

le esternalità positive in termini economici, sociali e ambientali generate da queste iniziative vanno oltre i meri benefici derivanti dall’erogazione dei servizi energetici. Un esempio di quanto si afferma viene ad esempio dall’esperienza portata avanti dal Comune di Wolfhagen;

il comune di Wolfhagen e l’Unione dei Comuni del nord dell’Assia (Stadtwerke Union Nordhessen (SUN), in Germania, si sono uniti al fine di garantire un approvvigionamento energetico regionale basato sulle energie rinnovabili e partecipato dai cittadini (Comunità energetiche, una transizione decisa e partecipata dai cittadini di Wolfhagen, QualEnergia.it, 18 settembre 2020);

il percorso intrapreso dal piccolo Comune tedesco ha avuto inizio nel 2002 quando è stata costituita la Stadtwerke Wolfhagen GmbH, un’utility partecipata al 100% dal Comune per distribuire acqua ed energia ai suoi 13.500 abitanti;

nel 2006 è terminata l’operazione di riacquisto della rete elettrica da parte del Comune, successivamente nel 2008 il Consiglio Comunale ha stabilito che la transizione al 100% di energia da fonti rinnovabili avrebbe dovuto essere completata entro il 2015 e nel 2011 le aziende agricole hanno avviato l’utilizzo degli impianti a biogas e l’impianto dell’illuminazione pubblica è stato convertito a LED;

tra il 2011 e il 2014 è stato raggiunto il 100% di autoproduzione del fabbisogno elettrico locale ed infine, nel 2012, è stata costituita una cooperativa di cittadini, la BurgerEnergieGenossenshaft Wolfhagen eG, a cui è stato ceduto il 25% dell’utility;

secondo Markus Huntzinger, project manager di Stadtwerke Wolfhagen GmbH dal 2013 al 2018 e attualmente responsabile dell’Ufficio della Protezione del Clima della città di Wolfhagen, la forma giuridica della cooperativa è quella che maggiormente si adatta a questa iniziativa in quanto i cittadini “sono membri di una cooperativa e soci di una società partecipata, gestita da loro pari e non da grandi investitori.[…] Il coinvolgimento precoce dei cittadini nei progetti agevola l’accettazione del pubblico. La società può realizzare nuovi progetti di energia rinnovabile senza investire nuovo capitale, utilizzando quello dei cittadini, garantendo un rendimento per la città.” (Comunità energetiche, una transizione decisa e partecipata dai cittadini di Wolfhagen, QualEnergia.it, 18 settembre 2020);

come risulta anche dall’analisi fornita dalla stampa internazionale, grazie all’autoproduzione del fabbisogno elettrico locale ed alla costituzione della cooperativa, il Comune di Wolfhagen ha potuto offrire energia elettrica a prezzi più economici, il personale impiegato è quasi raddoppiato e la Stadtwerke Wolfhagen GmbH ha vinto premi nazionali per l’innovazione nella riduzione del consumo energetico. Il Comune di Wolfhagen è così divenuto una realtà virtuosa e 284 municipalità tedesche, tra cui anche Amburgo, hanno già seguito il suo esempio (How a small town reclaimed its grid and sparked a community revolution – The Guardian, 28 febbraio 2018);

il report di Decarb Europe 2018 dedica un capitolo alle comunità energetiche ed ai progetti portati avanti in questo ambito in diversi luoghi d’Europa. Nelle comunità energetiche i cittadini possiedono e partecipano all’energia rinnovabile oppure a progetti di efficienza energetica. Nel report si legge quanto segue: “entro il 2050 quasi la metà di tutte le abitazioni europee potrebbero essere coinvolte nella produzione di energia rinnovabile, e circa il 37% di questa potrebbe arrivare tramite la partecipazione collettiva all’interno di una comunità energetica. Il mercato energetico europeo non sta solo vivendo una transizione fondamentale da un sistema basato sulla energia fossile e nucleare verso uno basato interamente sull’energia rinnovabile, efficiente e sostenibile. Si sta anche trasformando da mercato centralizzato dominato da grandi impianti ad uno distribuito, con milioni di cittadini attivi sul fronte dell’energia [..] Già al giorno d’oggi, in molti paesi europei le comunità energetiche hanno trasformato il mercato dell’energia, contribuendo a rivitalizzare l’economia locale e a creare posti di lavoro. Le comunità energetiche rappresentano una quota significativa degli investimenti nelle rinnovabili e ne promuovono lo sviluppo locale ed il supporto pubblico. Con il giusto quadro legale europeo, le comunità energetiche potrebbero fiorire e fornire un’importante quota europea di energia rinnovabile e quindi contribuire in maniera significativa alla decarbonizzazione dell’Europa”;

il report riporta esempi virtuosi di produzione di energia elettrica rinnovabile:

