Cementificio di Sarche. Approvata la proposta di elaborare uno studio multicriteriale e coinvolgere la comunità nella programmazione dello sviluppo del territorio della Valle dei Laghi

Dal Consiglio provinciale giungono buone notizie per la Valle dei Laghi. Nel corso della manovra finanziaria é stata infatti approvata, con un emendamento concordato con la Giunta, una proposta di ordine del giorno avanzata dal consigliere Alex Marini (M5S), che ha impegnato il governo provinciale a mettere in campo un’analisi scientifica sui possibili modelli di sviluppo della valle, sulla cui base sviluppare un confronto pubblico che dia corpo alle linee guida del piano territoriale di comunità.

Siamo molto soddisfatti – dice Marini – si è compresa la necessità di aprirsi al confronto col territorio e coi suoi cittadini per costruire un futuro di sviluppo condiviso e non eterodiretto. La nostra speranza è che le basi poste in questi anni in Valle dei Laghi, e cioè sviluppo sostenibile, turismo green e produzioni agricole di qualità, possano venire valorizzate e non messe in discussione da modelli anacronistici, come quello che sarebbe rappresentato dalla riapertura del cementificio di Sarche, il quale, al contrario, sancirebbe un vistoso passo indietro nel processo di crescita di questo meraviglioso territorio

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Segue il testo integrale della proposta di ordine del giorno n.19/120-121-122/XVI “Affidamento di uno studio di analisi multicriteri sui possibili modelli di sviluppo del territorio della Valle dei Laghi” collegata ai disegni di legge 8 novembre 2021, n. 120/XVI “Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2022”, n. 121/XVI “Legge di stabilità provinciale 2022”, n. 122/XVI “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2022-2024” e NADEFP 2022-2024 – Approvata il 15 dicembre 2021 (ORDINE DEL GIORNO 483/XVI)

Il 6 settembre 2021 il Comitato spontaneo contro riattivazione forno cementificio Sarche ha presentato al presidente del Consiglio provinciale la petizione n. 16/XVI “Contrarietà alla riaccensione del forno del cementificio di Sarche” contenente 1286 firme di cittadini contrari alla riapertura dello stabilimento;

al momento della consegna, il primo firmatario Marco Pisoni ha spiegato che a partire dal 2022, dopo 6 anni di stop, la riaccensione dei forni dello stabilimento comporterebbe non solo l’emissione nell’ambiente di tonnellate di sostanze nocive e climalteranti ma anche un aumento del traffico stimato in centinaia di Tir nel territorio della Valle dei Laghi, tra le aree più belle e delicate del territorio provinciale dal punto di vista sia ambientale che agricolo, ma pregiata anche nell’ottica di uno sviluppo turistico (Salvare la Valle dei Laghi dal Cementifico Sarche: consegnata oggi una petizione popolare – Ufficio stampa del Consiglio provinciale, 6 settembre 2021);

le tre motivazioni principali che hanno portato alla presentazione della petizione sono: (1) il rischio di danneggiare l’alto valore naturalistico e paesaggistico dell’area causato dalla riaccensione del forno e dalla contestuale ripresa dell’attività estrattiva nella cava adiacente; (2) l’ulteriore incremento del già intenso traffico nella zona. Ai turisti e ai pendolari si aggiungerebbero ulteriori camion e autoarticolati, il tutto in una realtà oggettivamente inadatta ad ospitare un aumento del traffico pesante per un quantitativo stimato in circa 250mila tonnellate annue; (3) la scelta incoerente sia con la volontà di costruire e sviluppare un Trentino pulito che con le linee guida del biodistretto Valle dei Laghi, le quali prospettano un’importante possibilità di far coesistere agricoltura e turismo come fonti di sviluppo economico e di occupazione, senza dimenticare l’evidente contraddizione rispetto agli ingenti investimenti pubblicitari per promuovere l’immagine di un territorio verde e a misura d’uomo;

secondo i promotori della petizione, il blocco definitivo dei forni del cementificio favorirebbe uno sviluppo coerente con l’immagine del Trentino e con il percorso intrapreso dalla Valle dei Laghi negli ultimi decenni. Lo stesso modello di sviluppo che viene raccomandato dagli indirizzi europei e nel Pnrr per la valorizzazione delle peculiarità naturalistico-paesaggistiche di questo territorio, evitando di tornare a vecchi e inquinanti modelli industriali, per tutelare anche e in particolare la salute dei minori. Evitare la riapertura del cementificio permetterebbe di puntare su un turismo “leggero” e attivo, orientato alla riscoperta degli antichi borghi e che metta in primo piano la cultura locale. Secondo i promotori della petizione con una pianificazione adeguata e la realizzazione di strutture turistiche integrate nel tessuto urbanistico esistente, adatte al nuovo tipo di domanda nella fruizione del tempo libero, si potrebbero creare molti più posti di lavoro di quelli, una trentina, promessi dal cementificio;

il 1° dicembre il referente della petizione ha illustrato le richieste del comitato alla Terza Commissione, ricordando che i forni del cementificio erano stati chiusi nel 2015 ma da lì a due mesi l’attività del cementificio sarebbe ripartita a ciclo completo insieme alla riapertura della cava adiacente, che era stata risistemata dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. A suo avviso, a fronte del notevole impatto sull’ambiente naturale e sui settori produttivi agricolo e turistico determinato da tale attività produttiva, la ricaduta occupazionale sarebbe modesta (Tra 5-6 anni la Provincia non utilizzerà più le discariche. A giugno chiuderanno a Imer e Monclassico – Ufficio stampa del Consiglio provinciale, 1 dicembre 2021)​​;

