Fratelli d’Italia, Robin Hood al contrario, usano propaganda e fake news contro il reddito di cittadinanza

Togliere ai poveri per dare ai ricchi, convincendo i primi che farsi fregare sarebbe nel loro interesse. Questa la “filosofia” che anima l’uscita effettuata dal consigliere provinciale Claudio Cia contro il reddito di cittadinanza. Una presa di posizione che dimostra come egli si sia ambientato benissimo nel partito che è stato rappresentato da personaggi quali Sandro Nicolò,  Roberto Rosso o Edmondo Cirielli e che non trova niente di meglio che fare un po’ di becera propaganda contro il reddito di cittadinanza buttando lì affermazioni fallaci e artificiose in merito ad un comunicato stampa che non riguarda fra l’altro il Trentino.

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Il M5S sollecita l’istituzione di un fondo provinciale per la sicurezza sul lavoro

In Trentino aumentano gli infortuni sul lavoro. Per farvi fronte il M5S ha ottenuto l’approvazione di un approfondimento propedeutico alla creazione di un fondo provinciale per la sicurezza sul lavoro. 

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La maggioranza boccia l’introduzione di sostegni alle associazioni in base al lavoro dei volontari

Fra i disegni di legge affrontati a giugno dal Consiglio provinciale ce n’era uno relativo al sostegno pubblicitario alle società sportive. In abbinato noi del M5S avevamo proposto un ordine del giorno che, qualora approvato, avrebbe portato la Provincia di Trento a confrontarsi con quella di Bolzano per capire come funzionano le cose da loro, visto e considerato che a nord del confine si applicano interessanti soluzioni per il sostegno alle associazioni sportive e più in generale a tutte le associazioni che si occupano di volontariato, come ad esempio quantificare e quindi rimborsare sotto forma di contributo il lavoro dei volontari. Sarebbe stato interessante proporre una soluzione simile anche da noi ma purtroppo la maggioranza non ha ritenuto la cosa di suo interesse. Con quale giustificazione? Nessuna, a quanto pare non si sono nemmeno presi la briga di valutare la cosa.

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Attività di giugno 2021 – Newsletter n° 32

Giugno è stato un mese difficile. Non tanto per gli aspetti di politica locale, che più o meno si sono svolti nella loro ordinarietà, quanto piuttosto per quello che è successo fra Giuseppe Conte e Beppe Grillo. La riorganizzazione del MoVimento, che aspettiamo da tanto, troppo, tempo era stata affidata a Conte, “chiavi in mano”, ma Grillo ha fatto saltare tutto proprio sul filo di lana. Personalmente ritengo che le modalità con le quali s’è consumato lo strappo siano incredibili, incomprensibili e comunque assolutamente censurabili per il danno diretto e inequivocabile che arrecano al M5S, ai suoi attivisti e ai suoi elettori. Da Beppe e Giuseppe non mi aspettavo uno scontro che favorisce solo i nostri avversari, che infatti gongolano a partire da quelli più impegnati a distruggerci che si trovano apparecchiato un inaspettato e immeritato regalo (ne ho parlato anche in un’intervista al quotidiano online Il Dolomiti “Frattura Grillo-Conte, Marini: ”Ha spiazzato tutti. Distrugge rapporti e azzera identità e relazioni. Ma le responsabilità della situazione partono da lontano” del 30 giugno).

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Chiusure domenicali. Proposta di referendum consultivo sullo schema di norma di attuazione elaborata dalla Commissione dei 12

La Corte Costituzionale ha cassato senza pietà la legge sulle chiusure domenicali voluta da Roberto Failoni e Maurizio Fugatti (pronuncia 134/2021 del 1° luglio 2021 su legge provinciale 4/2020). Si tratta di un esito ampiamente previsto. A fronte della giurisprudenza in essere, la bocciatura era infatti ovvia e lo era a noi come a coloro che hanno scelto di promulgare comunque la legge. Sapevano benissimo cosa sarebbe successo, ma evidentemente contava di più fare un po’ di propaganda a buon mercato che produrre un risultato concreto a favore delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese trentine. Si tratta di un modo di governare irresponsabile, che punta più al mantenimento del potere per il potere che al suo utilizzo a favore della cittadinanza, ed è purtroppo un sistema al quale questa maggioranza sembra molto affezionata.

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Chiusura ex Isaf di Storo: la situazione dell’occupazione in Valle del Chiese è sempre più drammatica, la maggioranza la smetta di fare chiacchiere e metta in campo soluzioni per il lavoro!

