Il biotopo del Lago’Idro disseccato a causa del prelievo idrico. Il M5S interroga

In questi giorni il livello del Lago d’idro è molto basso (infatti da agosto a settembre il livello è calato di quasi un metro e mezzo). È l’effetto dei prelievi che si sono susseguiti durante tutta la stagione estiva per abbeverare le colture della bassa e che sono purtroppo ancora gestite con sistemi arcaici ed idrovori. Come è facile immaginare, la conseguenza diretta di ciò è che il prezioso e bellissimo biotopo del Lago d’Idro sta pagando un prezzo assai elevato al brusco abbassamento delle acque. È una situazione nella quale il Trentino non è immune da colpe, visto e considerato che ha dato il suo placet alla svendita dell’acqua del fiume Chiese, principale immissario dell’Eridio. Per questo alcuni giorni fa ho presentato un’interrogazione che sottolinea il danno subito dall’ambiente e dal territorio del basso Chiese in nome dei regali che i politici di Trento hanno deciso di fare ai loro omologhi lombardi.

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Segue il testo integrale dell’interrogazione 3002/XVI a risposta scritta del 16 settembre “Prelievi idrici dal lado d’Idro ed effetti sulla conservazione del biotopo

come risulta dal catalogo delle Aree Protette e de ZSC e ZPS in Trentino, il biotopo del lago d’Idro situato nel comune amministrativo di Bondone (Codice: IT3120065 Codice: IT3120065; Area: 14.3; Sito di interesse comunitario: ZSC/ZPS) è un sito di eccezionale importanza a causa della vegetazione lacustre sulle rive del lago e delle vaste paludi sviluppate sul fondo di una vallecola che si immette nel lago stesso; ambiente unico nel suo genere, con associazioni vegetali sempre più rare a causa delle bonifiche nelle zone alluvionali di fondovalle. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi (Il biotopo del lago d’Idrohttp://www.areeprotette.provincia.tn.it/ Rete ecologica Natura 2000);

le analisi scientifiche condotte negli anni scorsi hanno evidenziato una serie di minacce all’ambiente naturale le quali hanno conseguentemente motivato una serie di interventi di tutela. Tra le minacce più rilevanti figurano certamente quelle determinate dalla variazione repentina dei livelli idrici del lago. Gli ingenti interventi di ripristino naturalistico realizzati nell’ambito del progetto Nemos (abbassamento e reidratazione di una vasta porzione della sponda, ampliamento della risorgiva dalla quale nasce il Rio Fossone, piantagione di 5.000 talee di salice e ontano) hanno avuto sicuramente un impatto positivo sulle specie e sulle associazioni vegetali legate all’acqua, che risultavano fortemente minacciate dall’abbassamento prolungato del livello dell’acqua soprattutto a seguito degli emungimenti a scopo irriguo nel settore bresciano del Lago d’Idro;

per assicurare l’efficacia delle misure previste dal piano di conservazione del sito è necessario individuare delle misure di compensazione alla perdita dell’habitat 3130. ÈE’ necessario anche che il livello idrico resti costante nell’intorno di una quota prefissata. A tal riguardo, il range di fluttuazione idrica deve essere limitato al massimo di un metro nell’arco temporale minimo di un mese. Fluttuazioni del livello idrico più accentuate nello spazio e nel tempo causano ripercussioni negative alle specie e agli habitat. Un livello di quota medio, calibrato sulle esigenze avifaunistiche, dovrebbe essere a 368 quota S.L.I. Massimo range: 367,5-368,5 quota SLI nell’arco di un mese minimo (fonte: Il biotopo del lago d’Idro);

il biotopo non svolge esclusivamente una funzione di mantenimento degli equilibri ecologici ma rappresenta anche un elemento di attrazione per lo svago e il tempo libero che caratterizza l’area della valle del Chiese tanto da essere inserito fra le mete turistiche locali elencate sul sito internet del Consorzio Turistico della Valle del Chiese, ora assorbito dall’Apt Campiglio-Pinzolo-Val Rendena. Nel caso di specie sul sito è riportato quanto segue: 

