Conflitto di interessi del Presidente del Consiglio Kaswalder. La risposta è un indovinello avvolto in un enigma!

Il 5 gennaio è arrivata la risposta a una nostra interrogazione risalente al 5 dicembre (int.2042/XVI) con cui chiedevamo lumi sulla presunta situazione di conflitto di interessi del presidente del Consiglio Kaswalder rispetto all’approvazione, col suo voto decisivo, di alcune delibere relative al licenziamento del suo collaboratore Walter Pruner. Per una volta non possiamo eccepire sulla puntualità. Il problema è che non ci sono state fornite le chiavi per decrittare la scrittura crittografica utilizzata dal Presidente del Consiglio nel dare riscontro alle nostre richieste di informazioni per cui il contenuto del testo che ci è stato recapitato, sicuramente di altissimo contenuto, resta per noi incomprensibile.

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Questione di civiltà. Il M5S sollecita la Provincia a tutelare i diritti dei disabili nelle case ITEA

Nelle settimane scorse abbiamo presentato una nuova interrogazione con cui sollecitiamo la Provincia a rafforzare controlli e sanzioni nei confronti di chi senza averne diritto si impadronisce dei posteggi riservati ai diversamente abili e ad estendere a tutto il Trentino la convenzione stipulata fra la polizia locale dell’Alto Garda e Ledro e ITEA per velocizzare la rimozione dei mezzi che sostano dove non dovrebbero.

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Banda larga (ma non troppo): la giunta provinciale fa scaricabarile verso lo Stato per non assumersi le sue responsabilità

La giunta provinciale non intende assumersi nessun impegno riguardo al completamento della rete della banda larga e della banda larga ultraveloce in Trentino. Questo il succo della risposta del Presidente Fugatti, letta in aula dall’assessore Gottardi, rispetto a un ordine del giorno del M5S che chiedeva di stilare una relazione programmatica per conseguire gli obiettivi minimi a sostegno della rete chiesti anche da tutte le parti sociali.

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Aumento dei vitalizi, il M5S stoppa il blitz della maggioranza in Consiglio regionale!

Il M5S del Trentino Alto-Adige/Südtirol esprime grande soddisfazione per la decisione del consigliere regionale Josef Noggler di ritirare l’emendamento, da lui inserito di soppiatto nella Legge Regionale di Stabilità, col quale proponeva di caricare sui cittadini un aumento della spesa per vitalizi da 450 mila euro all’anno. Una scelta direttamente ispirata dalla presentazione di un sub-emendamento del M5S che, se discusso e approvato, avrebbe compensato l’esborso a danno delle casse pubbliche intervenendo sulla rivalutazione annuale delle indennità dei consiglieri.

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DPCM Covid: Fugatti di nuovo KO al Tar, finirla con la propaganda e pensare ai trentini!

Come tutti sapevano sarebbe successo il TAR ha accolto la sospensiva richiesta dal Governo nazionale contro i decreti del presidente Fugatti che si discostavano dalla normativa nazionale. Imboccando la strada dello scontro in maggioranza a Trento sapevano che avrebbero perso, ma non gli importava perché speravano di potersi presentare agli elettori come vittime del “centralismo romano”. È solo l’ennesima dimostrazione del modo di fare superficiale, dannoso e propagandistico dei partiti che guidano il Trentino, unita alla pura irresponsabilità di cui danno continuamente prova nei confronti della vita dei cittadini pur di raccogliere qualche voto in più.

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Bocciato il disegno di legge per rendere aperta e trasparente la procedura di nomina del Difensore Civico, del Garante di Minori e del Garante dei Detenuti

Ogni anno quando in aula si discute la relazione del Difensore Civico i consiglieri provinciali si spellano le mani per applaudire. È giusto, perché il lavoro svolto da questa Autorità di garanzia provinciale permette la tutela dei diritti fondamentali e degli interessi legittimi dei cittadini di fronte agli errori e spesso agli arbitrii pubblica amministrazione. 

