Esperienza diretta e notizie di cronaca hanno ormai insegnato agli italiani che il settore degli appalti pubblici è vulnerabile al malaffare. La criminalità, più o meno organizzata, trova spesso il modo di aggirare le norme oppure di violarle, anche alla luce del sole, causando danni alle casse pubbliche e alla collettività. In un “appalto inquinato” infatti lo scopo non è mai costruire per tempo e bene un’ opera pubblica necessaria. Al contrario l’appalto diventa troppo spesso una sorta di “miniera d’oro” per alcuni degli attori coinvolti che cercano di estrarne il massimo vantaggio economico possibile per se stessi. Si utilizzano ad esempio materiali scadenti (quasi sempre non quelli previsti dal capitolato), ci sono ritardi e “imprevisti”, variamente certificati, che di colpo impongono soluzioni emergenziali e garantiscono procedure prive di controlli.
