“Carte di Regola” del medioevo e “Statuti comunali” del Duemila – di Mario “Muson” Antolini

Uno degli incontri più piacevoli che ho avuto nella stagione estiva appena conclusa è stato senza dubbio quello con Mario Antolini detto “Muson”. L’ho chiamato al telefono pochi minuti prima del mio arrivo ed ho trovato aperte le porte di casa sua. Abbiamo passato ore a conversare di politica e di altri temi cercando di trovare un senso comune al nostro vivere quotidiano.

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Sicor, situazione grave. Solidarietà ai lavoratori, convocare quanto prima il Consiglio provinciale e incontrare i sindacati

Con scelta unilaterale la dirigenza della ditta Sicor di Rovereto ha annunciato ai sindacati la disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici. Si tratta di una decisione che appare arrogante e incomprensibile, se non alla luce della volontà di far saltare il banco nella convinzione di poter fare qualsiasi cosa senza ripercussioni, tanto più che essa è susseguente alla disdetta, anch’essa unilaterale da parte dell’impresa, degli accordi aziendali interni.

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Discarica di Villa Agnedo in Valsugana. Il M5S esige spiegazioni sul materiale conferito dalla bonifica del Parco Parenzo di Brescia

Nell’aprile del 2019 avevamo interrogato la giunta provinciale per sapere se fosse vero che, come mi era stato segnalato da alcuni comitati civici lombardi, un camion carico di materiale asportato dal Parco Parenzo di Brescia, un’area fortemente contaminata da sostanze come l’arsenico, il rame, lo zinco, il mercurio, idrocarburi pesanti, Pcb e chi più ne ha più ne metta, avesse portato il suo carico alla discarica per rifiuti non pericolosi di Villa Agnedo in Valsugana. In sostanza la risposta era stata più o meno la seguente: “non ci sono state comunicazioni in merito, non erano dovute, il controllo di routine lo abbiamo già fatto nel 2018 e per sapere qualcosa semmai servirebbe un’ispezione straordinaria”, che in soldoni significa che la Provincia non ne sapeva niente e non c’era la certezza avrebbe fatto controlli. Passato un anno e mezzo senza riscontri ho presentato una nuova interrogazione, anche perché nel frattempo qualcosa si è mosso e non è affatto rassicurante: ho scoperto che a novembre 2019 un controllo amministrativo provinciale su un carico di rifiuti proveniente proprio dal famigerato Parco Parenzo e destinato alla discarica di Castel Ivano ha certificato che il formulario per la descrizione del rifiuto da conferire non era compilato correttamente.

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La Provincia di Trento viola il divieto di comunicazione istituzionale. Agcom la condanna e le ordina di rimuovere la comunicazione a fini elettorali

Due pesi e due misure non si possono applicare, se succede arriva la sanzione. In Trentino le sedute del Consiglio provinciale, dove trovano spazio maggioranza e opposizione, sono state oscurate con “grande solerzia” (per non dire estrema pedanteria), ancor prima dei termini previsti dalla legge. In compenso la Giunta provinciale, che ovviamente è espressione della sola maggioranza, ha utilizzato tutta la forza d’urto del proprio ufficio stampa come organo di propaganda elettorale senza alcun vincolo o freno. Questo, in sintesi, il significato che si può attribuire alla decisione presa mercoledì 16 settembre (delibera 465/20/Cons) dall’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni (Agcom), con conseguente condanna dell’operato della Provincia Autonoma di Trento.

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Referendum. Le ragioni (diverse) per tagliare il numero dei parlamentari

Domenica e lunedì i trentini e gli italiani saranno chiamati a decidere se vogliono ridurre il numero dei parlamentari oppure se lasciare le cose come stanno. 

I fatti: attualmente il Parlamento ospita 945 eletti suddivisi in 630 deputati e 315 senatori. La modifica costituzionale sottoposta a referendum prevede di ridurne il numero a 600, portando a 400 i membri della Camera bassa e a 200 quelli della Camera alta. Si tratta di un cambiamento che le forze politiche invocavano (a parole…) da almeno 40 anni, votato in 4 letture nell’arco di 1 anno e mezzo dal 98% dei nostri rappresentanti. Gli stessi che poi hanno subito raccolto fra loro una settantina di firme per sottoporre la legge a referendum. Al di là dell’evidente strumentalità politica di questo comportamento ritengo che chiamare i cittadini ad esprimersi sia sempre un fatto positivo. Ben venga dunque il referendum, anche se chi lo ha promosso non era certo animato da un sincero sentimento democratico ma solo dalla volontà caparbia di mantenere una posizione di potere.

