Lago d’Idro e Alto Garda: Trentino e Lombardia non comunicano per la tutela del territorio (per il suo sfruttamento invece sì…)

A metà febbraio avevamo chiesto alla Provincia di garantire la tutela della sponda trentina del lago d’Idro prestando particolare attenzione al biotopo collocato nel Comune di Bondone, garantendone l’integrità. Chiedevamo inoltre se si fosse pensato a mettere in contatto e di far collaborare il Parco Alto Garda Bresciano, la Riserva della Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria e il biotopo lago d’Idro, in modo da estendere la tutela ambientale a questo ambito vasto e continuo.

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Attività di marzo 2022 – Newsletter n° 41

Anche marzo se ne è andato. Siamo oltre il mese di guerra in Ucraina con tutte le terribili conseguenze del caso. Possiamo solo sperare che la ragione prevalga e che i tenui segnali di pace che si profilano all’orizzonte possano concretizzarsi già questo mese.

Prima di entrare nel dettaglio dell’attività svolta nello scorso mese di marzo, alcune informazioni di servizio riguardo agli appuntamenti pubblici sulla riqualificazione edilizia che si svolgeranno nei prossimi giorni con la partecipazione del deputato Riccardo Fraccaro e di rappresentanti di ordini professionali e imprese. 

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Per costruire la funivia del Bondone serve l’interrare linee dell’alta tensione di Sardagna

La funivia di collegamento fra il monte Bondone a Trento è un’opera attesa da tantissimo tempo, che potrebbe portare benefici reali sia alla realtà urbana del capoluogo che a quella turistico/montana della “montagna di Trento”. Per realizzarla però serve rimuovere le linee dell’alta tensione che passano sul territorio di Sardagna. Come M5S insistiamo da molto tempo con la Provincia affinché si proceda al sistematico interramento delle linee elettriche trentine più impattanti e pericolose. Proprio per questo di recente abbiamo presentato un’interrogazione che sollecita la giunta provinciale ad avviare quanto prima e a procedere con l’interramento della rete elettrica che sale a Sardagna, la quale interferirebbe col tracciato della nuova funivia. Il tutto in attesa che venga predisposto lo studio di fattibilità dell’opera e la popolazione di Trento sia finalmente chiamata a far sentire la propria voce sul progetto!

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Davvero la Provincia di Trento ha messo 4 milioni per il terzo ponte sul Caffaro?

Qualche giorno fa abbiamo presentato l’ennesima interrogazione riguardo alla fantasmagorica vicenda dei ponti sul Caffaro, costosi manufatti che si moltiplicano (uno, due tre… e pensare che l’unico che funziona, pur malandato, ha 115 anni!) senza però produrre tangibili vantaggi per la viabilità, anzi la complicano. Di recente il Presidente della Provincia di Trento ha dichiarato di aver messo a disposizione 4 milioni di euro per installare un terzo ponte (modello Bailey) fra i 2 attualmente esistenti. Se è quello che serve fare, si faccia, sapendo però che esiste un problema grande come una casa (o meglio, più case…) riguardo alla messa in opera del “nuovo” ponte (il numero due, pagato dai trentini, finito nel 2017 e mai aperto). A questo punto bisogna però essere molto chiari sui dettagli (stazione appaltante, inizio e fine lavori previsti, stime di costo, ecc) perché abbiamo visto come è andata a finire l’ultima volta  e non vorremmo che il ponte numero tre, da provvisorio divenisse stanziale…

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La maggioranza provinciale dice NO al coinvolgimento dei Comuni trentini nella gestione delle opere finanziate dal Fondo Comuni confinanti!

