L’importanza dell’equilibrio ecologico del lago d’Idro
Il lago d’Idro è un ecosistema fragile e prezioso che fornisce non solo benefici naturali ma anche risorse idriche per agricoltura, energia e sviluppo turistico. Preservare il suo equilibrio ecologico è fondamentale per la biodiversità e per garantire una convivenza sostenibile con le esigenze economiche del territorio. La gestione del lago richiede interventi attentamente pianificati, che evitino impatti negativi su flora, fauna, qualità dell’acqua e stabilità delle sponde. In questo contesto, la partecipazione della comunità e una corretta informazione sono essenziali per garantire decisioni consapevoli e sostenibili. Senza trasparenza e coinvolgimento della comunità, decisioni insostenibili rischiano di compromettere irreversibilmente questo delicato ecosistema.
L’interrogazione regionale sul progetto di regolazione del lago per garantire informazione e partecipazione ambientale
Nel settembre scorso, la consigliera regionale Paola Pollini ha interrogato la Giunta lombarda in merito alla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa alle nuove opere di regolazione e sfruttamento delle acque del lago. In particolare, l’interrogazione mirava a chiarire se l’accordo operativo tra l’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPO) e la Comunità Montana di Valle Sabbia rispettasse le norme di trasparenza e partecipazione pubblica, soprattutto riguardo all’accordo operativo tra l’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPO) e la Comunità Montana di Valle Sabbia. In particolare, Pollini chiedeva se fossero state rispettate le norme che garantiscono trasparenza e partecipazione pubblica.
La risposta dell’Assessore al territorio e ai sistemi verdi: nega la necessità di rispettare la Convenzione di Aahrus per le modifiche sostanziali dei progetti sulle grandi opere
Nei giorni scorsi è arrivata la risposta dell’Assessore Gianluca Comazzi, che risulta insoddisfacente sotto diversi aspetti. Sul punto si è espresso anche il giurista ambientale Marco Grondacci sostenendo una tesi che è condivisa anche da coloro che si adoperano per la difesa del lago d’Idro: sebbene formalmente la procedura di proroga della VIA non preveda partecipazione pubblica, ciò cambia se emergono nuovi fattori ambientali significativi. In questi casi, infatti, una nuova VIA dovrebbe essere effettuata, con le relative procedure per assicurare la relativa informazione e partecipazione del pubblico. Tuttavia, dalla risposta non emergono chiarimenti sulla presenza di nuove prescrizioni legate alla proroga, né se queste costituiscano una modifica sostanziale del progetto originario e mutamenti del contesto ambientale, che implicherebbe una nuova consultazione pubblica. Inoltre, l’assessore sembra citare erroneamente un principio inesistente che, se fosse reale, entrerebbe in conflitto con le direttive europee perché riconoscerebbe la possibilità di utilizzare un artificio procedurale per eludere la partecipazione sui progetti dall’impatto ambientale rilevante.
Inaccettabile l’interpretazione dell’assessore: violati i principi di trasparenza e coinvolgimento delle scelte in materia ambientale
L’interpretazione dell’assessore Gianluca Comazzi solleva perplessità: se fosse corretta, non ci sarebbe stato bisogno di accordi per garantire il coinvolgimento dei comuni, dei territori e dei cittadini. Secondo l’assessore questa convenzione (presumibilmente nella risposta l’assessore si riferisce all’Accordo Operativo tra AIPO e Comunità Montana), non è mai stata sottoscritta anche se la Comunità Montana nel settembre del 2021 ha adottato una formale delibera al riguardo che ne prevedeva l’adozione. In assenza di trasparenza, è fondamentale che enti locali e cittadini facciano sentire la propria voce per difendere i propri diritti e il territorio. Le direttive europee e la Convenzione di Aarhus garantiscono diritti fondamentali di informazione e partecipazione, che non possono essere ignorati. Per la salvaguardia del lago e della comunità, la Regione Lombardia ha il dovere di adottare un approccio che rispetti i principi di trasparenza e inclusività, elementi che sono alla base di una buona amministrazione e che sono essenziali per la fiducia nelle istituzioni locali e per una gestione sostenibile delle risorse ambientali.
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In ragione del mancato rispetto del principio di informazione e partecipazione ambientale il 9 ottobre 2024 è stata presentata una petizione popolare al Consiglio provinciale di Trento (nota dell’Ufficio stampa del Consiglio provinciale di Trent “Consegnata al Presidente Soini la petizione per difendere il lago d’Idro”) il cui iter può essere monitorato sulla scheda della petizione 4/XVII “Gestione dell’acqua del lago d’Idro”.
Un’analoga petizione è stata presentata al Consiglio regionale della Lombardia (INP 4 “Salviamo il lago d’Idro”) in data 25 ottobre 2024 (post sulla pagina Facebook dell’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia).
Le due petizioni chiedono al Consiglio provinciale di Trento e al Consiglio della Regione Lombardia di:
1) invalidare la procedura di valutazione di impatto ambientale per la concessione della proroga di 5 anni della validità dei termini del provvedimento di compatibilità ambientale del progetto;
2) bloccare gli stanziamenti di denaro pubblico e di arrestare le procedure amministrative di affidamento dell’appalto per la realizzazione di nuove opere idrauliche sul lago d’Idro;
3) garantire la corretta informazione ambientale e la partecipazione del pubblico nel caso di ripetizione della procedura di VIA per il rilascio della proroga del provvedimento di compatibilità ambientale del progetto.


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