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Contaminazione da Pfas nel basso Chiese, l’Università di Trento si prepara a mappare la falda alla ricerca dell’origine degli agenti chimici

C’è una buona notizia per quanto riguarda la contaminazione da acidi Pfas nella falda acquifera del basso Chiese e in particolare del Comune di Storo. Facendo seguito alla nostra mozione approvata all’unanimità nel novembre 2019, il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Trento si è attivato prontamente e ha conferito un assegno di ricerca per lo studio e l’individuazione degli inquinanti nelle acque grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale. È il primo risultato dell’impegno assunto dalla Provincia per studiare la falda acquifera a monte del lago d’Idro e riuscire finalmente ad individuare da dove provengano i pericolosi  inquinanti la cui diffusione è stata scoperta l’anno scorso suscitando diffusa preoccupazione nel Comune di Storo e non solo.

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Taglio parlamentari: il Trentino Alto Adige ha solo da guadagnare dalla riforma e la Regione si valorizza dotandola di competenze non perché si elegge un senatore nel suo ambito!

Il No al taglio dei parlamentari fa proseliti nelle segreterie dei partiti. Gli ultimi in ordine di tempo ad unirsi al coro sono stati l’Upt e il Patt, che hanno dato indicazione ai propri elettori di votare contro alla riforma nel referendum di fine settembre. Che questi “partiti di raccolta” siano propensi a mantenere l’esorbitante numero di cariche garantite nell’attuale Parlamento non sorprende francamente nessuno, semmai a farlo sono le argomentazioni, alquanto risibili, utilizzate per mascherare uno scelta che serve solo a mantenere posti di potere.

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In Ufficio di Presidenza del Consiglio va in scena l’ennesimo inciucio. Azzerare tutto per rispetto verso cittadini ed Istituzioni!

Cronaca di un inciucio annunciato. Questo è il titolo che senz’altro si merita il teatrino mortificante andato in scena nei giorni scorsi in una sede istituzionale “alta” come l’Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale di Trento, chiamato a decidere sul ricorso del suo presidente rispetto alla condanna ricevuta in primo grado dal Giudice del lavoro per il licenziamento, ritenuto illegittimo, del dipendente Walter Pruner. Le componenti di maggioranza (Walter Kaswalder e Mara Dalzocchio) e opposizione (Filippo Degasperi e Michele Dallapiccola, cui va aggiunto il dimissionario Alessandro Olivi) si sono affannate nel gattopardesco compito di dare da un lato l’impressione del conflitto ad uso elettorale e dall’altro nel far procedere concretamente le cose secondo l’indirizzo che di fatto sta benissimo a ciascuna di esse.

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Rotonda quadrata asimmetrica di Ponte Caffaro. Una matassa non ancora dipanata

Sulla vicenda dei ponti sul Caffaro (uno, due, tre… stella!) è stato ormai detto tutto e il suo contrario. L’unica realtà tangibile che ciascuno può constatare è che il ponte nuovo, ultimato nel 2017 al prezzo di alcuni milioni di euro pubblici, non è mai stato aperto, mentre quello del 1906 che tiene in piedi praticamente tutto il traffico tra Trentino e Lombardia nel quadrante sud occidentale abbisogna di interventi urgenti perché ormai cade a pezzi. A quanto pare questo autentico scandalo ha di recente suscitato l’attenzione anche della Corte dei Conti di Trento. Ora la nostra Provincia non può più limitarsi a ragionare sui massimi sistemi ma deve agire concretamente per risolvere una situazione creata spendendo malamente i soldi dei trentini e ottenendo risultati che a essere molto buoni possono giusto venir definiti tragicomici.

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Diritto dei consiglieri comunali di accedere a registro di protocollo e sistema contabile. La Regione si attiva e chiede un parere al Garante per la Privacy

Nel marzo scorso avevamo presentato un’interrogazione al Presidente della Regione per sapere quali iniziative di competenza intendesse assumere, anche in coordinamento con le Province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di informare i comuni e gli enti locali della regione Trentino-Alto Adige in merito al diritto di libero accesso da remoto ai registri di protocollo informatico e ai sistemi contabili comunali da parte dei consiglieri comunali.

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