– in Germania, dove “dopo il disastro nucleare di Chernobyl del 1986, alcuni genitori nel villaggio di Schönau, nella Foresta Nera, hanno deciso di rinunciare al nucleare e di rilevare la rete locale. Quando questo gruppo impegnato ha comprato la rete nel 1991, il mercato non era stato ancora liberalizzato ed i sistemi di supporto finanziario erano assenti; hanno lanciato una campagna di crowd-funding chiamata “Ich bin ein Störfall”, che in tedesco ha il doppio significato di “Io sono un incidente tecnico” (riferito al disastro di Chernobyl) e di “Io sono una seccatura”. Dopo anni dentro e fuori dai tribunali, la ElektrizitätsWerke Schönau (EWS) fornisce energia pulita a più di 100.000 consumatori. Si procurano l’energia direttamente dai produttori di rinnovabili e di cogenerazione, in tempo reale, per essere sicuri che non venga coinvolta alcuna energia proveniente da nucleare”;

– in Spagna dove “nel giugno 2015, Som Energia, una cooperativa energetica rinnovabile no-profit, ha lanciato “Generation kWh” come risposta alla mancanza di sostegni per la produzione di energia rinnovabile in Spagna. In risposta al ritiro dei sussidi per i progetti rinnovabili ed alle barriere legali per l’auto-consumo, la cooperativa spagnola Som Energia ha proposto una maniera creativa ed innovativa di investire nelle rinnovabili: Generation kWh. Azioni di energia, che valgono 100 euro l’una, possono essere acquistate da ognuno dei 45.000 soci per controbilanciare (parzialmente) il loro consumo specifico annuale. Dopo 25 anni, l’investimento iniziale deve essere restituito. Nel frattempo, l’investitore ha avuto conteggiati i suoi risparmi in bolletta per 25 anni. Generation kWh è basata sui piccoli investimenti dei molti soci della cooperativa, che rendono possibile raggiungere la grande quantità di denaro che serve per finanziare nuovi progetti di energia rinnovabile”;

– a Brixton un quartiere depresso di Londra, dove molta gente non può permettersi di fare il contratto con le compagnie energetiche e deve invece pagare tariffe con pagamento a consumo, più costose. Nel report è affermato quanto segue: “Il progetto di comunità energetica Brixton Solar dà gratuitamente alla gente del posto una quantità limitata dell’elettricità prodotta con i pannelli posti sul loro tetto. Tramite questo progetto la gente può anche prendere parte a sessioni didattiche che insegnano a ridurre gli sprechi di energia. Questo riduce la povertà energetica e comporta che i residenti hanno più energia per scaldare le loro case e per cucinare. Il progetto non riguarda solo la produzione di energia rinnovabile o il risparmio di kilowattora, ma serve anche per aumentare la resilienza di una comunità locale”;

per essere risolta l’emergenza ambientale e climatica che stiamo attraversando e sulla quale tecnici ed esperti del settore hanno fortemente richiamato la nostra attenzione già da qualche tempo, richiede sicuramente un impegno di tipo politico a livello internazionale, europeo e nazionale, ma al tempo stesso è chiaro come l’azione di contrasto al cambiamento climatico non possa prescindere da iniziative come quella sopra illustrata, che partono dal basso, ovvero dalle amministrazioni e comunità locali e che coinvolgono i cittadini in prima persona;

il modello sperimentato nel Comune di Wolfhagen e in altre realtà tedesche e le gestioni energetiche innovative avviate in altre realtà europee rappresentano casi tipo per sviluppare nuovi schemi normativi e di governance nel campo della “democrazia e partecipazione energetica”, nel quale i cittadini agiscono nella duplice veste di clienti e soci delle società costituite secondo modelli ibridi che coinvolgono i cittadini, le amministrazioni locali e le imprese;

Tutto ciò premesso, il Consiglio provinciale impegna la Giunta

a intraprendere  azioni di approfondimento tecnico-scientifico sulle comunità energetiche, per valutarne concretamente la fattibilità e i potenziali benefici sul territorio della Provincia di Trento dei modelli virtuosi già sperimentati, anche avvalendosi di università e centri di ricerca provinciali e nazionali.

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