Mettere in sicurezza e verificare la tenuta del versante che costeggia la strada provinciale 241 di Riccomassimo!

Il M5S non molla la presa sul miglioramento della viabilità stradale fra il Trentino e le regioni limitrofe. Due mesi fa avevamo presentato una proposta di ordine del giorno collegata alla finanziaria provinciale che sollecitava la sistemazione della SP241 di Riccomassimo, di fatto l’unico tratto viario alternativo alla SS237 del Caffaro per chi voglia raggiungere la Provincia di Brescia dalle Valli Giudicarie. La maggioranza provinciale bocciò tutto in pratica dicendo che la SP241 non era importante. Neanche a farlo apposta, a gennaio la questione è tornata d’attualità, perché a fine gennaio una frana ha bloccato per diverse ore la strada provinciale che porta a Bagolino. Unico percorso utilizzabile? Strano a dirsi, proprio la tanto bistrattata SP241. 

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Riforma del turismo. Oppurtunità di sviluppo a partire da filiera corta, associazionismo e rapporti transregionali

Con il 1°di gennaio è entrata a tutti gli effetti in vigore la riforma sul turismo. In teoria si tratta di un disegno che punta a rafforzare il sistema trentino tramite un meccanismo di accentramento delle risorse su macroaree omogenee. In pratica si è proceduto mettendo assieme territori dalle caratteristiche e dalle esigenze anche diversissimi fra loro. Il rischio è che, se il processo non sarà governato con intelligenza e lungimiranza, si finisca con lo schiacciare i territori meno sviluppati dal punto di vista turistico sotto il peso di quelli già affermati che convivono con loro nella stesso ambito. Un banco di prova importante per la riforma si avrà nelle Giudicarie, dove i consorzi turistici della Valle del Chiese e delle Giudicarie centrali sono assorbiti dall’Apt di Campiglio – Pinzolo – Val Rendena.

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Pfos nella falda acquifera del Chiese. Reso pubblico esito analisi di Appa grazie a interrogazione M5S

Il 31 dicembre 2020 è arrivata la risposta all’interrogazione che avevamo presentato l’ottobre scorso per avere aggiornamenti in merito alla diffusione di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nel bacino del Chiese e nelle acque della falda che si estende fino al lago d’Idro.

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Rotonda quadrata asimmetrica di Ponte Caffaro. Una matassa non ancora dipanata

Sulla vicenda dei ponti sul Caffaro (uno, due, tre… stella!) è stato ormai detto tutto e il suo contrario. L’unica realtà tangibile che ciascuno può constatare è che il ponte nuovo, ultimato nel 2017 al prezzo di alcuni milioni di euro pubblici, non è mai stato aperto, mentre quello del 1906 che tiene in piedi praticamente tutto il traffico tra Trentino e Lombardia nel quadrante sud occidentale abbisogna di interventi urgenti perché ormai cade a pezzi. A quanto pare questo autentico scandalo ha di recente suscitato l’attenzione anche della Corte dei Conti di Trento. Ora la nostra Provincia non può più limitarsi a ragionare sui massimi sistemi ma deve agire concretamente per risolvere una situazione creata spendendo malamente i soldi dei trentini e ottenendo risultati che a essere molto buoni possono giusto venir definiti tragicomici.

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Turismo sul lago d’Idro e in valle del Chiese. La direzione indicata dal Consiglio provinciale è la promozione turistica a livello internazionale congiuntamente con la regione Lombardia

Approvando una proposta del M5S, il Consiglio provinciale di Trento ha impegnato la Giunta provinciale “a verificare modalità per sostenere e promuovere un progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro, attraverso forme di collaborazione tra le APT e i soggetti giuridici pubblici e privati operanti nei territori confinanti lombardi, incaricati istituzionalmente della promozione di tali territori”.

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Ponti sul Caffaro, regna ancora la nebbia ma la situazione è grave e non si può più tergiversare!

