Rotonda quadrata asimmetrica. Il M5S chiede chiarezza sul destino del secondo ponte sul Caffaro!

Il 14 aprile scorso il M5S ha depositato un’interrogazione al Consiglio provinciale trentino chiedendo per l’ennesima volta di fare chiarezza sul destino del nuovo ponte sul torrente Caffaro, terminato nel 2017 e da allora mai aperto.

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Rotatoria di Ponte Caffaro. Arriva il terzo ponte ma il secondo resta chiuso senza un perché

In questi giorni è arrivata una parziale risposta all’interrogazione che avevo presentato nell’ottobre del 2021 con cui chiedevo se la Provincia Autonoma di Trento avesse messo davvero 4 milioni per installare un ponte “Bailey” sul torrente Caffaro e consentire la circolazione e la ristrutturazione del vecchio ponte del 1906 (che non se la passa bene). Allo stesso tempo chiedevo anche di conoscere condizioni e termini di erogazione dello stanziamento e soprattutto se fosse in programma di aprire il nuovo ponte sul Caffaro, finito nel 2017 ma mai aperto (int. 3106/XVI del 18 ottobre 2021).

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Attività di febbraio 2022 – Newsletter n° 40

Il mese di febbraio del 2022 ce lo ricorderemo (purtroppo) come il mese dell’inizio della guerra in Ucraina, un macabro spettacolo al quale siamo costretti ad assistere con confusione, impotenza e una vena di indignazione per come la diplomazia internazionale prima non sia stata in grado di prevenire il conflitto e poi di gestire adeguatamente una crisi le cui cause erano latenti da anni per via dei grossi interessi delle grandi potenze imperiali e dell’alta finanza. Di fronte a una situazione così crudele, il M5S si è attivato mettendo a disposizione risorse accumulate con le restituzioni e predisponendo un vademecum per attivare la rete di solidarietà e per facilitare il contributo di imprese e cittadini che volessero fornire aiuti umanitari e donazioni in denaro a sostegno dei profughi ucraini.

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Il M5S chiede che Valvestino e Magasa siano invitati al Dreier Landtag di Riva del Garda

I Comuni lombardi di Valvestino e Magasa siano invitati come osservatori alla prossima seduta del Dreier Landtag che si terrà a Riva del Garda, cioè a un tiro di schioppo da questi territori che del Trentino avevano fatto parte fino al 1934. A chiederlo è il M5S del Trentino tramite un’interrogazione depositata negli scorsi giorni e indirizzata al presidente del Consiglio provinciale Kaswalder.

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Davvero la Provincia di Trento ha messo 4 milioni per il terzo ponte sul Caffaro?

Qualche giorno fa abbiamo presentato l’ennesima interrogazione riguardo alla fantasmagorica vicenda dei ponti sul Caffaro, costosi manufatti che si moltiplicano (uno, due tre… e pensare che l’unico che funziona, pur malandato, ha 115 anni!) senza però produrre tangibili vantaggi per la viabilità, anzi la complicano. Di recente il Presidente della Provincia di Trento ha dichiarato di aver messo a disposizione 4 milioni di euro per installare un terzo ponte (modello Bailey) fra i 2 attualmente esistenti. Se è quello che serve fare, si faccia, sapendo però che esiste un problema grande come una casa (o meglio, più case…) riguardo alla messa in opera del “nuovo” ponte (il numero due, pagato dai trentini, finito nel 2017 e mai aperto). A questo punto bisogna però essere molto chiari sui dettagli (stazione appaltante, inizio e fine lavori previsti, stime di costo, ecc) perché abbiamo visto come è andata a finire l’ultima volta  e non vorremmo che il ponte numero tre, da provvisorio divenisse stanziale…

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Bocciata la proposta di invitare i Comuni confinanti col Trentino al Dreier Landtag

All’inizio degli anni 2000 furono numerosi i comuni confinanti con la provincia di Trento a chiedere l’annessione alla provincia stessa. Pensiamo ai referendum svolti nei comuni di Lamon, Sovramonte, Magasa, Valvestino o al referendum minacciato dal Comune di Bagolino. Persino la provincia di Belluno arrivò a chiedere l’annessione alla regione Trentino-Alto Adige con una raccolta di 17.000 firme.

