Chiusure domenicali. Proposta di referendum consultivo sullo schema di norma di attuazione elaborata dalla Commissione dei 12

La Corte Costituzionale ha cassato senza pietà la legge sulle chiusure domenicali voluta da Roberto Failoni e Maurizio Fugatti (pronuncia 134/2021 del 1° luglio 2021 su legge provinciale 4/2020). Si tratta di un esito ampiamente previsto. A fronte della giurisprudenza in essere, la bocciatura era infatti ovvia e lo era a noi come a coloro che hanno scelto di promulgare comunque la legge. Sapevano benissimo cosa sarebbe successo, ma evidentemente contava di più fare un po’ di propaganda a buon mercato che produrre un risultato concreto a favore delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese trentine. Si tratta di un modo di governare irresponsabile, che punta più al mantenimento del potere per il potere che al suo utilizzo a favore della cittadinanza, ed è purtroppo un sistema al quale questa maggioranza sembra molto affezionata.

Partita chiusa quindi? In realtà no. Come avevamo segnalato già a suo tempo, regolamentare le aperture e le chiusure domenicali degli esercizi è possibile, solo che per arrivarci non si può agire d’imperio calpestando la Costituzione. Consapevoli di cosa sarebbe successo, esattamente un anno fa avevamo proposto e fatto approvare due ordini del giorno in Consiglio provinciale promuovendo la strada del confronto interistituzionale, un tavolo di confronto fra tutte le parti in causa e la convocazione di un referendum consultivo sul tema, in modo da dare ai cittadini trentini la possibilità di avere voce in capitolo su una questione di rilevante interesse per le loro vite.

Allo stato, oltre a un’azione congiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni, esiste la possibilità di procedere in Commissione paritetica, a partire dallo schema di norma elaborato dalla Commissione dei 12 e approvato il 27 luglio del 2020, il quale introduce una disposizione che garantirebbe alla Provincia la possibilità di legiferare sulle chiusure domenicali. Un referendum consultivo, come prospettato con l’ordine del giorno 182/XVI approvato su proposta del M5S, sarebbe la chiosa perfetta su questo schema, potendo garantire legittimazione popolare alle scelte prese, e, nel dibattito pubblico conseguente, tutti gli attori in gioco potrebbero avere voce in capitolo, illustrando le loro posizioni.

Diversamente il Governo potrebbe procedere per decreto, seguendo un processo legislativo atipico che come da prassi non coinvolgerebbe nemmeno le assemblee legislative interessate, il Consiglio provinciale e il Parlamento. Un referendum consultivo su uno schema di norma di attuazione rappresenterebbe peraltro un’innovazione che potrebbe essere adottata anche per le altre norme per colmare il vulnus democratico e di trasparenza che caratterizza l’iter di trattazione in commissione paritetica. Agendo con un minimo di intelligenza la consultazione sarebbe poi sostanzialmente a costo zero, visto che il prossimo autunno i seggi dovranno comunque essere costituiti per svolgere il referendum propositivo sul distretto biologico Trentino. Le istituzioni dovrebbero quindi accollarsi solamente il costo di un opuscolo informativo per illustrare il contenuto del quesito e gli effetti della norma qualora lo schema elaborato dalla Commissione dei 12 fosse approvato dal Consiglio dei Ministri.

Questo sempre che la maggioranza creda davvero nella regolamentazione del commercio durante i fine settimana e la promulgazione di una legge provinciale chiaramente incostituzionale non fosse solo uno specchietto per le allodole per raccattare qualche voto in più.

NB. Incidentalmente il 30 giugno 2021 – il giorno prima del deposito della pronuncia della Corte Costituzionale – avevo presentato un’interrogazione con cui formalizzavo la richiesta di convocazione di un referendum consultivo sul tema delle chiusure domenicali: 2817/XVI “Possibilità di svolgere un referendum consultivo sulle chiusure domenicali contestualmente al referendum propositivo sul distretto biologico trentino”. Non ci resta che attendere per sapere quali sono le vere intenzioni della Giunta provinciale.

Schema di norma di attuazione approvata dalla Commissione dei Dodici il 27 luglio 2020

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