Temi passati e attualità politica: videointervista nel salotto di Paola ed Alan

Il 17 luglio scorso sono stato videointervistato da Paola Taufer e da Alan Masala su alcune iniziative politiche di cui sono stato protagonista nella scorsa consiliatura e che continuano ad essere attuali: impatto della nomina di Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart sulle politiche culturali; reintroduzione dell’orso sull’arco alpino; trasporto di rifiuti tossici dalla Lombardia alla discarica di Villa Agnedo in Valsugana e sviluppi processuali in sede penale; analisi dei fenomeni criminali in Trentino e commento all’articolo di Luca Grossi pubblicato su AntimafiaDuemila “Il ‘Principato’ del Trentino è sotto il tallone della politica”; progetto per la costruzione della diga del Vanoi e complicità della politica trentina.

Ieri il video è stato lanciato sul canale YouTube del Salotto di Paola ed Alan. Buona visione!

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La Camera dei deputati salva il presidente del Mart ed ex deputato Vittorio Sgarbi – Cronaca dei fatti

Mercoledì 8 maggio nel Palazzo di Montecitorio si è parlato per l’ultima volta del caso Sgarbi vs Marini. Come forse ricorderete, nella primavera del 2019 l’ex deputato mi citò in giudizio chiedendomi 25.800 euro di risarcimento danni per diffamazione. A suo dire, lo avrei diffamato nell’esercizio della mie funzioni di consigliere provinciale nel periodo in cui era in corso l’istruttoria per la nomina alla presidenza del Mart di Rovereto. I suoi desiderata, tuttavia, non furono esauditi. Nel 2021, infatti, il giudice civile di Macerata riconobbe la correttezza dei miei comportamenti e la corrispondenza delle mie dichiarazioni alla realtà fattuale rispetto ai suoi trascorsi penali. Nel dispositivo della sentenza, inoltre, il giudice dispose il risarcimento dei danni a mio favore per le ingiurie che Sgarbi rivolse alla mia persona: 15.000 euro più le spese legali (circa 6.000 euro).

Naturalmente quel denaro non l’ho mai visto (e mai lo vedrò visto l’andazzo).

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Guerra a Gaza. Il ruolo della disinformazione occidentale

Per la stampa statunitense (e dunque per la stampa occidentale) la morte di un israeliano merita 16 volte più attenzione di quella di un palestinese

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Bypass ferroviario di Trento. Le criticità ambientali restano irrisolte e il finanziamento europeo a valere sul PNRR salta

L’incalzare degli atti presentati dal M5S sulla circonvallazione ferroviaria di Trento che hanno accompagnato la vigorosa azione civica dei comitati locali ha portato alla luce qualche informazione ma la verità è ancora lontana.

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Quali sono gli importi per cachet, consulenze e rimborsi ottenuti dal presidente del Mart Sgarbi in Trentino? La Provincia non ha mai risposto

Nel 2019 vennero organizzati due eventi sul territorio trentino che si caratterizzarono per la partecipazione di Vittorio Sgarbi: la mostra Cavallini-Sgarbi a Castel Caldes in Val di Sole e “Sguardi incantati” a Forte Corno in Valle Del Chiese. Rispetto ai ricavi e ai costi sostenuti per lo svolgimento dei due eventi la Giunta provinciale di Trento presieduta da Maurizio Fugatti non ha mai fornito una risposta completa e definitiva. Nessuna risposta è mai stata fornita nemmeno da parte degli enti locali coinvolti e degli enti funzionali della Provincia.

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Vajont e Vanoi

Segue il testo di un intervento pubblicato dal quotidiano on line “Il Dolomiti” il 9 ottobre 2023

Alle 22.39 del 9 ottobre 1963 duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia si staccano dal monte Toc, al confine tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, e precipitano nel bacino artificiale creato dallo sbarramento del torrente Vajont. La frana causa un’onda da 50 milioni di metri cubi d’acqua, la metà dei quali superano la diga che porta lo stesso nome del corso d’acqua e si abbattono con violenza dirompente sugli abitati attorno al lago e a valle dello sbarramento. È notte quando i borghi di Frasègn, Le Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, e la parte bassa dell’abitato di Erto vengono distrutti. Alla stessa maniera Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova e Faè sono travolti dalla massa d’acqua, ed è impossibile per gli abitanti mettersi in salvo. È una strage. Alla mattina si contano 1910 morti, 487 dei quali di età inferiore ai 15 anni. Indagando successivamente sulle cause della tragedia si scoprirà che i versanti della vallata del torrente Vajont erano ad elevatissimo rischio idrogeologico e che ciò era noto ai progettisti e ai dirigenti della SADE, l’ente gestore della diga.

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Mafia dei pascoli. Cronaca di un illecito diffuso e annunciato

In questi giorni, dopo che l’operazione Transumanza ha portato a numerosi provvedimenti di obbligo di dimora, sospensioni d’attività e perquisizioni e dimostrato l’esistenza di attività criminose con ramificazioni tra nord e sud Italia, è salito alla ribalta il caso della mafia dei pascoli, ovvero il sistema costruito da soggetti in odore di criminalità per truffare l’Unione Europea intascando milioni di euro per attività di pascolo mai realizzate. La scoperta, in realtà per niente nuova, riguarda l’estensione di questo modello operativo anche in Trentino. Ebbene, in tempi non sospetti il M5S aveva lanciato l’allarme su questi fenomeni, ma come al solito la politica trentina aveva preferito non vedere, non sentire e non parlare.

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Dopo 5 anni di tira e molla, Lega e SVP si rifiutano persino di discutere dell’istituzione dell’Osservatorio sulla criminalità in Trentino-Alto Adige

Oggi, 20 settembre 2023, nel corso della riunione dei capigruppo del Consiglio regionale, Lega e SVP hanno imposto di non trattare il disegno di legge 26 sull’Osservatorio contro la criminalità organizzata in Trentino-Alto Adige. Si tratta dell’ultimo e definitivo atto dietro al quale la maggioranza si è rifugiata per nascondere la propria colpevole inazione nei confronti della mafia in Trentino.

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Dopo 5 anni di governo, di fronte ai problemi della sanità trentina non basta dire “ci stiamo lavorando”!

di Paolo Minotto

Su L’Adige del 12 settembre, nelle pagine della cronaca di Rovereto, è stato pubblicato l’articolo dal titolo “Cure domiciliari senza dieci infermieri”. Nel pezzo si evidenzia il problema ormai cronico e conclamato della carenza di infermieri sul territorio della nostra Provincia. Si tratta di una situazione particolarmente grave se si pensa al fatto che queste persone svolgono un servizio fondamentale per la cittadinanza anziana e disabile e per i relativi nuclei familiari.

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Il (non) senso di Gerosa per il bene pubblico

Qualche giorno fa ho ricordato alla presidente dimissionaria di ITEA Francesca Gerosa che il Consiglio Provinciale aveva chiesto per ben 2 volte che l’azienda pubblica da lei guidata rendesse noti i risultati relativi agli investimenti del Superecobonus. Risultati che, aggiungiamo noi, fanno riferimento a investimenti annunciati ma mai realizzati. 

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