Lega, Patt e SVP non ne vogliono sapere di una legge per gestire i beni sequestrati alle mafie

La coerenza con la quale la maggioranza regionale si batte per evitare ogni contrasto alla criminalità organizzata sarebbe quasi ammirevole non fosse indegna. Proprio in questi giorni infatti, la triplice alleanza Lega-Patt-SVP, in Commissione affari generali della Regione ha respinto la proposta di legge del M5S per facilitare il riutilizzo e la valorizzazione a fini pubblici dei beni sequestrati alle organizzazioni mafiose (testo ddl), un provvedimento caldeggiato dal Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità, che evidentemente non riscontra il favore dei maggiorenti locali.

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Antimafia – La politica trentina non fa niente per combattere la criminalità

La visita della commissione Antimafia in Trentino-Alto Adige dimostra che non tutte le Istituzioni dormono di fronte ai rischi connessi alla proliferazione delle mafie nel Nord Italia. La speranza è che questo evento serva a far fare all’intero sistema locale un salto di qualità in termini di attenzione e volontà nel combattere la criminalità organizzata, perché come ha ben detto il presidente Morra, purtroppo da parte della politica trentina manca una presa di distanza netta dalle logiche e dai comportamenti che hanno permesso alle mafie di radicarsi in Regione.

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Beni confiscati alle mafie. Il Consiglio delle autonomie non si smentisce: parere negativo alla proposta del M5S

Nel febbraio scorso, in sede regionale, il M5S depositava un disegno di legge riguardante gli interventi volti alla valorizzazione e al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Si trattava di una risposta diretta e concreta alle raccomandazioni del Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità e, più in generale, di un tentativo di dotare il Trentino-Alto Adige/Südtirol di strumenti adeguati al contrasto dell’attività mafiosa in un’ottica di rilancio produttivo dei beni sequestrati alla criminalità.  Trattandosi di una proposta riguardante anche gli enti locali, la stessa è stata sottoposta al parere del Consiglio delle Autonomie Locali… da par loro i sindaci hanno prontamente fornito parere negativo alla proposta di legge (parere reso il 17 marzo 2022), suggerendo di procedere invece con facilitazioni di cambio destinazione uso dei beni sequestrati intervenendo sul PRG dei Comuni (ovvero, vorrebbero la possibilità di procedere con varianti facili sullo strumento principe con cui si fa politica a livello locale…).

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Osservatorio criminalità organizzata: Lega-Patt-SvP architettano l’ennesimo rinvio

Il 14 febbraio scorso si sarebbe dovuto svolgere l’esame del disegno di legge per istituire un Osservatorio sulla criminalità organizzata presentato dal gruppo regionale del M5S. L’appuntamento venne rinviato, su richiesta della maggioranza, per poter audire il 25 marzo prossimo il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, delegato per il Coordinamento delle Commissioni regionali e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità. È di oggi la notizia che la seduta della I Commissione legislativa prevista per il 25 marzo è stata rinviata d’imperio, sempre da parte degli esponenti di Lega-Patt-SvP. 

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Mafia in Trentino, la maggioranza provinciale tergiversa e tira a campare!

Nell’ottobre 2020 i giornali si erano riempiti di dettagli riguardanti l’inchiesta Perfido: 18 arresti, sequestri di beni per 2 milioni di euro, coinvolgimento di soggetti sia residenti che operanti in Trentino, accuse dall’associazione mafiosa alla riduzione in schiavitù. Emergevano persino cene “sconvenienti” di rappresentanti istituzionali e di politici locali, anche di spicco, con le persone accusate di far parte delle organizzazioni malavitose operanti in Provincia. Non è tutto. Nei mesi successivi, il CSM rimuoveva il presidente del Tribunale di Trento e apriva procedimenti disciplinari su diversi magistrati, alcuni dei quali si sono estinti con il trasferimento spontaneo degli interessati ad altre sedi.

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Mafie in Trentino: riciclaggio di denaro sporco triplicato in un anno e arrivano anche cosa nostra e camorra!

Nel lasciare il suo incarico in Trentino, il generale della finanza Ivano Maccani ha ricordato una serie di criticità legate alla criminalità organizzata riguardanti il nostro territorio. Nel 2020 in TAA si è registrato +23% delle segnalazioni per operazioni sospette contro il 7% su base nazionale . Si tratta di un pericolo quanto mai attuale e pressante. A dirlo, oltre a Maccani, anche il nuovo questore di Trento Alberto Francini, che non a caso ha dichiarato la lotta alle infiltrazioni criminali come una delle sue priorità.

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Infiltrazioni mafiose: la politica trentina dia ascolto al nuovo questore

Il nuovo questore di Trento, Alberto Francini, è stato molto esplicito nello spiegare che la priorità della sua azione sarà il contrasto alle infiltrazioni malavistose, in primis quelle ndranghetiste, in Provincia di Trento.

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Lo stato della democrazia in Trentino

Con le elezioni provinciali di fine 2018, la coalizione di centrosinistra (molto di centro e poco di sinistra) che nelle precedenti tre consigliature generate col sistema maggioritario aveva governato il Trentino, ha ceduto il passo a un esecutivo di destra/destra. In una democrazia matura l’alternanza sarebbe da considerare come un’opportunità di rinnovamento. In Trentino purtroppo la situazione è tutt’altra perché la democrazia locale non ha saputo rinnovare le forme della rappresentanza e nemmeno quelle della partecipazione popolare. 

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Mafie: chiesti al Ministro dell’Interno verifiche e accertamenti su infiltrazioni mafiose in Trentino

Depositata in Parlamento dal Deputato del Movimento 5 stelle Riccardo Fraccaro un’interrogazione sul caso del Comune di Lona Lases e sui fatti che si riferiscono all’inchiesta Perfido, condotta dalla Procura di Trento insieme ai Ros dei carabinieri, e che nell’ottobre del 2020 ha portato a scoperchiare la presenza della criminalità organizzata nella Provincia autonoma.

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Criminalità organizzata: la maggioranza affossa l’Osservatorio con tattiche veterodemocristiane

La scorsa settimana in Consiglio provinciale ho chiesto al presidente Fugatti a che punto sia la procedura per istituire un Osservatorio sulla criminalità organizzata in Trentino. Risposta? Tutto fermo, tutto impantanato, non c’è una data, non c’è un accordo, non c’è… niente (?).

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