Funivia del Bondone e ferrovia Rovereto-Riva, aprire il dibattito pubblico e coinvolgere le amministrazioni!

Funivia del Bondone e ferrovia Rovereto-Riva, assicurare la massima trasparenza e aprire il dibattito alla società civile sulle proposte progettuali. Ho da poco presentato un ordine del giorno che se approvato impegnerà la giunta provinciale a garantire il dibattito pubblico su queste opere di grande rilievo socio-economico, e come tali finanziate di concerto dal Governo e dalla Provincia di Trento.

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SP 241 di Riccomassimo, dopo interrogazione M5S la Provincia promette interventi

Ci sono voluti oltre un anno e anche un sollecito ma alla fine la giunta provinciale ha risposto riguardo agli interventi di messa in sicurezza riguardanti la SP 241 di Riccomassimo. Al di là dei ritardi e di qualche valutazione opinabile la buona notizia è che a quanto pare la Provincia starebbe valutando la possibilità di allargare almeno alcuni dei tratti più stretti di questo tratto viario che collega il Comune di Storo (Trentino) a quello di Bagolino (Lombardia).

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Ospedale di Tione solo per il Covid? Presentata interrogazione per verificare le conseguenze sull’utenza.

Il Covid è tornato a bussare pesantemente alle porte di tutta Italia, Trentino compreso, ed è quindi necessario che il nostro sistema sanitario si attrezzi per far fronte nel migliore dei modi alla nuova ondata di contagi. Questo significa essere in grado di trattare sia i casi di Covid che tutte le altre patologie, traumi, ecc. È ovvio infatti che se ci si occupasse solo del Covid si avrebbe l’effetto inaccettabile di far aumentare complicazioni, sofferenza e mortalità dovute ad altre casistiche, perché il Covid-19 è grave, preoccupante e pericoloso, ma non ci si ammala e non si muore solo di Covid-19. A questo proposito sono stato informato dello stato di preoccupazione che si starebbe diffondendo in Giudicarie a causa della repentina trasformazione di quasi tutto l’ospedale di Tione in struttura dedicata alla gestione del Covid-19. Ci si chiede, giustamente, come si intenda procedere per garantire le prestazioni sanitarie necessarie a tutti i cittadini. Sono domande legittime e per questo le ho poste alla giunta provinciale tramite un’interrogazione, che si propone anche di capire quando e come verranno recuperate le tante visite e i tanti interventi programmati a Tione e gioco forza saltati a partire dal marzo scorso.

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Sgarbi invitato a Valdaone lancia insulti e fa politica. Il Comune paga 4.000 euro pubblici per l’evento.

Nel luglio 2019 il presidente del Mart Vittorio Sgarbi prese parte alla manifestazione “Sguardi incantati” tenutasi all’esterno di Forte Corno, nel territorio comunale di Valdaone. In quell’occasione Sgarbi, teoricamente chiamato a parlare di arte, inframezzò larghi tratti della discussione con insulti talmente gravi e scurrili che il presidente Kaswalder non ha ammesso la pubblicazione della loro trascrizione, verso una serie di soggetti terzi, non presenti e per questo impossibilitati a difendersi, dalla sindaca di Roma, ai membri del Governo, ai magistrati del Csm, al presidente del Muse Zecchi e persino alla defunta Gae Aulenti. Inoltre Sgarbi espresse una serie di considerazioni esplicitamente politiche e di parte, in questo a dire il vero sollecitato anche dal moderatore dell’evento. Il tutto di fronte a una serie di rappresentanti istituzionali, su tutti l’assessore al Turismo della Provincia di Trento e in un secondo momento anche il Presidente della Provincia stesso. Nonostante la gravità delle affermazioni pronunciate da Sgarbi nessuno osò dire nulla e anzi egli venne esortato a proseguire nelle sue invettive politiche.

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Chiusura ex Isaf di Storo: la situazione dell’occupazione in Valle del Chiese è sempre più drammatica, la maggioranza la smetta di fare chiacchiere e metta in campo soluzioni per il lavoro!

