La triste verità sulla legge regionale che regola il trattamento economico dei consiglieri regionali del Trentino-Alto Adige/Südtirol

In questi giorni è tornata agli onori della cronaca (o forse ai disonori…) l’annosa questione del rinvio della delibera dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Sűdtirol per rendere effettiva la legge del 2012 che prevede l’adeguamento delle indennità dei consiglieri provinciali in carica all’indice Istat dal 2012. Fino a ieri  l’ufficio di presidenza pareva deciso a liquidare le somme a favore dei consiglieri, vecchi e nuovi. Oggi, grazie all’esplodere del caso e alla conseguente indignazione generalizzata, sembra che gli aumenti siano stati congelati, ma solo per chi è in carica, visto che agli ex consiglieri sono stati liquidati altri 200 mila euro. Cosa succederà domani, quando il caso sarà divenuto meno scottante, per ora possiamo solo immaginarlo, ma se i precedenti fanno testo non c’è da stare troppo allegri. Una soluzione molto semplice per risolvere il problema infatti ci sarebbe, approvare una proposta legislativa per abrogare una volta per tutte l’odioso meccanismo di autotutela finanziaria. Ebbene, c’è qualcuno disposto a credere che i signori che finora hanno resistito ad ogni tentativo di contenere i loro privilegi siano di colpo disponibili a mollare l’osso?

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Il Regolamento del Consiglio provinciale va riformato e per farlo servono le dimissioni di Kaswalder e del suo ufficio di presidenza

Riformare il regolamento del Consiglio provinciale si può anzi si deve. Si tratta infatti di un documento in buona parte anacronistico che ha un gran bisogno di essere messo al passo con i tempi ampliando gli spazi di democrazia interni. Per arrivarci è necessario un accordo maggioranza/opposizione e non è assolutamente possibile prendere in considerazione un’ipotesi simile se a fare da garante è un soggetto come l’attuale presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, la cui conduzione dei lavori d’Aula si è fin qui caratterizzata per l’assoluta subalternità rispetto agli interessi della maggioranza, mentre le decisioni sue e del suo Ufficio di presidenza hanno contribuito ad acuire profonda situazione di disagio e difficoltà operativa in cui versano le strutture del Consiglio provinciale stesso. Continua a leggere “Il Regolamento del Consiglio provinciale va riformato e per farlo servono le dimissioni di Kaswalder e del suo ufficio di presidenza”