il referente della petizione ha avanzato l’ipotesi di commissionare con risorse provinciali uno studio scientifico sulla Valle dei Laghi che coinvolga il mondo accademico e fornisca gli elementi di valutazione per decidere le linee di sviluppo territoriale da perseguire raccogliendo tutti gli elementi per una analisi più approfondita in vista della scadenza delle autorizzazioni prevista nel 2028;

in considerazione delle richieste dei promotori della petizione 16/XVI, si ritiene condivisibile che sussista la necessità di predisporre uno studio sulle alternative di scenario per il territorio della Valle dei Laghi, procedendo con un’analisi oggettiva delle opportunità, dei costi e dei benefici derivanti dalla diverse ipotesi di sviluppo nei singoli settori produttivi al fine di definire indirizzi certi per il piano territoriale della Comunità Valle dei Laghi;

in sintesi, lo studio dovrebbe considerare lo sviluppo di un’economia legata alla produzione agricola biologica e al turismo, in sinergia con il Garda Trentino e puntando sugli investimenti per qualificare le aziende agricole in chiave innovativa, in alternativa allo sviluppo di un’economia industriale altamente inquinante. Evidentemente tale studio non può basarsi esclusivamente su valutazioni di convenienza in funzione del criterio monetario ma deve procedere sui binari dell’analisi multicriteri cercando di razionalizzare il processo decisionale degli amministratori locali attraverso la combinazione e la comparazione di criteri multipli: sia criteri di carattere economico misurabili in termini finanziari e sia criteri di carattere sociale, ambientale e di sviluppo umano misurabili in termini fisici o qualitativi e comunque non esclusivamente finanziari;

un’analisi multicriteri (Multi Criteria Decision Aid), oltre a fornire dati e informazioni di maggiore complessità per rendere più consapevoli cittadini e amministratori, avrebbe lo scopo di contribuire allo sviluppo di un processo di apprendimento che alimenterebbe la qualità stessa del processo decisionale in ordine alla pianificazione del territorio, consistendo nella formulazione di un giudizio complesso di convenienza di un intervento in funzione di più criteri di riferimento, generalmente utilizzando approcci partecipativi e di inclusione della cittadinanza, e non solo di ottimizzazione monetaria secondo metodi monocriteriali;

l’analisi multi criteri permetterebbe inoltre di esaminare un possibile modello di sviluppo del territorio della Valle dei Laghi orientato alle iniziative in ambito turistico, di salvaguardia del territorio naturale e di agricoltura biologica, definendo al contempo azioni e progetti per una effettiva valorizzazione del territorio in un’ottica di programmazione integrata e basata sullo sviluppo locale sostenibile, di miglioramento della qualità della vita delle comunità locali e di risoluzione dei conflitti tra settori produttivi coerenti con gli obiettivi di transizione ecologica ed altri collegati a interessi estranei alle esigenze locali;

infine, l’art.17 decies della legge provinciale in materia di governo dell’autonomia del Trentino del 2006 prevede che “per processo partecipativo s’intende un percorso di discussione organizzata avviato con riferimento all’adozione di un atto di natura amministrativa e all’assunzione di decisioni pubbliche di competenza degli enti locali, in cui si mettono in comunicazione i soggetti e le istituzioni del territorio per favorire il conseguimento degli obiettivi di seguito indicati”:

a)    attuazione dei principi costituzionali di partecipazione e sussidiarietà;
b)    integrazione in senso costruttivo della democrazia rappresentativa attraverso la valorizzazione delle competenze della società;
c)    valorizzazione dell’autonomia speciale e della cultura e delle tradizioni territoriali;
d)    promozione di un’informazione trasparente e imparziale;
e)    promozione della coesione territoriale attraverso la sua dimensione sociale e lo sviluppo di una cittadinanza attiva;
f)     rafforzamento della legittimazione e del ruolo degli enti locali e dei comuni quali sedi di condivisione delle esperienze, delle opinioni e delle decisioni;
g)    riduzione dei tempi e dei costi di attuazione delle decisioni pubbliche attraverso un ripensamento delle procedure decisionali

tutto ciò premesso il Consiglio impegna la Giunta provinciale

(NB. Il seguente dispositivo è stato sostituito dell’emendamento riportato a pié di pagina)

  1. a dare incarico alle competenti strutture per l’affidamento di uno studio di analisi multicriteri sui possibili modelli di sviluppo del territorio della Valle del Laghi con il contributo scientifico di gruppi di ricerca specializzati nell’ambito accademico da individuarsi di concerto con i proponenti medesimi;
  2. ad attivare un processo partecipativo ai sensi di quanto disposto dalla legge provinciale in materia di governo dell’autonomia del Trentino del 2006 al fine di elaborare le linee generali di indirizzo per la definizione del piano territoriale della comunità della Valle dei Laghi, in considerazione delle valutazioni effettuate tramite lo studio dell’analisi multicriteri di cui al punto 1 sui possibili modelli di sviluppo del territorio in questione.

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Segue il testo dell’emendamento concordato con la giunta provinciale col quale è stata approvata la proposta di ordine del giorno

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E’ stato approvato anche il seguente emendamento al disegno di legge 120/XVI (legge collegata alla manovra di bilancio) al fine di facilitare l’utilizzo, per la prima volta e in via sperimentale, l’Indicatore composito del grado di sviluppo su base territoriale previsto dall’art. 1ter della legge provinciale in materia di governo dell’autonomia di Trentino del 2006.

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