Siligardi scienziato-cittadino, capace di portare l’ecologia dentro le decisioni pubbliche senza mai ridurla a slogan

La scomparsa del professor Maurizio Siligardi lascia un vuoto profondo non solo nel mondo scientifico, ma anche in quel terreno più raro in cui la conoscenza rigorosa incontra la responsabilità civile.

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Dopo Trento, tocca ai territori: ripensare la governance del lago d’Idro

La relazione conclusiva sulla petizione 4/XVII approvata dal Consiglio provinciale di Trento rappresenta un passaggio di grande rilievo istituzionale per la vicenda del lago d’Idro e del fiume Chiese. È un documento serio, frutto di un lavoro di ascolto, approfondimento e confronto che ha coinvolto soggetti diversi e ha restituito la complessità di un ecosistema fragile e interdipendente. Proprio per questo motivo, tuttavia, sarebbe un errore considerarla un punto di arrivo. Al contrario, va letta come un punto di partenza.

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Appello pubblico ai Consiglieri della Provincia autonoma di Trento per la tutela del lago d’Idro

In coincidenza con la conclusione dell’iter della petizione sul lago d’Idro, ho ritenuto doveroso condividere anche qui, sul mio blog, l’appello che Gianluca Bordiga ed io abbiamo rivolto alle istituzioni trentine e che è stato pubblicato nei giorni scorsi sui quotidiani trentini L’Adige e Il T.

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Lago d’Idro: la partecipazione dal basso che difende il futuro dell’acqua

L’intervento che segue è stato pubblicato sul mensile d’inchiesta Questo Trentino nel numero di novembre, attualmente disponibile in edicola.
Insieme a Lorenzo Leoni abbiamo voluto raccontare l’esperienza partecipata e interregionale per la difesa dell’ecosistema del lago d’Idro e del fiume Chiese — una battaglia di avanguardia, spesso ignorata dall’intellighenzia delle aree urbane trentine e pervicacemente ostacolata da molti amministratori locali, ma che rappresenta un raro esempio di cittadinanza attiva e cooperazione tra territori.
Grazie alla tenacia delle associazioni, questo impegno civile ha finalmente trovato spazio e dignità anche nelle sedi istituzionali, con una trattazione rigorosa della petizione 4/XVII da parte della Terza Commissione del Consiglio provinciale di Trento, la quale — pur tra resistenze e ambiguità politiche — è ora in procinto di approvare un atto di indirizzo condiviso da sottoporre all’aula legislativa.

Segue testo della riflessione pubblicata su QT in versione immagine e in versione testuale:

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Parco fluviale o parco delle illusioni? Quando la retorica del BIM del Chiese affoga nella realtà della contaminazione da PFAS

Negli ultimi giorni i vertici del BIM del Chiese si sono prodigati in dichiarazioni trionfali.
Hanno magnificato l’impegno per la tutela ambientale, la nascita del Parco Fluviale del Chiese, la collaborazione con il MUSE, le “strategie condivise” per la valorizzazione del territorio, il sogno di un Contratto di Fiume come modello di governance partecipata. Un racconto perfetto, condito da parole come “sviluppo sostenibile”, “unità” e “responsabilità istituzionale”.

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Lago d’Idro: un progetto anacronistico che tradisce Costituzione e futuro

Nei giorni scorsi, successivamente alla visita istituzionale della Terza Commissione del Consiglio provinciale di Trento al lago d’Idro, ho ritenuto importante fare il punto della situazione sotto il profilo giuridico e civile. L’obiettivo è fornire un ulteriore contributo che possa essere utile alla discussione conclusiva che la Commissione sarà chiamata a svolgere nelle prossime settimane, al termine del lungo iter di trattazione della petizione lanciata dall’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia nel settembre del 2024 (4/XVII – Gestione dell’acqua del lago d’Idro).

Con la lettera che segue, pubblicata su “Il T Quotidiano” domenica 5 ottobre, voglio stimolare riflessione e dibattito tra chi ha a cuore il futuro del lago e del fiume Chiese.

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Lago d’Idro: la Provincia di Trento si allinea ai progetti di svaso lombardi

La risposta della Giunta provinciale all’interrogazione n. 1013 della consigliera Lucia Coppola – volta a conoscere la posizione dell’esecutivo trentino rispetto alle richieste contenute nella petizione 4/XVII per la difesa del lago d’Idro – conferma che, anche per la Provincia autonoma di Trento, la procedura di VIA, condotta senza partecipazione pubblica e senza il coinvolgimento degli enti locali, è da considerarsi pienamente valida. Nessuna richiesta di invalidazione è stata avanzata, nonostante le modifiche sostanziali al progetto e le numerose criticità evidenziate da cittadini, associazioni e personalità del mondo scientifico. Nemmeno l’ipotesi di intervenire per bloccare l’appalto delle opere è stata presa in considerazione, ritenendolo “necessario” per ragioni di sicurezza idraulica.

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Lago d’Idro, il prezzo della resa: dieci milioni in cambio del silenzio

Il lago d’Idro nel 2004: un incubo che potrebbe diventare nuovamente realtà

Riprendendo l’intervento del Sindaco di Idro, Aldo Armani, in occasione dell’incontro pubblico del 30 giugno scorso, ritengo sia giunto il momento di rendere conto con precisione alla cittadinanza delle cifre e delle modalità con cui gli enti locali lacustri hanno rinunciato preventivamente a ogni azione di tutela degli equilibri ecologici del lago d’Idro.

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Lago d’Idro. Contro la narrazione tossica di chi ha abbandonato la difesa del territorio

Lettera di replica all’articolo pubblicato domenica 29 giugno sul quotidiano Il T Il lago protetto da un contratto” (immagine a piè di pagina):

L’articolo “Il lago protetto da un contratto” pubblicato domenica 29 giugno sul quotidiano Il T, racconta l’avvio del percorso per un Contratto di Fiume sul Chiese come fosse una grande conquista condivisa dai territori.

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Eridio. Dal silenzio all’autocelebrazione: il cortocircuito degli amministratori locali sul lago d’Idro

Lettera di replica all’articolo pubblicato domenica 29 giugno su L’Adige Chiese, ci siamo: parte il contratto di fiume (immagine a piè di pagina):

L’articolo di Giuliano Beltrami, pubblicato su L’Adige domenica 29 giugno, ha il merito di offrire una ricostruzione cronachistica puntuale dell’incontro promosso dal Bim del Chiese sul tema del Contratto di Fiume. Tuttavia, proprio perché si limita a riportare senza contraddittorio le dichiarazioni dei sindaci e degli amministratori coinvolti, finisce per amplificare una narrazione autocelebrativa e distorta della realtà.

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