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Fugatti sanzionato per violazione della par condicio. Non c’è 2 senza 3 (e il 4 vien da sé…)

Ennesimo provvedimento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nei confronti della Provincia autonoma di Trento. Si tratta della terza sanzione elevata dall’Autorità per comportamenti in violazione delle norme sulla par condicio da parte della Giunta provinciale di Trento… e se ci aggiungiamo l’intervento e il parere espressi nei confronti del Consiglio provinciale per quanto riguarda la sospensione della diretta streaming delle sedute consiliari nel corso della campagna elettorale, i provvedimenti diventano addirittura quattro!

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La triste verità sulla legge regionale che regola il trattamento economico dei consiglieri regionali del Trentino-Alto Adige/Südtirol

In questi giorni è tornata agli onori della cronaca (o forse ai disonori…) l’annosa questione del rinvio della delibera dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Sűdtirol per rendere effettiva la legge del 2012 che prevede l’adeguamento delle indennità dei consiglieri provinciali in carica all’indice Istat dal 2012. Fino a ieri  l’ufficio di presidenza pareva deciso a liquidare le somme a favore dei consiglieri, vecchi e nuovi. Oggi, grazie all’esplodere del caso e alla conseguente indignazione generalizzata, sembra che gli aumenti siano stati congelati, ma solo per chi è in carica, visto che agli ex consiglieri sono stati liquidati altri 200 mila euro. Cosa succederà domani, quando il caso sarà divenuto meno scottante, per ora possiamo solo immaginarlo, ma se i precedenti fanno testo non c’è da stare troppo allegri. Una soluzione molto semplice per risolvere il problema infatti ci sarebbe, approvare una proposta legislativa per abrogare una volta per tutte l’odioso meccanismo di autotutela finanziaria. Ebbene, c’è qualcuno disposto a credere che i signori che finora hanno resistito ad ogni tentativo di contenere i loro privilegi siano di colpo disponibili a mollare l’osso?

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Se le mafie hanno potuto mettere radici in Trentino la colpa è (anche) della politica che le ha coperte

Con le operazioni “Perfido” e “Freeland” la direzione distrettuale antimafia di Trento ha inequivocabilmente portato allo scoperto la pervasività dei fenomeni criminali attivi sul territorio della nostra Regione. Rispetto ai più tipici e appariscenti reati delle mafie, come l’estorsione, il sequestro di persona o il controllo del narcotraffico, le attività delle organizzazioni malavitose in Trentino paiono più orientate ad altre tipologie di reati, più difficili da individuare e dimostrare ma non per questo meno odiose, come la corruzione e lo scambio elettorale politico-mafioso. Da noi la malavita non si occupa solo di droga o denaro di provenienza illecita da lavare. La moneta di scambio sembrano piuttosto essere posti di lavoro agli amici, concessioni a canone privilegiato, pacchetti di voti da girare a seconda dell’opportunità, forniture per opere che non servono, magari a prezzi gonfiati e realizzate con materiali scadenti, e naturalmente favori di vario genere concessi anche sotto forma di provvedimenti amministrativi o normativi.

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Diritto alla salute? No grazie! Anche in tempo di Covid la maggioranza si fa beffe dei cittadini

Tre indizi fanno una prova sosteneva Agatha Christie. Ecco dunque il terzo “indizio” che dimostra come ai politici nostrani non importi davvero assolutamente nulla della tutela dei diritti dei cittadini, anzi come quest’ultima dia loro addirittura fastidio. Fra i vari Ordini del Giorno che ho presentato sul Difensore Civico ce n’era uno dedicato a fare ordine riguardo alle figure di garanzia, alle loro prerogative e al loro funzionamento. Questo perché la legge risale a quasi 40 anni fa e abbisogna di aggiornamenti. La legge attuale ad esempio non prevede la figura del Garante per il Diritto alla Salute, le cui funzioni potrebbero essere tranquillamente attribuite al Difensore Civico. Siccome in maggioranza quando sentono parlare di diritti “mettono mano alla pistola” è naturalmente arrivata la bocciatura della proposta, il terzo indizio che fa la prova, appunto.

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