Ogni anno la Provincia di Trento e quella di Bolzano destinano svariate decine di milioni di euro al Fondo Comuni Confinanti, un ente che a sua volta indirizza i soldi su opere che dovrebbero aiutare a sostenere i territori di confine con Trentino-Alto Adige. La cosa incredibile (e anche incresciosa) è che i Comuni trentini interessati da queste opere non sono coinvolti e nemmeno informati rispetto ad esse. Nell’ultima seduta di Consiglio provinciale ho presentato una mozione per cambiare le cose… ma la maggioranza leghista mi ha risposto picche. Motivo? Coinvolgere i Comuni trentini rispetto a opere che li riguardano direttamente, finanziate con denaro proveniente (anche) dalle loro tasse è ritenuto un fastidio che rallenterebbe le procedure di assegnazione della grana.

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Il biotopo del Lago’Idro disseccato a causa del prelievo idrico. Il M5S interroga

In questi giorni il livello del Lago d’idro è molto basso (infatti da agosto a settembre il livello è calato di quasi un metro e mezzo). È l’effetto dei prelievi che si sono susseguiti durante tutta la stagione estiva per abbeverare le colture della bassa e che sono purtroppo ancora gestite con sistemi arcaici ed idrovori. Come è facile immaginare, la conseguenza diretta di ciò è che il prezioso e bellissimo biotopo del Lago d’Idro sta pagando un prezzo assai elevato al brusco abbassamento delle acque. È una situazione nella quale il Trentino non è immune da colpe, visto e considerato che ha dato il suo placet alla svendita dell’acqua del fiume Chiese, principale immissario dell’Eridio. Per questo alcuni giorni fa ho presentato un’interrogazione che sottolinea il danno subito dall’ambiente e dal territorio del basso Chiese in nome dei regali che i politici di Trento hanno deciso di fare ai loro omologhi lombardi.

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Bocciata la proposta di invitare i Comuni confinanti col Trentino al Dreier Landtag

All’inizio degli anni 2000 furono numerosi i comuni confinanti con la provincia di Trento a chiedere l’annessione alla provincia stessa. Pensiamo ai referendum svolti nei comuni di Lamon, Sovramonte, Magasa, Valvestino o al referendum minacciato dal Comune di Bagolino. Persino la provincia di Belluno arrivò a chiedere l’annessione alla regione Trentino-Alto Adige con una raccolta di 17.000 firme.

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Troppe morti sul lago d’Idro, per scongiurarle serve una politica di autentica collaborazione interregionale

La tragica scomparsa del dirigente scolastico Angelo Gandini avvenuta ieri sulla alture che sovrastano il lago d’Idro porta una volta di più alla ribalta la questione della gestione del territorio che circonda questo specchio d’acqua condiviso fra Trentino e Lombardia. I vigili del fuoco volontari di Bondone e di Storo sono gli unici che possono garantire un rapido intervento e garantire la massima efficacia in caso di incidenti nell’area. Anche per questa ragione è chiaro a tutti come si tratti di un territorio che necessita di una maggiore collaborazione interregionale sia sotto l’aspetto della infrastrutturazione, che della gestione e della promozione turistica.

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La farmacia di Baitoni è chiusa da oltre un anno e mezzo, il M5S richiama la giunta provinciale al mantenimento delle promesse fatte ai cittadini

Il 24 maggio il M5S ha presentato un’interrogazione al Consiglio provinciale per richiamare la giunta al rispetto degli impegni assunti nei confronti dei cittadini del Comune di Bondone rispetto al servizio farmaceutico loro negato da più di un anno e mezzo.

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Diritto a promuovere referendum nei comuni. Il Consiglio regionale dice no alla salvaguardia dei diritti nel periodo di emergenza Covid

Nella seduta del 17 maggio scorso il Consiglio regionale ha trattato il disegno di legge 37/XVI (qui la relazione della Prima Commissione) per rinviare all’autunno prossimo le elezioni comunali che si sarebbero dovute tenere nella primavera del 2021. Le elezioni riguardano i comuni trentini di Brentonico, Terragnolo e Bondone e i comuni della provincia di Bolzano Merano, Glorenza e Nalles. 

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