Sostegno ai pendolari: il Consiglio provinciale approva un mio OdG per studiare il potenziamento dei treni regionali veloci

Anche in Trentino i treni regionali veloci sono un’opzione molto apprezzata da parte di chi deve muoversi per lavoro da un territorio all’altro. Le caratteristiche che li rendono appetibili rispetto ad altre opzioni di trasporto per persone su rotaia sono fondamentalmente 2. La rapidità accettabile che permette di raggiungere un capoluogo o l’altro in tempi ragionevolmente breve senza fare tutte le fermate come capita invece con i treni regionali semplici e costi dei biglietti contenuti, il tagliando di un regionale veloce ammonta infatti a circa la metà di quello che si spenderebbe prendendo una “Freccia”. Per questi motivi i treni regionali veloci sono il mezzo di trasporto preferito da tantissime persone ma pur essendo molto utilizzati essi sono anche mezzi in gran parte vetusti e bisognosi di ammodernamenti e manutenzioni, probabilmente perché si preferisce investire su altre tipologie di servizio ferroviario che garantiscono una maggiore redditività anche se sono accessibili a meno persone. Per come la vedo io vale la pena di venire incontro alle esigenze di chi lavora e utilizza questi treni aumentando il numero delle corse e migliorando la qualità del servizio offerto. Per questo ho presentato un Ordine del Giorno in finanziaria provinciale che è stato approvato e che porterà ad approfondire la possibilità che la Provincia di Trento subentri allo Stato nella gestione dei treni regionali veloci che la riguardano al tempo stesso valutando anche l’ammodernamento e la sistemazione dei vagoni che utilizzano.

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Chiedi trasparenza? I patroni delle slot reagiscono a suon di bugie e insulti!

Per onorare da par suo Natale, Capodanno e Feste comandate Sapar, associazione impegnata “senza se e senza ma” nella difesa di slot machines e strumenti assimilabili, mi ha rivolto un comunicato carico di insulti e menzogne.

Sui primi non c’è molto da dire se non per farci sopra quattro risate. Darmi dell'”asino” non mi fa indignare più di tanto (a dispetto della loro fama di scorbutici gli asini sono grandissimi lavoratori) mentre dire che sarei “parafascista” è talmente in malafede da risultare ridicolo, visto che ciò che ho chiesto presidente Fugatti è solo trasparenza, concetto che, anche se Sapar VOLUTAMENTE lo ignora, è tutto fuorché “fascista”. Divertente infine anche lo scalcinato riferimento ai “tastieristi della piattaforma Rousseau”, messo lì forse per espletare un fastidio latente verso chi riesce a interagire con strumenti dotati di più di 5 tasti.

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Maso Zancanella: un'eccellenza che va tutelata per rispondere all'interesse dei pazienti

Una delle cose che (purtroppo) si imparano facendo politica è che quando le cose funzionano non sempre fa piacere a tutti e che c’è anche chi si applica per farle andare male per poi trarre un qualche tipo di vantaggio dalla situazione di disagio creata. Sembra proprio il caso di Maso Zancanella, un’eccellenza trentina nel campo della cura dei disturbi alimentari che a quanto mi è stato segnalato si sta silenziosamente lavorando per spostare dalla spaziosa sede di Gardolo a una palazzina di Trento cui già si rivolgono persone affette da disturbi mentali. Una situazione sulla quale ho deciso di vederci chiaro presentando un’interrogazione di recente ripresa anche dal quotidiano on-line Il Dolomiti.

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Il 2020 è l'anno di chi non si arrende!

Il 2019 è morto, lunga vita al 2020 (…che in effetti durerà 366 giorni, visto che è bisestile)!

Diciamo la verità: l’anno che è finito definitivamente in soffitta non si è chiuso bene. La situazione italiana è come sempre agitata, con tantissimi esponenti politici lanciati senza alcun ritegno nella difesa degli antichi privilegi e di tutto quello che non funziona ma fa gioco alle rendite di posizione di ricchi & potenti, cioè della “constituency” di questi stessi politici, le persone che costoro intendono davvero tutelare a discapito di tutti gli italiani non sufficientemente altolocati da meritarsi le loro “premurose attenzioni”. In questo partiti come Lega e Italia Viva sono assolutamente identici. Lo si vede dall’avversione e dalla contiguità di fatto che questi partiti dimostrano su una miriade di temi, solo per citare gli ultimi, riforma della prescrizione (che loro vogliono mantenere com’è, così per i reati dei colletti bianchi e per la corruzione in generale si continuerà con l’impunità garantita), concessioni autostradali (con questi partiti che difendono a spada tratta il sistema che hanno tutti contribuito a creare… talmente sbilanciato a danno della collettività da spingere la Corte dei Conti a definire le clausole inserite a favore dei concessionari privati a rischio di manifesta nullità) e tentativi di eliminare il reddito ci cittadinanza (che rende i poveri un po’ meno poveri facendo circolare denaro nell’economia reale e non sui conti cifrati dei grandi ricchi… motivo per cui le loro espressioni politiche lo vogliono cancellare aumentando ancora di più il proprio potere di ricatto e a questo fine dicono tutto e il contrario di tutto). Cose che fanno ribollire il sangue, ma almeno consentono di apprezzare la differenza che a dispetto di tutto continua a esistere fra chi è rimasto fedele al M5S e tutti gli altri.