Sul futuro della viabilità fra Trentino e Lombardia è ancora nebbia fitta. Durante il Consiglio provinciale di oggi ho chiesto al Presidente della Provincia di Trento a che punto fosse il confronto con le controparti lombarde in merito alla sistemazione dei ponti sul Caffaro, che come noto versano in condizioni che non si sa se definire più drammatiche o più ridicole. Sia come sia la situazione è di certo grave. Il ponte storico del 1906 appare messo malissimo mentre quello costruito nel 2017 coi soldi dei contribuenti trentini non è mai stato aperto perché gli autotreni faticano troppo a impegnarlo. Continua a leggere “Ponti sul Caffaro, regna ancora la nebbia ma la situazione è grave e non si può più tergiversare!”

Sul Caffaro si moltiplicano i ponti pagati dai cittadini. Si proceda in maniera seria, accertando le responsabilità!

Per secoli per congiungere Bagolino a Storo è bastato un solo ponte. Nel 2017, spendendo milioni di euro pubblici, ne è stato completato un secondo… ma non è mai stato aperto perché gli angoli di curvatura non funzionavano a dovere e i camion facevano troppa fatica a sterzare. 

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Presentata una nuova interrogazione riguardo alla “rotatoria asimmetrica quadrata” sul Caffaro: per uscirne bene servono collaborazione, trasparenza e tanto olio di gomito.

Il “mistero buffo” dei ponti sul Caffaro continua a far ridere e infurirare in egual misura la popolazione che si deve confrontare con un’opera pur finita nel 2017 che però non è ancora stato possibile aprire per evidenti problemi di passaggio dei mezzi pesanti, finanziata per oltre 3,8 milioni di euro dall’ente pubblico, quindi dagli stessi cittadini (per la precisione dalla Provincia di Trento tramite l’ex “Fondo ODI”, oggi “Fondo Comuni Confinanti). Grazie ad una risposta di Regione Lombardia siamo riusciti ad entrare in possesso di notizie più esaustive sulla vicenda e il quadro che ne è uscito, come si poteva immaginare, non è roseo. Semplificando al massimo, per rendere funzionale la cosiddetta “rotatoria quadrata asimmetrica” sul Caffaro servono risorse extra che si spera di ottenere dai risparmi causati dai ribassi d’asta precedenti. Il traffico fra Trentino e Lombardia continua a scorrere sul vecchio ponte del 1906 che però abbisogna con urgenza di un allargamento e soprattutto dell’adeguamento statico e sismico. Una situazione che appare ormai surreale, sulla quale ho presentato una nuova interrogazione, anche per capire cosa sia disponibile a fare la Provincia di Trento, che tramite gli uffici competenti si è incontrata col Comune di Bagolino il 21 ottobre scorso e che, visto il ruolo ricoperto nel “Fondo Comuni Confinanti”, è l’ente che di fatto tiene in mano i cordoni della borsa.

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Lettera aperta al Ministro Boccia in merito al nuovo ponte sul Caffaro

La faccenda del “nuovo” ponte sul Caffaro si trascina ormai da troppo tempo e per questo va risolta bene e senza ulteriori titubanze. L’opera è stata finita nel 2017 ma da allora non è mai stata aperta per problemi resi evidentissimi anche dalle prove di passaggio con mezzi pesanti effettuate in loco il 21 settembre scorso (per farsene un’idea basta guardare i video qui sotto…). Da sempre ho denunciato questa situazione, che appare incresciosa ed incredibile anche in ragione delle ingenti quantità di denaro pubblico spese, sembra, per peggiorare la fluidità del traffico tra Trentino e Lombardia. Il 26 settembre scorso ho deciso però di fare un’azione ulteriore ed ho scritto una lettera aperta al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, nella speranza che un suo intervento possa velocizzare la pratica, contribuendo a risolverne le numerose criticità.

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Commento su risposta a interrogazione relativa a rotatoria di Ponte Caffaro

Come si sa la pazienza è la virtù dei forti, e a forza di pazientare finalmente è arrivata la risposta all’interrogazione (testo integrale a piè di pagina) che presentai nel dicembre dell’anno scorso con cui chiedevo chiarimenti sulla vicenda della rotatoria di Ponte Caffaro (int 125/XVI). I brutti presentimenti sono stati confermati. Continua a leggere “Commento su risposta a interrogazione relativa a rotatoria di Ponte Caffaro”