Ciclabile del Lago d’Idro: grazie a Paola Pollini per gli aggiornamenti ottenuti e per la ricostruzione degli atti politici

È arrivata la risposta all’interrogazione regionale lombarda sulla ciclabile del Lago d’Idro (ITR 2888), e grazie al lavoro di Paola Pollini oggi disponiamo non solo di una ricostruzione completa degli atti politici degli ultimi dieci anni, ma anche di aggiornamenti fondamentali sullo stato di avanzamento dell’opera e sui finanziamenti già attivati.

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Lago d’Idro: la partecipazione dal basso che difende il futuro dell’acqua

L’intervento che segue è stato pubblicato sul mensile d’inchiesta Questo Trentino nel numero di novembre, attualmente disponibile in edicola.
Insieme a Lorenzo Leoni abbiamo voluto raccontare l’esperienza partecipata e interregionale per la difesa dell’ecosistema del lago d’Idro e del fiume Chiese — una battaglia di avanguardia, spesso ignorata dall’intellighenzia delle aree urbane trentine e pervicacemente ostacolata da molti amministratori locali, ma che rappresenta un raro esempio di cittadinanza attiva e cooperazione tra territori.
Grazie alla tenacia delle associazioni, questo impegno civile ha finalmente trovato spazio e dignità anche nelle sedi istituzionali, con una trattazione rigorosa della petizione 4/XVII da parte della Terza Commissione del Consiglio provinciale di Trento, la quale — pur tra resistenze e ambiguità politiche — è ora in procinto di approvare un atto di indirizzo condiviso da sottoporre all’aula legislativa.

Segue testo della riflessione pubblicata su QT in versione immagine e in versione testuale:

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Considerazioni sulle tesi di Paolo Morando (Il T): il rischio di colpire chi svela, non chi nasconde

Con un editoriale di Paolo Morando, Il T torna a prendersela con il Movimento 5 Stelle, usandolo come comodo capro espiatorio per riversare su di esso le colpe strutturali del sistema politico e mediatico italiano. È una dinamica ormai abituale: quando emergono tensioni tra informazione, potere e giustizia, si preferisce attaccare chi denuncia piuttosto che interrogarsi sulle distorsioni profonde che rendono fragile la nostra democrazia.

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A Lona-Lases, tra verità ignorate e voci che resistono

A settembre un gruppo di studio dell’Università di Milano, guidato dal professor Nando Dalla Chiesa e con il supporto organizzativo della giornalista Francesca Dalrì e del Coordinamento Lavoro Porfido (CLP), si è recato a Lona-Lases per studiare il caso Perfido e i suoi risvolti sociali, economici e culturali. Un’esperienza formativa straordinaria, che ha coinvolto studenti e ricercatori da tutta Italia — chi laureato, chi laureando, chi già impegnato nel lavoro o nel dottorato — accomunati dall’interesse per una vicenda che ha messo a nudo le fragilità della nostra autonomia e del nostro tessuto civile.

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Parco fluviale o parco delle illusioni? Quando la retorica del BIM del Chiese affoga nella realtà della contaminazione da PFAS

Negli ultimi giorni i vertici del BIM del Chiese si sono prodigati in dichiarazioni trionfali.
Hanno magnificato l’impegno per la tutela ambientale, la nascita del Parco Fluviale del Chiese, la collaborazione con il MUSE, le “strategie condivise” per la valorizzazione del territorio, il sogno di un Contratto di Fiume come modello di governance partecipata. Un racconto perfetto, condito da parole come “sviluppo sostenibile”, “unità” e “responsabilità istituzionale”.

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Riflessioni critiche: il ruolo del M5S nella riforma statutaria e la parzialità del dibattito mediatico

Egregio Direttore Simone Casalini,

Le scrivo, innanzitutto, per riconoscere un dato di fatto: pur con le riserve che seguiranno, Il T rimane, nel panorama locale, una delle poche testate che talvolta offre spazio ai contributi esterni — un’apertura che, seppur saltuaria, merita di essere riconosciuta. Questa cortesia editoriale, tuttavia, non può e non deve impedirmi di esercitare una critica puntuale verso linee editoriali che ritengo inique e distorte, in particolare nei confronti del Movimento 5 Stelle.

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Lago d’Idro: un progetto anacronistico che tradisce Costituzione e futuro

Nei giorni scorsi, successivamente alla visita istituzionale della Terza Commissione del Consiglio provinciale di Trento al lago d’Idro, ho ritenuto importante fare il punto della situazione sotto il profilo giuridico e civile. L’obiettivo è fornire un ulteriore contributo che possa essere utile alla discussione conclusiva che la Commissione sarà chiamata a svolgere nelle prossime settimane, al termine del lungo iter di trattazione della petizione lanciata dall’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia nel settembre del 2024 (4/XVII – Gestione dell’acqua del lago d’Idro).

Con la lettera che segue, pubblicata su “Il T Quotidiano” domenica 5 ottobre, voglio stimolare riflessione e dibattito tra chi ha a cuore il futuro del lago e del fiume Chiese.

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Lago d’Idro, le risposte delle istituzioni sul fenomeno della fioritura algale

Avendo compreso il carattere superficiale con cui molti enti locali lacustri affrontano la questione dello stato ecologico del lago e la loro attitudine a piegarsi agli interessi esterni alla comunità locale, l’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia nel giugno scorso ritenne necessario sollecitare, attraverso la presentazione di interrogazioni urgenti in Lombardia e in Trentino, un chiarimento sulle cause e le conseguenze del recente episodio di colorazione anomala delle acque.

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Dalla rimozione al risveglio: pace, Palestina e il silenzio dell’Occidente

La rappresaglia sionista è iniziata subito dopo il 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco di Hamas contro gli insediamenti israeliani che circondano la Striscia di Gaza. L’azione terroristica causò circa 1.200 vittime, di cui 900 civili e 300 militari. A quelle morti fu dato giustamente peso nel dibattito pubblico. Ma, nel giro di poche settimane, la reazione israeliana si è trasformata in un’operazione di sterminio sistematico, diretta non solo contro la popolazione civile, ma anche contro i simboli della sua identità: cimiteri, monumenti, istituzioni educative, luoghi di culto. Una strategia che va oltre l’eliminazione fisica, mirando a cancellare la storia e la cultura di un intero popolo.

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Ricordando Ron Siemiginowski e il sogno del musical “Mimma”

Ron Siemiginowski, residente in Western Australia, apparteneva a una famiglia dalla storia intensa e travagliata: il padre, Kazimierz “Kasey”, polacco e cattolico, e la madre Lisa, tedesca e protestante, si incontrarono al termine della Seconda guerra mondiale. Il padre era stato deportato dalla Polonia dai nazisti dopo aver distrutto il suo villaggio e successivamente arruolato come guardia al processo di Norimberga, la madre proveniva da una Germania ferita e non ancora pronta a rinascere. La loro unione poté fiorire soltanto emigrando in Australia, dove, dopo un ambientamento non facile, aprirono un cinema ad Albany, più di 400 chilometri a sud di Perth.

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