O le minoranze si svegliano o la vicepresidenza del Consiglio provinciale resterà vacante fino al termine della legislatura!

Il 6 aprile ho ripresentato la mia candidatura alla vicepresidenza del Consiglio provinciale, vacante da quasi 2 anni. Ho premesso che, se eletto avrei dato immediatamente le dimissioni qualora i colleghi dell’opposizione avessero ritirato i loro delegati dall’ufficio di presidenza, facendolo cadere, assieme al presidente Kaswalder. Ho anche precisato che avrei rinunciato all’indennità integrativa, in modo da fugare ogni sospetto di interesse economico da parte mia. Per tutta risposta i colleghi sono usciti dall’Aula per far mancare il numero legale, terrorizzati dalla possibilità di mettere in discussione le poltrone assegnate.

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Le mie dimissioni dall’Assemblea delle Minoranze

Venerdì 18 marzo ho comunicato alla segreteria del Consiglio provinciale le mie dimissioni dall’assemblea delle minoranze. Ieri più di una persona mi ha contattato per chiedermi spiegazioni. Non pensavo che la questione potesse avere tanto risalto visto che fino ad ora in pochi si sono chiesti quali fossero il ruolo e il funzionamento dell’assemblea prevista dall’articolo 139 del Regolamento del Consiglio e disciplinata da uno specifico regolamento. Proverò dunque a motivare la mia scelta, addentrandomi nelle intricate stanze della politica trentina.

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Pluralismo, democrazia e funzionamento del Consiglio provinciale. Una sintesi del lavoro svolto dal M5S per migliorare la qualità della democrazia in Trentino

Il dibattito sul bilancio previsionale del Consiglio provinciale è stata l’occasione per fare una sintesi delle proposte elaborate dal M5S nel corso del 2021 al fine di migliorare la qualità della democrazia interna al Consiglio provinciale. Si tratta di un tema considerato non prioritario nell’agenda mediatica ma determinante per poter superare lo scollamento tra la politica e i cittadini. Se il Consiglio non assicura standard minimi, sia sotto il profilo della democrazia che dell’efficienza amministrativa, come possiamo pensare che le leggi che approva rispondano realmente alle esigenze della popolazione? È una domanda che magari si pongono in pochi ma che resta comunque cruciale.

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Le cause del presidente Kaswalder sono finora costate 111 mila euro ai contribuenti e il conto si appresta a salire…

Centoundicimila ottocentoquarantasei euro e ventotto centesimi. È quanto ha pesato sulle casse pubbliche al 31 agosto 2021 il risarcimento a Walter Pruner, il dipendente illegittimamente licenziato dal Presidente del Consiglio provinciale Kaswalder. Non è tutto. Tempo fa uno dei commissari-questori dell’Ufficio di presidenza era andato sui giornali a dichiarare che in caso di condanna definitiva (il Consiglio ha già perso in primo e secondo grado) Kaswalder avrebbe pagato tutto di tasca sua. Bisogna fidarsi sulla parola, perché il presidente del Consiglio ha messo nero su bianco come “non sussistano le condizioni per richiedere il rilascio di una garanzia personale in relazione all’ipotesi di restituzione delle somme versate dal Consiglio provinciale”. Tradotto significa che il presidente non ritiene di dare alcuna garanzia scritta che restituirà i soldi spesi dalla collettività per metter mano al problema da lui stesso cagionato.

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L’oscuramento del Consiglio provinciale prosegue… ma è insensato e ingiustificato!

Nel marzo del 2020 pensavamo di aver chiarito definitivamente che il presidente del Consiglio non aveva il diritto di oscurare le sedute consiliari con la scusa delle elezioni comunali o europee o dei referendum solo per nascondere i disastri di questa maggioranza. 

