Chi rappresenta l’ambiente in Trentino?

L’articolo di Gigi Casanova pubblicato sull’ultimo numero di Questo Trentino* descrive con precisione una realtà sotto gli occhi di tutti: in Trentino la tutela dell’ambiente è progressivamente scomparsa dalle priorità della politica provinciale. La mancata convocazione della Cabina di regia delle aree protette, prevista dalla legge, non è un episodio isolato. È il simbolo di una stagione in cui il confronto pubblico viene considerato un ostacolo anziché una risorsa.
(credits: immagine di copertina di Bela Geletneky)

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Ciclovia del Garda: dalla Commissione europea un chiarimento importante sulle responsabilità ambientali

La risposta della Commissione europea all’interrogazione presentata dall’europarlamentare Gaetano Pedullà rappresenta un chiarimento particolarmente significativo nel dibattito sulla Ciclovia del Garda, soprattutto per quanto riguarda il tratto trentino tra Limone e Riva del Garda.

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Quando la partecipazione cambia le istituzioni: il voto sul lago d’Idro

Nel settembre 2024, nella piazza di Crone a Idro, in poco più di due ore furono raccolte 525 firme per una petizione a difesa del lago d’Idro. Un gesto semplice, ma carico di significato: cittadini, associazioni e territorio che chiedono ascolto, trasparenza e responsabilità.

A distanza di mesi, quel gesto ha prodotto un risultato politico tutt’altro che scontato.

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Siligardi scienziato-cittadino, capace di portare l’ecologia dentro le decisioni pubbliche senza mai ridurla a slogan

La scomparsa del professor Maurizio Siligardi lascia un vuoto profondo non solo nel mondo scientifico, ma anche in quel terreno più raro in cui la conoscenza rigorosa incontra la responsabilità civile.

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Dopo Trento, tocca ai territori: ripensare la governance del lago d’Idro

La relazione conclusiva sulla petizione 4/XVII approvata dal Consiglio provinciale di Trento rappresenta un passaggio di grande rilievo istituzionale per la vicenda del lago d’Idro e del fiume Chiese. È un documento serio, frutto di un lavoro di ascolto, approfondimento e confronto che ha coinvolto soggetti diversi e ha restituito la complessità di un ecosistema fragile e interdipendente. Proprio per questo motivo, tuttavia, sarebbe un errore considerarla un punto di arrivo. Al contrario, va letta come un punto di partenza.

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Appello pubblico ai Consiglieri della Provincia autonoma di Trento per la tutela del lago d’Idro

In coincidenza con la conclusione dell’iter della petizione sul lago d’Idro, ho ritenuto doveroso condividere anche qui, sul mio blog, l’appello che Gianluca Bordiga ed io abbiamo rivolto alle istituzioni trentine e che è stato pubblicato nei giorni scorsi sui quotidiani trentini L’Adige e Il T.

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Lago d’Idro: la partecipazione dal basso che difende il futuro dell’acqua

L’intervento che segue è stato pubblicato sul mensile d’inchiesta Questo Trentino nel numero di novembre, attualmente disponibile in edicola.
Insieme a Lorenzo Leoni abbiamo voluto raccontare l’esperienza partecipata e interregionale per la difesa dell’ecosistema del lago d’Idro e del fiume Chiese — una battaglia di avanguardia, spesso ignorata dall’intellighenzia delle aree urbane trentine e pervicacemente ostacolata da molti amministratori locali, ma che rappresenta un raro esempio di cittadinanza attiva e cooperazione tra territori.
Grazie alla tenacia delle associazioni, questo impegno civile ha finalmente trovato spazio e dignità anche nelle sedi istituzionali, con una trattazione rigorosa della petizione 4/XVII da parte della Terza Commissione del Consiglio provinciale di Trento, la quale — pur tra resistenze e ambiguità politiche — è ora in procinto di approvare un atto di indirizzo condiviso da sottoporre all’aula legislativa.

Segue testo della riflessione pubblicata su QT in versione immagine e in versione testuale:

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Parco fluviale o parco delle illusioni? Quando la retorica del BIM del Chiese affoga nella realtà della contaminazione da PFAS

Negli ultimi giorni i vertici del BIM del Chiese si sono prodigati in dichiarazioni trionfali.
Hanno magnificato l’impegno per la tutela ambientale, la nascita del Parco Fluviale del Chiese, la collaborazione con il MUSE, le “strategie condivise” per la valorizzazione del territorio, il sogno di un Contratto di Fiume come modello di governance partecipata. Un racconto perfetto, condito da parole come “sviluppo sostenibile”, “unità” e “responsabilità istituzionale”.

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Lago d’Idro: un progetto anacronistico che tradisce Costituzione e futuro

Nei giorni scorsi, successivamente alla visita istituzionale della Terza Commissione del Consiglio provinciale di Trento al lago d’Idro, ho ritenuto importante fare il punto della situazione sotto il profilo giuridico e civile. L’obiettivo è fornire un ulteriore contributo che possa essere utile alla discussione conclusiva che la Commissione sarà chiamata a svolgere nelle prossime settimane, al termine del lungo iter di trattazione della petizione lanciata dall’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia nel settembre del 2024 (4/XVII – Gestione dell’acqua del lago d’Idro).

Con la lettera che segue, pubblicata su “Il T Quotidiano” domenica 5 ottobre, voglio stimolare riflessione e dibattito tra chi ha a cuore il futuro del lago e del fiume Chiese.

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Lago d’Idro, le risposte delle istituzioni sul fenomeno della fioritura algale

Avendo compreso il carattere superficiale con cui molti enti locali lacustri affrontano la questione dello stato ecologico del lago e la loro attitudine a piegarsi agli interessi esterni alla comunità locale, l’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia nel giugno scorso ritenne necessario sollecitare, attraverso la presentazione di interrogazioni urgenti in Lombardia e in Trentino, un chiarimento sulle cause e le conseguenze del recente episodio di colorazione anomala delle acque.

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