Autostrada Valdastico. Rese pubbliche le osservazioni dei Comuni grazie al M5S

Una breccia nella cortina fumogena eretta sul prolungamento dell’autostrada Valdastico in terra trentina. L’ha creata il M5S, che grazie ad una sua interrogazione è riuscito a far consegnare a tutti i consiglieri provinciali le osservazioni e i contributi di Comuni e Comunità riguardo alla deliberazione della Giunta provinciale n. 1058 del 25 giugno 2021, quella che nelle intenzioni di Fugatti & Co dovrebbe portare allo sbarco delle autostrade venete in Trentino, con tanti saluti all’“Agenda 2030”, ma si sa che per i governanti leghisti l’unica sostenibilità buona è quella di facciata per giustificare i contributi statali ed europei.

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Dibattito pubblico su progetto circonvallazione ferroviaria di Trento

La circonvallazione ferroviaria di Trento è un’opera fra le più importanti che mai abbiano riguardato la nostra Provincia. È quindi necessario che i cittadini vengano realmente e fattivamente coinvolti nella sua realizzazione, come parti in causa dotate di pieno diritto di parola e non come sudditi destinati a subire decisioni prese “in alto” pur riguardando le loro vite.

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Circonvallazione ferroviaria Trento, mediazione Tonina irricevibile

Stamattina l’assessore provinciale Mario Tonina è arrivato in Consiglio provinciale una proposta “pacificatrice” rispetto alla questione della circonvallazione di Trento. Intento apprezzabile, peccato solo si tratti di un testo totalmente annacquato rispetto alle reali necessità di tutela dell’interesse pubblico costellato da espressioni generiche e privo di qualsivoglia impegno concreto, verificabile e tangibile.

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Piana di Storo: PFOS in calo ma sulle cause si brancola ancora nel buio

È di questi giorni una risposta della Provincia ad un’interrogazione del M5S tramite la quale si chiedevano aggiornamenti sull’inquinamento da PFOS riguardante la falda acquifera sottostante la piana di Storo. La contaminazione registrata nel 2021 appare in calo rispetto al 2020, riportandosi su livelli simili a quelli registrati nel 2019. Bene, ma se la fonte degli inquinanti è inerte appare strano che si siano registrate variazioni nell’ultimo triennio. Non si sa poi ancora nulla sulle origini degli PFOS, un dato senza il quale è impossibile sperare di venire a capo dell’inquinamento presente in falda. Ci viene promesso che le analisi specifiche per individuare l’origine degli PFOS saranno attivate nel 2022. A più di 4 anni dalla scoperta della contaminazione ci viene da dire “meglio tardi che mai”.

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Bypass ferroviario di Trento. La maggioranza provinciale rifiuta di tutelare le sorgenti e il sonno dei trentini

Una maggioranza sorda e cieca ai bisogni dei trentini e ormai totalmente avulsa su se stessa ha rifiutato oggi di mettere in atto i più elementari interventi di verifica sulla tutela delle oltre 200 fonti d’acqua minacciate dal progetto di potenziamento ferroviario che interesserà l’area urbana di Trento. Non contenta la stessa maggioranza si è anche rifiutata di velocizzare la posa di barriere volte alla mitigazione della rumorosità dei treni su tutto il percorso ferroviario che sarà interessato da un aumento esponenziale dei convogli, mostrando tutto il proprio disprezzo verso coloro che, volenti o nolenti, vivono nei pressi delle tratte ferroviarie. Quando chi siede in maggioranza, pur di ribadire il proprio potere, non esita a far strame dell’interesse della popolazione è segno che si è ridotta la democrazia ad un mero esercizio muscolare i cui effetti deleteri sono ormai sotto gli occhi di tutti.