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Vicepresidenza del Consiglio provinciale, una candidatura per rompere lo stallo

Lo stallo sulla vicepresidenza del Consiglio provinciale è ormai intollerabile. L’ex vicepresidente Olivi si era dimesso agli inizi dell’ottobre 2020. A 11 mesi abbondanti di distanza tutto rimane immobile. La politica provinciale è ferma ad aspettare la mossa dell’avversario, intanto il tempo passa e c’è il rischio concreto di tirare avanti così fino al termine della consiliatura. Sarebbe una farsa che i trentini non meritano.

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Kaswalder decide su se stesso. Conflitto d’interesse? Assolutamente no… dice lui!

Per la serie “spariamola grossa” segnaliamo la recente risposta fornita dal presidente del Consiglio Kaswalder a una nostra interrogazione (la 2614/XVI) riguardo al licenziamento del suo segretario particolare ritenuto illecito dai tribunali (sia in primo grado che in appello, manca la Cassazione…). In sostanza Kaswalder, il cui voto è stato decisivo per caricare a spese dei contribuenti la propria difesa legale, si è espresso a favore di se stesso non ravvisando alcun conflitto d’interesse fra il suo essere da un lato parte in causa (è lui ad aver ordinato il licenziamento ritenuto illegittimo di un dipendente che nel suo tempo libero aveva osato andare a fare da spettatore al congresso di un partito diverso dal suo…) e dall’altro essere il presidente dell’organo istituzionale che ha deciso se e come resistere in giudizio e a quale professionista affidare la pratica (preferendo pagare un esterno invece di utilizzare i legali a libro paga del Consiglio…). Se è così vale letteralmente tutto, il conflitto di interesse non esiste perché la valutazione spetta al diretto interessato, il quale, con notevole sprezzo del ridicolo, dice che se lui decide su cose che lo interessano direttamente si tutelano non gli affari suoi ma quelli del Consiglio che egli stesso presiede…

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Una carta etica per i componenti del Consiglio regionale del Trentino Alto-Adige/Südtirol: il M5S presentata mozione regionale

In Consiglio regionale abbiamo una grande opportunità percambiare in meglio e rendere più consoni i comportamenti degli eletti. Ai sensi dello Statuto, presidente e vicepresidente vanno rinnovati per assicurare la rappresentanza linguistica italiana e tedesca in capo al Consiglio e, partendo dalle recenti polemiche per le uscite improvvide del consigliere e questore Savoi, questo potrebbe consentire di arrivare all’approvazione di una carta etica applicabile a tutti coloro che siedono in Regione.

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Bilancio ambientale del Consiglio: anche oggi ci pensiamo (forse) domani

Il presidente del Consiglio Kaswalder ha risposto all’interrogazione del M5S con cui si chiedeva di valutare l’introduzione del bilancio ambientale del Consiglio provinciale. Di questi tempi, in cui la parola “ecosostenibilità” è sulla bocca di tutti (e da essa dipendono anche i soldini del Recovery Fund…) la proposta non poteva essere respinta sic et simpliciter… quindi il presidente ha tirato in ballo le consuete giustificazioni procedurali e tira lungo (immagine di copertina: Isaac Cordal).

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Consiglio provinciale Trento: nessuna programmazione sul personale e si naviga a vista!

Per funzionare le Istituzioni richiedono personale. Il Consiglio provinciale di Trento (cioè l’organo legislativo della Provincia che per sua natura non può avere connotazione di parte) è sotto organico ormai da anni e di recente ha visto cessare dal servizio 2 ulteriori dirigenti fra cui il segretario generale. Con poche persone a gestire l’intera e vasta macchina del Consiglio è ovvio che si riducono gli spazi per sostenere i singoli consiglieri, specie quelli di minoranza. Infatti chi siede in maggioranza può contare sulle strutture provinciali (che rispondono alla giunta, cioè al potere esecutivo, di ovvia connotazione politica) che al contrario del Consiglio gode di grandi risorse a disposizione, tanto da “prestare” personale al Consiglio stesso.

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