Oltre i confini regionali: una commissione intercomunale per il lago d’Idro

La conclusione dell’iter della petizione sul lago d’Idro in Consiglio provinciale di Trento non può e non deve essere archiviata come un punto di arrivo. Al contrario, rappresenta un punto di partenza per ripensare le forme della governance locale di un ecosistema complesso, interregionale e fragile, che non può più essere gestito attraverso decisioni frammentate, autoreferenziali o affidate esclusivamente alle figure monocratiche dei sindaci.

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Dopo Trento, tocca ai territori: ripensare la governance del lago d’Idro

La relazione conclusiva sulla petizione 4/XVII approvata dal Consiglio provinciale di Trento rappresenta un passaggio di grande rilievo istituzionale per la vicenda del lago d’Idro e del fiume Chiese. È un documento serio, frutto di un lavoro di ascolto, approfondimento e confronto che ha coinvolto soggetti diversi e ha restituito la complessità di un ecosistema fragile e interdipendente. Proprio per questo motivo, tuttavia, sarebbe un errore considerarla un punto di arrivo. Al contrario, va letta come un punto di partenza.

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