Antimafia – La politica trentina non fa niente per combattere la criminalità

La visita della commissione Antimafia in Trentino-Alto Adige dimostra che non tutte le Istituzioni dormono di fronte ai rischi connessi alla proliferazione delle mafie nel Nord Italia. La speranza è che questo evento serva a far fare all’intero sistema locale un salto di qualità in termini di attenzione e volontà nel combattere la criminalità organizzata, perché come ha ben detto il presidente Morra, purtroppo da parte della politica trentina manca una presa di distanza netta dalle logiche e dai comportamenti che hanno permesso alle mafie di radicarsi in Regione.

Come è stato abbondantemente dimostrato in questi ultimi anni, la criminalità organizzata è ben presente anche in Trentino e lo è da tempo. Si pensi al caso delle infiltrazioni venute alla luce con l’inchiesta “Perfido”, ma anche ai tanti segnali provenienti dalla zona del Lago di Garda o alle numerose inchieste che hanno portato al sequestro di intere discariche per apporto di rifiuti pericolosi, su tutte, quella recente sulla discarica di Villa Agnedo.

A fronte di tutte queste evidenze, della lodevole attività dell’antimafia e degli allarmi lanciati dai settori economici, sarebbe stato lecito attendersi che anche la politica locale facesse la sua parte per contrastare l’imprenditoria criminale in Trentino. Al di là delle tante promesse e delle belle parole spese a favor di telecamera, in realtà sin qui è avvenuto esattamente il contrario. Quando si tratta di lotta alle organizzazioni criminali purtroppo la politica locale ha agito e sta agendo in maniera scriteriata, bloccando di fatto iniziative utili a contrastare le attività criminali a partire dalle più banali misure di prevenzione e trasparenza. L’esempio emblematico è il comportamento tenuto dalle maggioranze in Consiglio provinciale e Regionale riguardo all’istituzione di un Osservatorio sulla criminalità organizzata. Proposto dal M5S a inizio legislatura è stato prima fatto deragliare in Consiglio provinciale e poi impantanato in Consiglio regionale, con la maggioranza che, non potendo apertamente opporsi alla sua istituzione, fa melina, rinviando e rallentando le procedure in modo da arrivare a elezioni con un nulla di fatto. Questi comportamenti indegni servono forse a conseguire qualche misero interesse di bottega anteposto però a quelli della collettività. Dalla politica trentina, che ama lodarsi e proporsi a modello, ci si aspetterebbe di meglio, invece tocca assistere a un malinconico teatrino fatto di bugie e reticenze che non sarebbe stato fuori luogo nella Palermo degli anni ‘80.

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I servizi televisivi dedicati dal TGR Trentino alla visita della Commissione antimafia in Regione nei giorni del 09 e del 10 maggio 2022

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Gli articoli dedicati da Il Dolomiti e da Trento Today alla questione. Il quotidiano locale L’Adige nella versione cartacea pubblicata oggi non ha invece ritenuto di riprendere o citare le iniziative e nemmeno i nomi dei consiglieri dei 5 Stelle:

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