Chiusure domenicali. Proposta di referendum consultivo sullo schema di norma di attuazione elaborata dalla Commissione dei 12

La Corte Costituzionale ha cassato senza pietà la legge sulle chiusure domenicali voluta da Roberto Failoni e Maurizio Fugatti (pronuncia 134/2021 del 1° luglio 2021 su legge provinciale 4/2020). Si tratta di un esito ampiamente previsto. A fronte della giurisprudenza in essere, la bocciatura era infatti ovvia e lo era a noi come a coloro che hanno scelto di promulgare comunque la legge. Sapevano benissimo cosa sarebbe successo, ma evidentemente contava di più fare un po’ di propaganda a buon mercato che produrre un risultato concreto a favore delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese trentine. Si tratta di un modo di governare irresponsabile, che punta più al mantenimento del potere per il potere che al suo utilizzo a favore della cittadinanza, ed è purtroppo un sistema al quale questa maggioranza sembra molto affezionata.

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Troppe morti sul lago d’Idro, per scongiurarle serve una politica di autentica collaborazione interregionale

La tragica scomparsa del dirigente scolastico Angelo Gandini avvenuta ieri sulla alture che sovrastano il lago d’Idro porta una volta di più alla ribalta la questione della gestione del territorio che circonda questo specchio d’acqua condiviso fra Trentino e Lombardia. I vigili del fuoco volontari di Bondone e di Storo sono gli unici che possono garantire un rapido intervento e garantire la massima efficacia in caso di incidenti nell’area. Anche per questa ragione è chiaro a tutti come si tratti di un territorio che necessita di una maggiore collaborazione interregionale sia sotto l’aspetto della infrastrutturazione, che della gestione e della promozione turistica.

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Sgarbi: sospeso il risarcimento per insulti, ecco cosa ne penso

Lo scorso 9 giugno la seconda sezione civile della Corte di Appello di Ancona ha determinato di sospendere il pagamento dei danni che Vittorio Sgarbi avrebbe dovuto versarmi a titolo risarcitorio per gli insulti rivolti dopo che avevo “osato” porre delle critiche alla sua nomina alla presidenza del Mart. La Corte di Appello ha ritenuto opportuno inviare gli atti ed attendere il pronunciamento della Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati riguardo alle eccezioni sollevate da Sgarbi in quella sede. Nel contempo però la stessa Corte ha respinto la richiesta di Sgarbi di sdoppiare il processo e non ha nemmeno considerato la lamentata eccezione di nullità della sentenza di primo grado che ha condannato il presidente del Mart a risarcirmi 15mila euro. È rimasto uguale anche il capo della sentenza che ha rigettato il risarcimento chiesto da Sgarbi nei miei confronti.

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Musei gratuiti per gli i residenti all’estero: in Italia si, in Trentino no!

Gli italiani che vivono all’estero possono visitare gratuitamente la rete dei musei e dei parchi archeologici nazionali. Questo però non si applica alla rete museale trentina, dato che essa dipende dalla Provincia e non dallo Stato. Paradossalmente un  cittadino della Provincia di Trento espatriato che torna in Trentino per le vacanze deve pagare per visitare i musei della sua terra mentre gode di accesso gratuito a quelli del resto d’Italia. Ieri in Consiglio, tramite un question time, ho chiesto conto di questa discrepanza all’assessore competente, proponendo che la Provincia estenda gli effetti della legge nazionale anche al nostro territorio. Pur non assumendosi impegni precisi la risposta dell’assessore è stata di apprezzamento per l’istanza avanzata.

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Infrastrutture e opere stradali, opportunità di sviluppo o mangiatoia per i soliti amici della politica?

La settimana scorsa il presidente Fugatti ha risposto ad una mia interrogazione riguardo all’Osservatorio sulla mobilità sostenibile. Si tratta di un organismo provinciale che potenzialmente potrebbe fare molto per migliorare le condizioni della viabilità in Trentino. Sfortunatamente quasi nessuno sa che esiste e il perché è molto semplice: non c’è alcuna attività per promuoverlo e farlo conoscere.

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Mafie: chiesti al Ministro dell’Interno verifiche e accertamenti su infiltrazioni mafiose in Trentino

Depositata in Parlamento dal Deputato del Movimento 5 stelle Riccardo Fraccaro un’interrogazione sul caso del Comune di Lona Lases e sui fatti che si riferiscono all’inchiesta Perfido, condotta dalla Procura di Trento insieme ai Ros dei carabinieri, e che nell’ottobre del 2020 ha portato a scoperchiare la presenza della criminalità organizzata nella Provincia autonoma.

