Covid, privatizzazione della sanità e dell’energia, inefficienze provinciali: cosa fare per mettere a posto le cose

Ecco il testo integrale di un’intervista che ho rilasciato al Giornale delle Giudicarie e che è stata pubblicata sull’edizione del mese di febbraio 2022

A due anni dalle prossime elezioni provinciali del 2023 qual è il bilancio ed i risultati raggiunti dalla Giunta del Presidente Fugatti?

La legislatura era partita fra squilli di tromba e grandi promesse di sostegno alle aree montane pronunciate nel corso degli Stati generali sulla Montagna. Alla prova dei fatti le promesse, come spesso avviene con certi politici, sono rimaste tali. Si parla molto di vie di comunicazione, ma le strade, per quanto importanti possano essere, non bastano a dare un futuro certo al tessuto socio-economico delle valli trentine. Limitandoci al solo territorio giudicariese, eventuali interventi viabilistici non potrebbero ad esempio compensare la perdita del controllo dell’ente pubblico sull’energia idroelettrica, visto che il rischio che i privati mettano le mani su grandi e piccole concessioni a danno dei consorzi storici e delle municipalizzate non è esiguo e ciò causerebbe un danno notevole in termini di benefici negati e aumento di costi per tutta la popolazione residente.

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Attività di dicembre 2021 – Newsletter n° 38

Il mese di dicembre si è aperto con la trattazione di una serie di petizioni in Terza Commissione permanente. Abbiamo incontrato i referenti dei comitati contro la riapertura della discarica di Imer, contro la riaccensione del forno del cementificio di Sarche, contro nuovi prelievi idrici a scopo idroelettrico o irriguo, e il rappresentante della petizione per la costruzione di barriere acustiche a Marter. Dal canto mio ho fatto presente che la riapertura degli impianti di Imer e Monclassico andava affrontata nel contesto del piano provinciale per la gestione dei rifiuti. Ho anche ricordato i problemi della discarica di Villa Agnedo, riaperta senza che fosse in possesso di un fondo impermeabile e nella quale sono state portate sostanze pericolose. Infine ho chiesto di fare chiarezza sulle intenzioni della giunta riguardo all’inceneritore richiesto da Confindustria. La risposta non è arrivata subito ma si è capito che i leghisti l’inceneritore lo vogliono eccome e stanno preparando le condizioni per realizzarlo (nota ufficio stampa del Consiglio).

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Troppe morti sul lago d’Idro, per scongiurarle serve una politica di autentica collaborazione interregionale

La tragica scomparsa del dirigente scolastico Angelo Gandini avvenuta ieri sulla alture che sovrastano il lago d’Idro porta una volta di più alla ribalta la questione della gestione del territorio che circonda questo specchio d’acqua condiviso fra Trentino e Lombardia. I vigili del fuoco volontari di Bondone e di Storo sono gli unici che possono garantire un rapido intervento e garantire la massima efficacia in caso di incidenti nell’area. Anche per questa ragione è chiaro a tutti come si tratti di un territorio che necessita di una maggiore collaborazione interregionale sia sotto l’aspetto della infrastrutturazione, che della gestione e della promozione turistica.

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La Provincia di Trento svende l’acqua del Chiese agli interessi agricoli lombardi e usa i soldi per opere stradali su altri territori!

Nessun rispetto per il fiume Chiese, per la Valle del Chiese e per il lago d’Idro, nessuna coscienza ecologica, solo piccoli scambi di favori e logica clientelare per una politica al massimo ribasso. Questa in estrema sintesi la lezione che si può trarre dalla decisione presa dalla Provincia di Trento (comunicato 1585 del 18.06.2021 + delibera 1013 del 18.06.2021) di cedere alla Lombardia dai 12 ai 16 milioni di metri cubi d’acqua potabile afferente al bacino idrografico del Chiese in cambio di poco meno di un milione di euro per un intervento di sistemazione stradale sito nel bacino idrografico del Sarca.

