Lega-Patt-SVP continuano nel gioco delle tre carte sull’Osservatorio criminalità!

Il 16 giugno scorso la maggioranza regionale Lega-SVP-Patt ha mandato in onda l’ennesima, deplorevole, sceneggiata in merito all’istituzione dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata in Trentino-Alto Adige. Dopo aver chiesto di spostare la proposta di legge dalla Provincia di Trento alla Regione, dove, giocando di rinvio in rinvio, è stata tenuta a bagnomaria per un paio di anni (e senza mai nascondere il parere negativo del SVP), la maggioranza ha messo in scena un’altra piroetta, chiedendo di mettere ai voti un nuovo rinvio della questione per non meglio precisati “approfondimenti tecnici”.

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Attività di maggio 2022 – Newsletter n° 43

Anche maggio è stato un mese che ci ha dato parecchio da fare. Fra gli eventi più notevoli, la visita della commissione antimafia in Trentino, l’ennesimo colpo di mano della maggioranza regionale, questa volta sulle modalità di gestione delle società partecipate, e la lotta per difendere lo stato di diritto nelle procedure dei referendum provinciali. Ma andiamo con ordine.

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Lega, Patt e SVP non ne vogliono sapere di una legge per gestire i beni sequestrati alle mafie

La coerenza con la quale la maggioranza regionale si batte per evitare ogni contrasto alla criminalità organizzata sarebbe quasi ammirevole non fosse indegna. Proprio in questi giorni infatti, la triplice alleanza Lega-Patt-SVP, in Commissione affari generali della Regione ha respinto la proposta di legge del M5S per facilitare il riutilizzo e la valorizzazione a fini pubblici dei beni sequestrati alle organizzazioni mafiose (testo ddlrelazione bilingue Prima commissione su respingimento del 14 aprile 2022), un provvedimento caldeggiato dal Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità, che evidentemente non riscontra il favore dei maggiorenti locali.

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Le amnesie della “Libera Stampa” trentina sul M5S…

L’11 maggio 2022 il quotidiano l’Adige pubblicava un articolo in cui si faceva riferimento alla proposta di legge presentata dal M5S per istituire anche nella nostra Regione un Osservatorio sulla Criminalità organizzata. Stranamente l’autore del pezzo non specificava né quale forza politica avesse avanzato la proposta e nemmeno i nomi dei due misteriosi consiglieri citati nel testo.

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I politici trentini che insorgono contro le parole di Morra, nei fatti gli danno ragione con i loro comportamenti

L’11 maggio in Consiglio provinciale è andato in onda il festival dell’ipocrisia. Il presidente Morra ha usato parole forti ma veritiere per sottolineare le mancanze della classe politica trentina nel contrastare adeguatamente le infiltrazioni criminali in Provincia e in Regione. Invece di rispondere nel merito la classe politica locale ha preferito buttarala in caciara, in alcuni casi anche con toni razzisti, facendo passare la falsa equivalenza secondo la quale criticare i politici trentini per la loro inerzia sarebbe un’offesa verso i cittadini onesti.

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Antimafia – La politica trentina non fa niente per combattere la criminalità

La visita della commissione Antimafia in Trentino-Alto Adige dimostra che non tutte le Istituzioni dormono di fronte ai rischi connessi alla proliferazione delle mafie nel Nord Italia. La speranza è che questo evento serva a far fare all’intero sistema locale un salto di qualità in termini di attenzione e volontà nel combattere la criminalità organizzata, perché come ha ben detto il presidente Morra, purtroppo da parte della politica trentina manca una presa di distanza netta dalle logiche e dai comportamenti che hanno permesso alle mafie di radicarsi in Regione.

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Sgarbi, condannato dalla Giustizia e salvato dalla politica? Ecco i fatti.

Ringrazio Il Fatto Quotidiano per aver dato notizia di questa vicenda che almeno ha il pregio di dimostrare che idea abbiano tanti supposti “garantisti” della giustizia in Italia

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Carenze organico polizia penitenziaria: Fugatti si sveglia di colpo ma conosceva il problema da anni

Come troppo spesso accade in Italia e in Trentino i problemi si lasciano in stand-by finché non finiscono in tragedia o quasi, quel punto si “scopre” che esistono e si fanno grandi promesse di interventi risolutivi… che però di rado si verificano davvero. È il caso del tentato omicidio avvenuto ai danni di una guardia penitenziaria nel carcere di Spini di Gardolo, un evento che certo avrebbe potuto essere scongiurato se le forze di polizia non fossero state ridotte all’osso come di fatto sono da anni. Fa piacere che a seguito delle proteste suscitate dal tentato omicidio il presidente della Provincia Fugatti si sia deciso a ricevere una delegazione dei rappresentanti della polizia penitenziaria. Va però ricordato che Fugatti conosce benissimo il problema da anni e fino ad ora non ha fatto assolutamente niente per alleviare le situazioni di rischio e disagio che si vivono nelle carceri trentine.

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Attività di febbraio 2022 – Newsletter n° 40

Il mese di febbraio del 2022 ce lo ricorderemo (purtroppo) come il mese dell’inizio della guerra in Ucraina, un macabro spettacolo al quale siamo costretti ad assistere con confusione, impotenza e una vena di indignazione per come la diplomazia internazionale prima non sia stata in grado di prevenire il conflitto e poi di gestire adeguatamente una crisi le cui cause erano latenti da anni per via dei grossi interessi delle grandi potenze imperiali e dell’alta finanza. Di fronte a una situazione così crudele, il M5S si è attivato mettendo a disposizione risorse accumulate con le restituzioni e predisponendo un vademecum per attivare la rete di solidarietà e per facilitare il contributo di imprese e cittadini che volessero fornire aiuti umanitari e donazioni in denaro a sostegno dei profughi ucraini.

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Comunità Alto Garda e Ledro. Il geometra Morandi resta commissario nonostante le avverse vicende giudiziarie.

Qualche tempo fa il geometra Gianni Morandi, sindaco di Nago Torbole e commissario della comunità Alto Garda e Ledro, aveva citato in giudizio i consiglieri comunali Eraldo Tonelli e Johnny Perugini perché svolgevano la funzione prevista della legge e perché esercitavano il sacrosanto diritto di controllo e critica all’interno dell’amministrazione comunale. Per la precisione aveva chiesto loro mezzo milione di euro. Il tentativo di ridurre sul lastrico i due consiglieri e di farli desistere dalla loro attività civica però è andato male. I giudici del Tribunale di Rovereto, in primo grado, hanno infatti stabilito che deve essere Morandi a risarcire Tonelli e Perugini e non viceversa.

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