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La Provincia di Trento svende l’acqua del Chiese agli interessi agricoli lombardi e usa i soldi per opere stradali su altri territori!

Nessun rispetto per il fiume Chiese, per la Valle del Chiese e per il lago d’Idro, nessuna coscienza ecologica, solo piccoli scambi di favori e logica clientelare per una politica al massimo ribasso. Questa in estrema sintesi la lezione che si può trarre dalla decisione presa dalla Provincia di Trento (comunicato 1585 del 18.06.2021 + delibera 1013 del 18.06.2021) di cedere alla Lombardia dai 12 ai 16 milioni di metri cubi d’acqua potabile afferente al bacino idrografico del Chiese in cambio di poco meno di un milione di euro per un intervento di sistemazione stradale sito nel bacino idrografico del Sarca.

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Distretto Biologico Trentino: PRIMA il refendum POI la Legge!

Come avevo anticipato al comitato per il referendum sul distretto biologico trentino, alla capigruppo del 22 giugno scorso in Consiglio provinciale ho chiesto che il Disegno di Legge avanzato dall’assessora Zanotelli sul medesimo tema venga discusso dopo la consultazione popolare prevista per il prossimo settembre. Parliamo di un evento che avrebbe potuto e dovuto essere svolto in concomitanza alle comunali di quasi un anno fa ma che la maggioranza ha sistematicamente rinviato a maggior costo per le casse pubbliche, con l’evidente scopo di rendere superflua l’espressione dei cittadini. 

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Kaswalder decide su se stesso. Conflitto d’interesse? Assolutamente no… dice lui!

Per la serie “spariamola grossa” segnaliamo la recente risposta fornita dal presidente del Consiglio Kaswalder a una nostra interrogazione (la 2614/XVI) riguardo al licenziamento del suo segretario particolare ritenuto illecito dai tribunali (sia in primo grado che in appello, manca la Cassazione…). In sostanza Kaswalder, il cui voto è stato decisivo per caricare a spese dei contribuenti la propria difesa legale, si è espresso a favore di se stesso non ravvisando alcun conflitto d’interesse fra il suo essere da un lato parte in causa (è lui ad aver ordinato il licenziamento ritenuto illegittimo di un dipendente che nel suo tempo libero aveva osato andare a fare da spettatore al congresso di un partito diverso dal suo…) e dall’altro essere il presidente dell’organo istituzionale che ha deciso se e come resistere in giudizio e a quale professionista affidare la pratica (preferendo pagare un esterno invece di utilizzare i legali a libro paga del Consiglio…). Se è così vale letteralmente tutto, il conflitto di interesse non esiste perché la valutazione spetta al diretto interessato, il quale, con notevole sprezzo del ridicolo, dice che se lui decide su cose che lo interessano direttamente si tutelano non gli affari suoi ma quelli del Consiglio che egli stesso presiede…

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Garanti: il M5S presenta una relazione di minoranza per ricordare a tutti che i problemi di fondo restano irrisolti

La settimana scorsa il Consiglio provinciale ha esaminato e discusso il disegno di legge 28/XVI in materia di Garante dei Minori. Oltre a due proposte di ordine del giorno (una sul disagio psichico e sociale ed una sull’organizzazione dei garanti) e a un emendamento, avevo presentato anche una relazione di minoranza (qui documento versione pdf) per richiamare alcune delle problematiche che sono state evidenziate nel corso delle audizioni ma che poi sono state ignorate nella trattazione del disegno di legge. A nostro giudizio (ma anche a logica e a buon senso…), quando si procede con la stesura e l’approvazione di una legge, sarebbe auspicabile tenere in considerazione non solo questioni puntuali di interesse dei singoli consiglieri ma cogliere per così dire l’occasione per “fare il tagliando” al corpus legislativo correlato già in essere e magari affrontare questioni reali sollevate da persone che conoscono bene le problematiche che una legge dovrebbe risolvere e non ignorare. Sappiamo di chiedere molto ma che ci volete fare, quando si tratta di una corretta gestione della cosa pubblica non siamo bravi ad accontentarci, perché ci pare che a forza di compromessi al ribasso si sia risolto ben poco, in Italia come in Trentino. 

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