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Alla maggioranza provinciale non interessa aiutare le periferie ma solo sfruttarle elettoralmente

In questi giorni si fa un gran parlare di enti locali e delle difficoltà a tirare avanti, specie nei Comuni più piccoli e isolati. C’è del vero in questa descrizione e la Provincia potrebbe e dovrebbe fare molto per andare oltre al folklore e migliorare davvero le cose per chi abita in periferia. Nell’ultimo Consiglio provinciale avevamo avanzato una proposta che se approvata avrebbe portato chi ci governa a confrontarsi con i suoi corrispettivi delle Regioni e delle Province Autonome in merito alle migliori pratiche da adottare per garantire una maggior rappresentanza ai territori marginalizzati rispetto alle grandi aree urbane. Si sarebbe trattato di un passo propedeutico all’implementazione di azioni e strategie volte a ridare dignità a queste aree, come del resto promesso dalla maggioranza provinciale nel corso dell’ultima campagna elettorale. Per farla breve, ce l’hanno bocciata senza scampo.

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Bacino di Ponte Pià assediato da limo e sedimenti ma non c’è chiarezza sulle modalità di rimozione

È di questi giorni la risposta ad una nostra interrogazione (la n. 2273/XVI) riguardo alle condizioni del bacino artificiale di Ponte Pià, in Giudicarie. La situazione è complessa e si gioca su più livelli, strutturali per quanto riguarda l’invaso ma anche chimici e di gestione sistemica oltreché legale. Di conseguenza la risposta è stata molto articolata. Qui cercherò di riassumere brevemente ciò che ci dice la Provincia, rimandando al testo riportato in basso e alla nostra precedente interrogazione per la trattazione esaustiva di tutta la questione.

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Il punto sulla situazione politica nazionale e provinciale: intervista al Giornale delle Giudicarie

Alla fine di marzo sono stato intervistato dal Giornale delle Giudicarie in merito alla situazione politica a livello nazionale e provinciale. Di seguito trovate le domande che mi sono state poste e le relative risposte che ho fornito.

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Ferrovia Rovereto-Riva del Garda: il M5S chiede di avviare formalmente un dibattito pubblico sui progetti premiati nel concorso di idee internazionali del 2012

Da decenni si parla della necessità di ripristinare la ferrovia Rovereto-Riva del Garda. Da decenni politici e amministratori locali promettono di procedere con la realizzazione dell’opera. Da decenni l’iter rimane congelato, quasi fosse ancorato al 1936, anno in cui il collegamento fu dismesso. Anche nel corso di questa legislatura annunci e promesse non sono mancati ma, nonostante il presidente Fugatti abbia messo nero su bianco che la tratta Vallagarina-Alto Garda è una priorità congiuntamente all’elettrificazione della ferrovia della Valsugana, la certezza di avere in mano una proposta progettuale concreta in tempi ragionevoli non è affatto da darsi per scontata, così come il cronoprogramma da seguire per decidere se archiviare definitivamente l’opera oppure se dare il via alla sua realizzazione.

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Ponti sul Caffaro: lettera alla ministra Gelmini, a questo punto per risolvere la questione è utile intervenga direttamente lo Stato

Cambiano i governi ma la faccenda dei ponti sul Caffaro resta ferma e irrisolta. I soldi pubblici per costruire il nuovo ponte, mai aperto perché gli autoarticolati faticano assai a impegnarlo, li ha messi il Fondo dei Comuni confinanti (al quale li ha dati il Trentino, il quale però demanda ogni responsabilità al Fondo in questione… perché come sappiamo tutti il Trentino non ha voce in capitolo su come vengono spesi questi soldi… vero?). La presidenza del Fondo Comuni Confinanti spetta alla Ministra per gli affari regionali e le Autonomie e con l’avvento del governo Draghi c’è un nuovo ministro in carica, Mariastella Gelmini. 

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Recupero palazzo dell’ex Pretura di Tione: l’Agenzia del Demanio

Come ricorderete, il 26 febbraio scorso avevo scritto una lettera alla Direzione dell’Agenzia Regionale del Demanio per segnalare l’iniziativa di recupero dell’edificio dell’ex Pretura di Tione da noi sostenuta e fatta propria anche da tutto il Consiglio provinciale. Sono felice di poter dire che la risposta è arrivata in tempi celeri (per la precisione 16 marzo 2021) e soprattutto che il meccanismo di rivitalizzazione dell’importante bene storico è stato finalmente avviato.

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