L’annuncio della multinazionale americana Lincoln Electric di voler dismettere le sue attività a Storo nello stabilimento ex Isaf è l’ennesimo colpo al mondo del lavoro in Valle del Chiese. Stiamo parlando di una ditta che occupa circa 50 dipendenti che da un giorno con l’altro si ritroveranno senza mezzi per sostenere se stessi e le loro famiglie in base ad una decisione presa da dirigenti lontanissimi dal territorio sul quale la fabbrica è insediata, e con tutta evidenza solo in base a logiche di massimizzazione del profitto. In questo momento è doveroso dare la massima solidarietà ai dipendenti dell’ex Isaf, ma lo è ancora di più mettere in campo soluzioni che consentano loro di poter continuare a lavorare, garantendo un futuro produttivo allo stabilimento sito nella zona industriale di Storo e ai lavoratori che lì sono impiegati.

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Waris e Schläfer, Trentino Sviluppo deve insinuarsi nei fallimenti per oltre 150 mila euro. Sarà lunga e difficile ed è il sintomo di un sistema che non funziona

La Provincia ha risposto alla nostra ultima interrogazione sulla situazione delle ditte storesi Waris Srl e Schläfer Srl,anche in relazione alla possibilità di recuperare i crediti dovuti all’ente pubblico, e di conseguenza anche ai dipendenti di queste imprese che a loro favore vantano numerosi emolumenti dovuti e non versati e sono anch’essi trattati come creditori privilegiati. Purtroppo le notizie non sembrano per niente buone. 

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Presentata interrogazione per verificare la situazione dell’inquinamento da Pfas nel bacino del fiume Chiese

Qual’è la situazione aggiornata in merito alla diffusione di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nel bacino del Chiese e nelle acque della falda che si estende fino al lago d’Idro? Questa è la domanda che ho posto in una mia recente interrogazione alla giunta provinciale di Trento.

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“Carte di Regola” del medioevo e “Statuti comunali” del Duemila – di Mario “Muson” Antolini

Uno degli incontri più piacevoli che ho avuto nella stagione estiva appena conclusa è stato senza dubbio quello con Mario Antolini detto “Muson”. L’ho chiamato al telefono pochi minuti prima del mio arrivo ed ho trovato aperte le porte di casa sua. Abbiamo passato ore a conversare di politica e di altri temi cercando di trovare un senso comune al nostro vivere quotidiano.

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Rotonda quadrata asimmetrica di Ponte Caffaro. Una matassa non ancora dipanata

Sulla vicenda dei ponti sul Caffaro (uno, due, tre… stella!) è stato ormai detto tutto e il suo contrario. L’unica realtà tangibile che ciascuno può constatare è che il ponte nuovo, ultimato nel 2017 al prezzo di alcuni milioni di euro pubblici, non è mai stato aperto, mentre quello del 1906 che tiene in piedi praticamente tutto il traffico tra Trentino e Lombardia nel quadrante sud occidentale abbisogna di interventi urgenti perché ormai cade a pezzi. A quanto pare questo autentico scandalo ha di recente suscitato l’attenzione anche della Corte dei Conti di Trento. Ora la nostra Provincia non può più limitarsi a ragionare sui massimi sistemi ma deve agire concretamente per risolvere una situazione creata spendendo malamente i soldi dei trentini e ottenendo risultati che a essere molto buoni possono giusto venir definiti tragicomici.

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Cosa vuol fare la Provincia per sistemare la viabilità nei pressi di Vigolo Baselga? Il M5S interroga!

La situazione della viabilità che conduce dal Trentino occidentale al capoluogo è e resta critica. Nonostante le reiterate promesse, alcune anche recentissime, nel corso degli anni nulla è stato fatto per migliorare le cose. Per mettere paletti chiari su cosa si voglia fare e con quali tempistiche proprio ieri il M5S ha presentato un’interrogazione sull’argomento. È mia intenzione continuare a tenere sollecitate le strutture provinciali fino a che non si decideranno a procedere con una soluzione che risolva i problemi della viabilità in questo tratto complicato, al contempo venendo incontro alle esigenze dell’abitato di Vigolo Baselga.

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