I prelievi forzosi desertificano il biotopo del lago d’Idro. Il M5S interroga.

Le decisioni prese dall’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) per abbeverare le coltivazioni della pianura padana in questo periodo di  grande calura si sono abbattute duramente sul delicato ecosistema del Lago d’Idro. Aipo ha deciso di dare il via libera all’abbassamento del livello del lago sotto ai limiti previsti (367,20 mslm) e questo ha causato gravi danni, non solo al turismo e all’economia locale ma anche alla vita delle specie animali e vegetali che animavano il biotopo del Lago d’Idro. Come è possibile osservare dalle fotografie che abbiamo scattato in  loco, il biotopo ritrovatosi improvvisamente senz’acqua, da oasi naturale e riparo per pesci e volatili rari, si è tramutato in una distesa semi desertica, con gran moria delle specie prive dei mezzi per mettersi in salvo.

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Trasporto studenti Lombardia-Trentino: forse qualcosa si muove

Nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale è stato approvato un ordine del giorno che impegna la giunta a verificare la situazione del trasporto studenti tra Trentino e Lombardia e a cercare un accordo con la Provincia di Brescia in modo da ridurre il disagio causato dalla scarsità dei trasporti pubblici per gli studenti e le loro famiglie.

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Lago d’Idro e Alto Garda: Trentino e Lombardia non comunicano per la tutela del territorio (per il suo sfruttamento invece sì…)

A metà febbraio avevamo chiesto alla Provincia di garantire la tutela della sponda trentina del lago d’Idro prestando particolare attenzione al biotopo collocato nel Comune di Bondone, garantendone l’integrità. Chiedevamo inoltre se si fosse pensato a mettere in contatto e di far collaborare il Parco Alto Garda Bresciano, la Riserva della Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria e il biotopo lago d’Idro, in modo da estendere la tutela ambientale a questo ambito vasto e continuo.

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Rotonda quadrata asimmetrica. Il M5S chiede chiarezza sul destino del secondo ponte sul Caffaro!

Il 14 aprile scorso il M5S ha depositato un’interrogazione al Consiglio provinciale trentino chiedendo per l’ennesima volta di fare chiarezza sul destino del nuovo ponte sul torrente Caffaro, terminato nel 2017 e da allora mai aperto.

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Rotatoria di Ponte Caffaro. Arriva il terzo ponte ma il secondo resta chiuso senza un perché

In questi giorni è arrivata una parziale risposta all’interrogazione che avevo presentato nell’ottobre del 2021 con cui chiedevo se la Provincia Autonoma di Trento avesse messo davvero 4 milioni per installare un ponte “Bailey” sul torrente Caffaro e consentire la circolazione e la ristrutturazione del vecchio ponte del 1906 (che non se la passa bene). Allo stesso tempo chiedevo anche di conoscere condizioni e termini di erogazione dello stanziamento e soprattutto se fosse in programma di aprire il nuovo ponte sul Caffaro, finito nel 2017 ma mai aperto (int. 3106/XVI del 18 ottobre 2021).

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Prevenzione della corruzione e trasparenza. La giunta provinciale di Trento si rifiuta di migliorare la procedura di adozione del piano triennale 

L’indice di Percezione della Corruzione (CPI) nel settore pubblico e nella politica misurato da Transparency International basandosi sull’opinione di esperti e assegnando una valutazione che va da 0, per i Paesi ritenuti molto corrotti, a 100, per quelli “puliti” colloca l’Italia al 53° posto a livello mondiale su un totale di 180 Paesi monitorati. L’Italia si colloca nella stessa posizione di Grenada e Arabia Saudita. È dunque posta sullo stesso piano di un Paese caraibico e di un regime monarchico assoluto d’impronta fortemente islamica, che si è distinto di recente per fatti sanguinosi come l’omicidio Khashoggi. Per migliorare le cose, almeno a livello trentino, nel corso della finanziaria in discussione il M5S aveva presentato un ordine del giorno che si proponeva di dare evidenza pubblica alla procedura di adozione del piano di prevenzione della corruzione e trasparenza (PTPCT) in modo da alzare la soglia di conoscenza rispetto al problema corruttivo e a quanto messo in campo per contrastarlo. Una proposta che la giunta ha bocciato senza nemmeno spiegare il perché.

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Biotopo lago d’Idro. L’assessore all’ambiente risponde: danni “non irreversibili” ma messo in cassa 1 milione di Euro

Il biotopo del Lago d’Idro è danneggiato dai continui sbalzi di livello imposti dai massicci prelievi d’acqua per abbeverare a inondazione le campagne bresciane e mantovane ma niente paura… si per quanto male si faccia all’habitat lacustre, volendo, si può sempre porvi rimedio… almeno in teoria!

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Il biotopo del Lago’Idro disseccato a causa del prelievo idrico. Il M5S interroga

In questi giorni il livello del Lago d’idro è molto basso (infatti da agosto a settembre il livello è calato di quasi un metro e mezzo). È l’effetto dei prelievi che si sono susseguiti durante tutta la stagione estiva per abbeverare le colture della bassa e che sono purtroppo ancora gestite con sistemi arcaici ed idrovori. Come è facile immaginare, la conseguenza diretta di ciò è che il prezioso e bellissimo biotopo del Lago d’Idro sta pagando un prezzo assai elevato al brusco abbassamento delle acque. È una situazione nella quale il Trentino non è immune da colpe, visto e considerato che ha dato il suo placet alla svendita dell’acqua del fiume Chiese, principale immissario dell’Eridio. Per questo alcuni giorni fa ho presentato un’interrogazione che sottolinea il danno subito dall’ambiente e dal territorio del basso Chiese in nome dei regali che i politici di Trento hanno deciso di fare ai loro omologhi lombardi.

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Biodistretti di confine: previste forme di collaborazione interregionale in materia di agricoltura biologica grazie al M5S

A livello nazionale è in via di approvazione una norma quadro per definire il piano d’azione per l’agricoltura e le produzioni biologiche. Siccome Regioni e Province autonome possono avere voce in capitolo sull’implementazione delle leggi ma come noto le aree agricole si estendono senza considerare i confini regionali o provinciali, con un ordine del giorno abbiamo chiesto e ottenuto la realizzazione di tavoli interregionali per un efficiente sviluppo dell’agricoltura biologica sul territorio trentino attraverso la definizione di forme di raccordo per le aree agricole di confine.

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Bocciata la proposta di invitare i Comuni confinanti col Trentino al Dreier Landtag

All’inizio degli anni 2000 furono numerosi i comuni confinanti con la provincia di Trento a chiedere l’annessione alla provincia stessa. Pensiamo ai referendum svolti nei comuni di Lamon, Sovramonte, Magasa, Valvestino o al referendum minacciato dal Comune di Bagolino. Persino la provincia di Belluno arrivò a chiedere l’annessione alla regione Trentino-Alto Adige con una raccolta di 17.000 firme.

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