Lago d’Idro. Contro la narrazione tossica di chi ha abbandonato la difesa del territorio

Lettera di replica all’articolo pubblicato domenica 29 giugno sul quotidiano Il T Il lago protetto da un contratto” (immagine a piè di pagina):

L’articolo “Il lago protetto da un contratto” pubblicato domenica 29 giugno sul quotidiano Il T, racconta l’avvio del percorso per un Contratto di Fiume sul Chiese come fosse una grande conquista condivisa dai territori.

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Eridio. Dal silenzio all’autocelebrazione: il cortocircuito degli amministratori locali sul lago d’Idro

Lettera di replica all’articolo pubblicato domenica 29 giugno su L’Adige Chiese, ci siamo: parte il contratto di fiume (immagine a piè di pagina):

L’articolo di Giuliano Beltrami, pubblicato su L’Adige domenica 29 giugno, ha il merito di offrire una ricostruzione cronachistica puntuale dell’incontro promosso dal Bim del Chiese sul tema del Contratto di Fiume. Tuttavia, proprio perché si limita a riportare senza contraddittorio le dichiarazioni dei sindaci e degli amministratori coinvolti, finisce per amplificare una narrazione autocelebrativa e distorta della realtà.

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Lago d’Idro, serve una svolta nella gestione del Bim del Chiese

Fino a pochi mesi fa, la Provincia autonoma di Trento e gli enti locali della Valle del Chiese si mostravano totalmente disinteressati a un progetto condiviso per la tutela delle acque del fiume Chiese. Nelle risposte alle interrogazioni e nei pareri espressi durante la scorsa legislatura, si ribadiva l’indisponibilità a ogni forma di collaborazione con la controparte lombarda. Sul contratto di fiume, tanto discusso quanto mai avviato, l’assessore lombardo Foroni nel 2022 fu chiaro: “l’interesse e la disponibilità devono partire innanzitutto dai territori coinvolti […]. Ad oggi non si rileva una tale sensibilità sul territorio, sia lombardo che trentino.”

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Opere sul Lago d’Idro: un progetto che costa il doppio e ignora le regole

* lettera pubblicata su Questo Trentino il 7 giugno 2025

Gentile direttore Paris,

vorrei portare all’attenzione dei lettori di Questo Trentino alcune gravi criticità emerse nella gestione del progetto per le nuove opere di regolazione del Lago d’Idro, alla luce della recente risposta fornita dalla Regione Lombardia a un’interrogazione della consigliera regionale Paola Pollini.

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PFAS nella Valle del Chiese: aria fritta in cambio di trasparenza

Giovedì sera, il portentoso ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento è riuscito a sfornare un comunicato carico di aria fritta, ripreso acriticamente da tutte le testate giornalistiche locali, che nemmeno i migliori chimici della DuPont e della Miteni messi insieme sarebbero stati in grado di produrre (leggere per credere: comunicato n.1478 del 29.05.2025).
Si parla di simulazioni, sinergie, studi programmati, ma le risposte alle domande fondamentali continuano a mancare, a distanza di anni dalla scoperta della contaminazione da PFOS nella falda della Valle del Chiese.

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Lago d’Idro: raddoppiano i costi, peggiora l’impatto, e i cittadini ringraziano (con rabbia)

I numeri sono chiari e impietosi: il progetto delle “Nuove opere di regolazione del Lago d’Idro” è passato da 48 a 97 milioni di euro. Non un ritocco, ma un vero e proprio raddoppio con conguaglio finale. Un’esplosione di costi che sarebbe già preoccupante di per sé. Ma quando la motivazione principale dell’opera è un’ipotesi di frana catastrofica che impedirebbe lo scarico delle acque del Chiese, viene da chiedersi: a chi serve davvero tutto questo?

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PFAS: terzo rinvio in sei mesi. L’amministrazione provinciale continua a nascondere lo studio sulla contaminazione della falda tra Storo e Condino

Lo scorso 29 aprile, la Provincia autonoma di Trento ha comunicato il terzo differimento consecutivo della risposta alla mia richiesta di accesso agli atti sull’inquinamento da PFAS tra Condino e Storo. La nuova scadenza, ora fissata al 31 maggio, rappresenta l’ennesimo rinvio dopo quelli del dicembre 2024 e del marzo 2025.

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Castello di Santa Barbara: un intervento tardivo e insufficiente

Finalmente qualche novità per il Castello di Santa Barbara a Lodrone, ma quanta sostanza c’è dietro questi “primi lavori” annunciati con tanto clamore?

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Giustizia e dignità istituzionale: il caso Sgarbi vs Marini davanti alla Corte Costituzionale

La recente decisione della Corte d’Appello di Ancona nel caso del ricorso presentato da Vittorio Sgarbi contro la sentenza del Tribunale di Macerata segna un passaggio fondamentale nella lunga vicenda giudiziaria che mi ha coinvolto. La Corte ha scelto di sospendere il giudizio e rimettere la questione alla Corte Costituzionale, chiamata ora a risolvere il conflitto di attribuzione tra la Camera dei Deputati e la Magistratura.

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Lombardia, caos sulla gestione del Lago d’Idro: la Giunta smentisce sé stessa sul coinvolgimento degli enti locali

L’europarlamentare Gaetano Pedullà critica l’incoerenza della Giunta regionale lombarda sulla gestione del progetto per le nuove opere di presa delle acque dal Lago d’Idro e sul mancato coinvolgimento degli enti locali. Nel 2024, l’assessore regionale al territorio e ai sistemi verdi Gianluca Comazzi ha ammesso che il protocollo operativo previsto dalla Convenzione del 2021 per la revisione del progetto – strumento chiave per il coinvolgimento degli enti locali – non è mai stato sottoscritto. Nonostante ciò, l’assessore alla montagna e agli enti locali Massimo Sertori ha difeso la correttezza del processo amministrativo, affermando che la partecipazione pubblica è stata garantita. Una contraddizione evidente.

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