“Biotopo del Lago d’Idro rappresenta ciò che rimane della vasta zona umida che un tempo occupava la parte settentrionale del lago, in gran parte bonificata a partire dal 1848. E’ qui che si può trovare una grande presenza di uccelli acquatici e migratori, sia stanziali che di passo o svernanti. Questo biotopo è il “regno” dello Svasso maggiore, ma anche delle Folaghe, delle Gallinelle reali, dei Porciglioni, dei Tarabusini, dei Nitticore, degli Aironi cenerini, dei Martin pescatori, degli Usignoli di fiume, degli uccelli di canna e molti altri. Degna di nota, presso la località Idroland, è inoltre la presenza dell’Upupa e di una numerosa colonia di Rondini. Animali e ambienti che è possibile osservare grazie ad un sentiero ciclo-pedonale che permette di comprenderne le caratteristiche e, allo stesso tempo, di rispettare il suo delicato equilibrio.” (Biotopo Lago d’Idro – VisitChiese.it);

la valenza turistica è stata peraltro riconosciuta in molteplici occasioni anche dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento. Da ultimo basti ricordare l’ordine del giorno 245/XVI del 9 agosto 2020 del “Progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale”, ad oggi peraltro non ancora attuato;

dal sito Laghi.net degli Enti regolatori dei Grandi Laghi risulta che in data 6 agosto 2021 la quota del lago d’Idro era di 368,74 mslm, il 31 agosto 368,03 mslm, il 6 settembre 368,00 mslm per poi subire un ulteriore brusco abbassamento fino ai giorni 13 e 14 settembre quando la quota ha raggiunto 367,37 mslm (Situazione lago d’Idro – NB. i dati riportati nella presente interrogazione fanno riferimento al sito aggiornato alle ore 21.00 del 16 settembre 2021);

il prelievo idrico effettuato nel mese di agosto è stato particolarmente intenso e al limite degli standard individuati per la conservazione del sito di interesse comunitario, sia per il range di fluttuazione idrica in un arco temporale ristretto sia per il superamento della quota 367,5. La criticità dei prelievi per finalità irrigue non si evidenzia solo dai dati sopra riportati ma anche dalla curva grafica che disegna l’abbassamento del livello della quota idrica (vedasi immagine sopra) nonché dalle immagini scattate domenica 12 settembre all’interno del biotopo (vedasi immagini in allegato alla presente interrogazione);

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se contestualmente al range di fluttuazione idrica registrato dall’ente regolatore del lago d’Idro (AIPO) tra il 6 agosto e il 12 settembre, ai sensi dell’Accordo per il coordinamento della concessione Alto Chiese con il lago d’Idro per l’erogazione di volumi idrici aggiuntivi nelle stagioni irrigue del triennio 2021-2023, il concessionario Alto Chiese abbia erogato temporaneamente volumi d’acqua aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dal “Regolamento 2002” e se eventualmente siano state quantificate le somme da riconoscere alla Provincia autonoma di Trento a titolo di ristoro da parte della Regione Lombardia;
  2. se i prelievi che hanno determinato il range di fluttuazione illustrato nelle premesse – abbassando il lago da 368,74 mslm fino a quota 367,37 in poco più di un mese – siano conformi alle misure per la conservazione del biotopo del lago d’Idro (sito di interesse comunitario IT3120065) e quali conseguenze possono eventualmente aver comportato sullo stato ecologico del sito;
  3. se non ritenga che il livello idrico raggiunto il 12 settembre scorso e l’impatto paesaggistico determinato dal repentino abbassamento non possano pregiudicare le azioni che l’amministrazione provinciale dovrebbe mettere in campo per avviare il progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale;

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