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Biotopo lago d’Idro. L’assessore all’ambiente risponde: danni “non irreversibili” ma messo in cassa 1 milione di Euro

Il biotopo del Lago d’Idro è danneggiato dai continui sbalzi di livello imposti dai massicci prelievi d’acqua per abbeverare a inondazione le campagne bresciane e mantovane ma niente paura… si per quanto male si faccia all’habitat lacustre, volendo, si può sempre porvi rimedio… almeno in teoria!

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Piccole derivazioni idroelettriche. Il M5S sollecita la giunta provinciale alla tutela dell’acqua pubblica

Non se ne è parlato molto (anzi per niente…), ma il 15 settembre scorso il Consiglio delle Autonomie locali ha approvato una mozione, poi trasmessa al Consiglio provinciale, tramite la quale si chiede di intervenire a tutti i livelli per far convivere la disciplina comunitaria in materia di concorrenza con la tutela della natura pubblica del bene acqua e del suo sfruttamento a fini idroelettrici coinvolgendo gli enti locali. Una presa di posizione importante, che il M5S ha fatto propria, anche perché ricalca ciò che avevamo chiesto alla giunta lo scorso aprile tramite un nostro ordine del giorno che venne però bocciato. Per evitare che la richiesta del Consiglio delle Autonomie resti lettera morta, abbiamo presentato un’interrogazione (3141/XVI del 26 ottobre 2021) con la quale chiediamo al presidente Fugatti di essere conseguente rispetto alle richieste dell’organo di rappresentanza dei Comuni.

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Davvero la Provincia di Trento ha messo 4 milioni per il terzo ponte sul Caffaro?

Qualche giorno fa abbiamo presentato l’ennesima interrogazione riguardo alla fantasmagorica vicenda dei ponti sul Caffaro, costosi manufatti che si moltiplicano (uno, due tre… e pensare che l’unico che funziona, pur malandato, ha 115 anni!) senza però produrre tangibili vantaggi per la viabilità, anzi la complicano. Di recente il Presidente della Provincia di Trento ha dichiarato di aver messo a disposizione 4 milioni di euro per installare un terzo ponte (modello Bailey) fra i 2 attualmente esistenti. Se è quello che serve fare, si faccia, sapendo però che esiste un problema grande come una casa (o meglio, più case…) riguardo alla messa in opera del “nuovo” ponte (il numero due, pagato dai trentini, finito nel 2017 e mai aperto). A questo punto bisogna però essere molto chiari sui dettagli (stazione appaltante, inizio e fine lavori previsti, stime di costo, ecc) perché abbiamo visto come è andata a finire l’ultima volta  e non vorremmo che il ponte numero tre, da provvisorio divenisse stanziale…

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Hotel Panorama di Nago-Torbole, il M5S deposita interrogazione parlamentare su condotta Comune

Quella dell’hotel Panorama di Nago-Torbole è una vicenda assai istruttiva riguardo al funzionamento di certi meccanismi in alcune località del nostro Trentino. 

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Il biotopo del Lago’Idro disseccato a causa del prelievo idrico. Il M5S interroga

In questi giorni il livello del Lago d’idro è molto basso (infatti da agosto a settembre il livello è calato di quasi un metro e mezzo). È l’effetto dei prelievi che si sono susseguiti durante tutta la stagione estiva per abbeverare le colture della bassa e che sono purtroppo ancora gestite con sistemi arcaici ed idrovori. Come è facile immaginare, la conseguenza diretta di ciò è che il prezioso e bellissimo biotopo del Lago d’Idro sta pagando un prezzo assai elevato al brusco abbassamento delle acque. È una situazione nella quale il Trentino non è immune da colpe, visto e considerato che ha dato il suo placet alla svendita dell’acqua del fiume Chiese, principale immissario dell’Eridio. Per questo alcuni giorni fa ho presentato un’interrogazione che sottolinea il danno subito dall’ambiente e dal territorio del basso Chiese in nome dei regali che i politici di Trento hanno deciso di fare ai loro omologhi lombardi.

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