Analisi semiseria sulle elezioni politiche 2023

Pur nel pieno del semestre bianco che porterà all’elezione del prossimo presidente della Repubblica il mondo della politica è in pieno fermento. Anche se in teoria si dovrebbe votare nel 2023, le elezioni nazionali sono ritenute da tutti dietro l’angolo, o quasi, ed è già scattata la corsa per ottenere un posto in Parlamento, perché, diciamolo, l’Autonomia è bellissima ma tutto sommato anche il posto a Roma piace parecchio.

Partiamo dai numeri. A fronte del taglio dell’avvenuto taglio dei parlamentari, per la nostra Regione i posti in Senato saranno 3 in Alto Adige / Südtirol e 3 in Trentino. Non ci sarà nessuna ripartizione di seggi su base proporzionale, avendo ridotto i seggi disponibili al Senato da 7 a 6. Per quel che riguarda la Camera dei Deputati invece i seggi assegnati con il proporzionale sono solo 3 su 7 (un’anomalia rispetto al resto d’Italia) mentre sono 2 i collegi uninominali per ogni singola provincia. 

In provincia di Bolzano la partita del Senato si gioca interamente in casa dell’Svp. I collegi di Merano e Bressanone sono praticamente di proprietà del partito che governa la Provincia bolzanina dalla notte dei tempi e la possibilità che altre forze politiche, siano esse di lingua tedesca o italiana, possano insidiare tale dominio appare del tutto improbabile. Il collegio di Bolzano e della Bassa Atesina è di norma “riservato” a un italiano, a patto che il nominativo riceva il placet della Svp stessa, visto che ha i numeri per garantire o meno l’elezione. A riprova, basterà fare memoria del passato più recente. Nel 2018 il seggio fu riservato a Bressa e prima di lui a Palermo. Il cantiere delle prossime elezioni è aperto ma, visto il buon rapporto che intercorre tra Kompatscher e Rossi, potrebbe essere proprio l’esponente di Azione ad avere la marcia in più per garantirsi quel seggio, anche sfruttando l’appoggio del mondo confindustriale.

In Provincia di Trento invece le 3 sfide per il Senato appaiono assai più aperte: il collegio di Trento, più grande rispetto a quelli di Rovereto e Pergine, è storicamente presidiato dalla coalizione del centrosinistra, con il bacino elettorale PD che coincide con i quartieri borghesi di Trento mentre il polo autonomista/conservatore è invece molto più radicato nella Rotaliana e nelle valli del Noce. L’esito non è scontato ma il pronostico non può che favorire il PD. Il nome più accreditato e qualificato per giocarsi quel seggio è indubbiamente quello di Ferrari per il centrosinistra. Il collegio di Rovereto si caratterizza invece per le aree socialmente ed economicamente più dinamiche della Vallagarina e dell’Alto Garda e per quella più variegata delle Giudicarie. Tutto lascia pensare si vada verso lo scontro Olivi vs Tonina. La partita appare aperta anche per il radicamento delle due figure. Il collegio della Valsugana viene infine dato sicuro alla destra, tanto che si presume il centrosinistra punti su un candidato a perdere. De Bertoldi potrebbe catalizzare il sostegno di Fratelli d’Italia e Lega.

Il quadro elettorale altoatesino non cambia molto nemmeno alla Camera. La Svp può ambire senza troppe preoccupazioni all’elezione di un deputato nel collegio di lingua tedesca, a un deputato nella ripartizione proporzionale e a un deputato concordato con la coalizione di centro-sinistra nel collegio Bolzano-Bassa Atesina, come del resto avvenne nel 2018 per Frau Boschi, della quale del resto tutti ricordiamo lo strenuo impegno a favore del territorio che le ha garantito di sedere nell’attuale Parlamento.

Per la Camera, in Trentino la destra parte favorita in entrambi i collegi uninominali, visto che le valli hanno un peso più significativo rispetto all’egemonia che il PD può ancora esercitare nelle aree urbane. Nel proporzionale, al netto del seggio assicurato all’Svp, gli altri due saranno con ogni probabilità ripartiti tra Lega (il partiti più grosso della destra, che dovrà individuare il/la deputato/a più influente da riconfermare fra quelli dell’attuale pattuglia) e PD, il quale, dopo essersi sacrificato sull’altare del Patt e dell’Upt nel 2013 e nel 2018, ha la necessità di garantire una collocazione alla propria classe dirigente.

In questo scenario di per sé non proprio spumeggiante che ruolo può giocare il M5S? Molto dipenderà dal quadro delle alleanze nazionale che andrà a comporsi o meno nei prossimi mesi (a dispetto della volontà dell’attuale segretario Letta, nel PD renziani in sonno ed ex renziani lavorano incessantemente per far naufragare l’alleanza “giallorosa”), ma in generale la compagine pentastellata giocherà comunque un ruolo decisivo per rompere le uova nel paniere di chi pensa di avere già la vittoria in pugno in questo o quel collegio, spostando gli equilibri. A fronte di ciò la nostra azione sarà politica nel senso migliore del termine. Continueremo a portare avanti le istanze che ci caratterizzano, come lotta alla criminalità, tutela dell’ambiente, contrasto alle pratiche clientelari, innovazione tecnologica, sostegno al mondo del lavoro, difesa dei diritti civili e politici dei cittadini e sulla base di esse presenteremo le nostre proposte, non mancando di mettere in luce le contraddizioni e le promesse da marinaio di chi predica bene ma poi razzola molto ma molto male. 

La macchina elettorale è avviata e il clima è destinato a scaldarsi. Noi abbiamo la responsabilità di fare tutto il possibile perché i cittadini del Trentino-Alto Adige siano rappresentati da persone che portano avanti i loro interessi e non quelli di questa o quella lobby di potere. Teniamolo presente e diamoci da fare!

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