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Osservatorio sulla criminalità organizzata: la maggioranza non rispetta la parola data e non lo istituisce!

Nonostante gli impegni solennemente assunti, nell’ultima finanziaria la maggioranza provinciale ha affossato l’istituzione di un osservatorio sulla criminalità organizzata in Trentino. Sono infatti stati respinti i miei emendamenti che avrebbe portato anche la nostra Provincia a dotarsi di questo importante strumento per la lotta alle mafie e alla corruzione. Un fatto a  mio avviso molto grave, e per di più privo di giustificazioni, visto che si è mancato di dare seguito ad uno specifico ordine del giorno che imponeva l’istituzione dell’osservatorio presso il Consiglio provinciale entro la fine del 2019. La politica trentina ha così perso l’occasione per dimostrare coi fatti (a parole son buoni tutti) il proprio desiderio di opporsi alle organizzazioni malavitose e al dilagare corruttivo. Senza dubbio una brutta pagina nella storia recente delle nostre Istituzioni, ma noi non ci arrendiamo e continuiamo a lavorare per dotare anche il Trentino di strumenti adatti a combattere la diffusione delle mafie.

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La lobby delle slot vuole bloccare la legge per la rimozione delle slot machines. Fugatti chiarisca da che parte sta!

La politica spesso fa come la Penelope dell’Odissea: alla luce del sole si affrontano problemi di grandissima rilevanza sociale proponendo leggi per porvi rimedio mentre col favore delle tenebre alcuni politici ispirati dalle lobby di riferimento si impegnano per disfare quanto realizzato. Gli interessi rappresentati da questi “politici notturni” infatti traggono vantaggio dalle problematiche che si cerca di risolvere e quindi si dannano l’anima per far sì che nulla cambi, quando non per peggiorare le cose (e aumentare i margini di profitto per i loro “ispiratori”). Un buon esempio in questo senso lo fornisce ciò che avviene in merito alla lotta alle ludopatie e al gioco d’azzardo patologico, con le associazioni che sostengono la diffusione delle slot machines che tornano prepotentemente alla carica per allontanare il “rischio” (per loro e per i loro iscritti) che la legge sulla rimozione delle slot dai locali generalisti posti in luoghi sensibili trovi davvero attuazione.

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Il M5S fa sbarcare il cohousing in Trentino!

Grazie al M5S il cohousing arriva in Trentino. Ciò in virtù di un emendamento da me proposto (precisamente all’articolo 22), che è stato approvato nell’ultima finanziaria. In base ad esso la Provincia Autonoma di Trento riconosce ufficialmente una modalità abitativa che prevede la convivenza di più nuclei familiari sotto lo stesso tetto, in modo da far sì che ciascuno possa prendersi cura delle esigenze dell’altro, il cohousing, appunto.

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Retribuzione di risultato. L’ANAC chiarisce una volta per tutte gli obblighi che anche la Provincia di Trento deve rispettare

Tutti i cittadini italiani e quindi anche i trentini hanno il diritto di sapere a quanto ammontino le retribuzioni, i premi di risultato e quali siano i criteri utilizzati per stabilire le valutazioni e i punteggi assegnati alle performance dei dirigenti operativi in aziende o Istituzioni pubbliche e ciò vale ovviamente anche per la Provincia Autonoma di Trento. Questo il verdetto, chiarissimo e inequivocabile, espresso dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ad una mia richiesta di chiarimento. Viene una volta di più confermata la necessità di dissipare la cortina fumogena che dalle nostre parti alligna su dati che dovrebbero essere pubblici ma che, come dimostrano le azioni da me intraprese e puntualmente respinte dalla maggioranza del Consiglio provinciale, non si vogliono assolutamente rendere tali.

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In chiaroscuro: approvato un emendamento regionale per consentire di organizzare Election Day(s). Bocciata invece l’iniziativa popolare per la modifica degli Statuti comunali

L’articolo 14 “Partecipazione popolare” del Codice degli Enti Locali del Trentino-Alto Adige/Südtirol in vigore fino a pochi giorni fa prevedeva che le consultazioni e i referendum previsti dal medesimo articolo non potessero aver luogo in coincidenza con altre operazioni di voto. D’ora in poi, se non vietato di leggi di rango superiore come ad esempio potrebbe essere la legge elettorale per l’elezione della Camera e del Senato, sarà invece possibile svolgere referendum comunali nella medesima data di consultazioni elettorali. È questo l’effetto di un mio emendamento approvato dal Consiglio regionale che modifica la normativa permettendo di razionalizzare le giornate di voto invece di disperderle in molteplici (e quindi costose) occasioni nel corso dell’anno.

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Approvato Ordine del Giorno del M5S che introduce la valutazione in itinere dei servizi socioassistenziali

Se si vuole migliorare la qualità dei servizi offerti al pubblico non si può prescindere da una seria analisi sulla loro qualità. Questo è particolarmente vero per i servizi socio-assistenziali, spesso offerti da cooperative sociali, che con 100 milioni all’anno circa, in Trentino ottengono un rilevante sostegno da parte delle casse pubbliche. 

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