L’annuncio della multinazionale americana Lincoln Electric di voler dismettere le sue attività a Storo nello stabilimento ex Isaf è l’ennesimo colpo al mondo del lavoro in Valle del Chiese. Stiamo parlando di una ditta che occupa circa 50 dipendenti che da un giorno con l’altro si ritroveranno senza mezzi per sostenere se stessi e le loro famiglie in base ad una decisione presa da dirigenti lontanissimi dal territorio sul quale la fabbrica è insediata, e con tutta evidenza solo in base a logiche di massimizzazione del profitto. In questo momento è doveroso dare la massima solidarietà ai dipendenti dell’ex Isaf, ma lo è ancora di più mettere in campo soluzioni che consentano loro di poter continuare a lavorare, garantendo un futuro produttivo allo stabilimento sito nella zona industriale di Storo e ai lavoratori che lì sono impiegati.

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Consiglio provinciale approva risoluzione del M5S per introdurre supporto psicologico per disturbi causati da Covid-19

La crisi sanitaria ed economica causata dalla diffusione del Covid-19 sta lasciando gravi strascichi anche per ciò che riguarda la sofferenza psicologica e sociale dei cittadini. Si tratta di un problema reale e grave, per porre rimedio al quale ho presentato una proposta di risoluzione sottoscritta da 10 altri consiglieri di minoranza e destinata ad introdurre una serie di misure per potenziare il sostegno psicologico ai cittadini. Il documento è stato discusso oggi in Aula e, seppur col taglio di alcuni punti, è stato approvato dal Consiglio. In concreto ciò si tradurrà in 2 interventi: per gli uffici socio assistenziali delle Comunità di Valle verrà valutata la possibilità di assumere psicologi o di introdurre servizi di assistenza psicologica. Inoltre per i soggetti più fragili verrà agevolato l’accesso alle prestazioni di consulenza psicologica anche attraverso tariffe calmierate.

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Reddito di cittadinanza e salario minimo europeo: soluzioni per dare dignità al lavoro e combattere sfruttamento e dumping salariale

Il lavoro deve dare dignità, non tradursi in sfruttamento. Per questo il M5S ha introdotto il reddito di cittadinanza e ora sta lavorando al salario orario minimo, che per funzionare bene dovrà però avere base europea. In tanti criticano, ma la loro idea di fondo è solo di continuare con un sistema basato sullo sfruttamento e su produzioni a basso e bassissimo valore aggiunto, un “modello” che se mantenuto ci vedrà sempre più perdenti nei confronti dei Paesi dove il costo della vita è enormemente più basso del nostro. Quello che dobbiamo fare è produrre secondo i bisogni, in maniera migliore e proponendo merci e servizi ad alto valore aggiunto. La strada della competizione al ribasso, che piace tanto a quelli del PD, è un vicolo senza uscita dal quale il M5S sta cercando di far uscire l’Italia e anche il Trentino.

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Permessi per i vigili del fuoco volontari: il Consiglio impegna la Giunta ad effettuare un’analisi sulla normativa, primo passo per affrontare una problematica complessa

Mercoledì 6 febbraio in Consiglio Provinciale è stato fatto un altro passo per venire incontro alle esigenze dei vigili del fuoco volontari. Ho proposto un ordine del giorno che impegna la giunta a mettere in campo iniziative propedeutiche alla concessione di permessi retribuiti ai vigili del fuoco volontari e l’Aula, sebbene con qualche rimaneggiamento, ha approvato.

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Aumentano precariato e profitti, urgono misure di welfare universale. Lo dice l’Europa!

I dati divulgati dalle organizzazioni sindacali trentine nei giorni scorsi delineano una situazione in rapida evoluzione per quanto concerne la precarietà lavorativa e la mancata redistribuzione delle risorse. Secondo il Nidil Cgil di Trento, nel 2018 il lavoro a chiamata è aumentato del 36,5% rispetto all’anno precedente. A fronte di un’accelerazione del processo di precarizzazione, il rapporto annuale della Cgil sull’industria trentina rimarca però l’incremento del fatturato, degli utili e del tasso di profitto del comparto industriale provinciale (salito al 13.5%). Da un lato profitti che aumentano a 2 cifre, dall’altro lavoro sempre più precario, con tutto ciò che questo comporta per i cittadini per i quali il lavoro non è più una base solida per poterci costruire sopra un progetto di vita stabile e duraturo. Numeri che testimoniano una realtà completamente disequilibrata bisognosa di interventi urgenti per essere rimessa in assetto. In questi meccanismi si inserisce e trova giustificazione la proposta di reddito di cittadinanza del M5S, la ricetta ideale per ridare un minimo di sicurezza ai lavoratori. Continua a leggere “Aumentano precariato e profitti, urgono misure di welfare universale. Lo dice l’Europa!”