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Ponti sul Caffaro: lettera alla ministra Gelmini, a questo punto per risolvere la questione è utile intervenga direttamente lo Stato

Cambiano i governi ma la faccenda dei ponti sul Caffaro resta ferma e irrisolta. I soldi pubblici per costruire il nuovo ponte, mai aperto perché gli autoarticolati faticano assai a impegnarlo, li ha messi il Fondo dei Comuni confinanti (al quale li ha dati il Trentino, il quale però demanda ogni responsabilità al Fondo in questione… perché come sappiamo tutti il Trentino non ha voce in capitolo su come vengono spesi questi soldi… vero?). La presidenza del Fondo Comuni Confinanti spetta alla Ministra per gli affari regionali e le Autonomie e con l’avvento del governo Draghi c’è un nuovo ministro in carica, Mariastella Gelmini. 

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A seguito delle sollecitazioni del M5S, la Provincia di Trento interviene per la messa in sicurezza della SP241 di Riccomassimo

In questi giorni il servizio gestione strade della Provincia si sta mettendo all’opera per mettere in sicurezza la SP241 nel tratto che va dall’abitato di Riccomassimo al confine regionale di Ponte Prise. Si tratta di un intervento atteso da fin troppo tempo che il M5S trentino ha sollecitato con forza negli ultimi anni, presentando un’interrogazione nell’aprile del 2019, quindi una proposta di ordine del giorno, inspiegabilmente bocciata dalla maggioranza, nel dicembre 2020 e infine un’altra interrogazione il 4 febbraio scorso. A forza di insistere e di fare presenti le tante criticità di quel tratto stradale, dotato di protezioni corrose dalla ruggine del tutto inadatte a garantire la sicurezza degli automobilisti, alla fine qualcosa si è mosso ai piani alti della Provincia ed è stato dato il via libera al servizio strade provinciale per interventi di sistemazione urgenti che andranno dal 15 al 26 febbraio.

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Mettere in sicurezza e verificare la tenuta del versante che costeggia la strada provinciale 241 di Riccomassimo!

Il M5S non molla la presa sul miglioramento della viabilità stradale fra il Trentino e le regioni limitrofe. Due mesi fa avevamo presentato una proposta di ordine del giorno collegata alla finanziaria provinciale che sollecitava la sistemazione della SP241 di Riccomassimo, di fatto l’unico tratto viario alternativo alla SS237 del Caffaro per chi voglia raggiungere la Provincia di Brescia dalle Valli Giudicarie. La maggioranza provinciale bocciò tutto in pratica dicendo che la SP241 non era importante. Neanche a farlo apposta, a gennaio la questione è tornata d’attualità, perché a fine gennaio una frana ha bloccato per diverse ore la strada provinciale che porta a Bagolino. Unico percorso utilizzabile? Strano a dirsi, proprio la tanto bistrattata SP241. 

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Riforma del turismo. Oppurtunità di sviluppo a partire da filiera corta, associazionismo e rapporti transregionali

Con il 1°di gennaio è entrata a tutti gli effetti in vigore la riforma sul turismo. In teoria si tratta di un disegno che punta a rafforzare il sistema trentino tramite un meccanismo di accentramento delle risorse su macroaree omogenee. In pratica si è proceduto mettendo assieme territori dalle caratteristiche e dalle esigenze anche diversissimi fra loro. Il rischio è che, se il processo non sarà governato con intelligenza e lungimiranza, si finisca con lo schiacciare i territori meno sviluppati dal punto di vista turistico sotto il peso di quelli già affermati che convivono con loro nella stesso ambito. Un banco di prova importante per la riforma si avrà nelle Giudicarie, dove i consorzi turistici della Valle del Chiese e delle Giudicarie centrali sono assorbiti dall’Apt di Campiglio – Pinzolo – Val Rendena.

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