Vicenda Pruner-Kaswalder, gli uffici del Consiglio non stanno garantendo la necessaria trasparenza!

Il 9 giugno scorso ho depositato una richiesta d’accesso agli atti in merito alla sentenza di condanna del presidente del Consiglio provinciale per il licenziamento illegittimo di un suo collaboratore, scelta improvvidamente avallata dall’Ufficio di presidenza del Consiglio stesso. A oggi la Segreteria Generale del Consiglio non si è ancora degnata di fornire quanto richiesto, in quello che nella migliore delle ipotesi appare come un tentativo di prendere tempo.

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Licenziamento Pruner. I responsabili presentino pubbliche scuse

Pur comprendendo le diverse posizioni che sono state espresse in assemblea delle minoranze e rispettando i diversi punti di vista in merito alle modalità di svolgimento delle funzioni istituzionali, ho confermato senza dilungarmi troppo la posizione e gli argomenti che avevo reso noti fin dall’inizio. A mio avviso sarebbe corretto che, oltre a Kaswalder, anche i componenti dell’ufficio di presidenza che hanno avallato il conferimento dell’incarico all’avvocato Zoli rassegnassero le dimissioni. Se poi volessero dimostrare buongusto potrebbero anche presentare pubbliche scuse al dipendente licenziato per motivo illecito per la condizione in cui si è trovato in questi 13 mesi. Il senso è che bisogna ridare credibilità alle Istituzioni e per farlo è necessario ammettere di aver preso sottogamba la questione dello scontro Kaswalder-Pruner e, conseguentemente, di non essere stati in grado di gestirla nell’interesse del Consiglio e dei principi costituzionali che dovrebbero richiamare l’azione politica. Continua a leggere “Licenziamento Pruner. I responsabili presentino pubbliche scuse”

Sul Caffaro si moltiplicano i ponti pagati dai cittadini. Si proceda in maniera seria, accertando le responsabilità!

Per secoli per congiungere Bagolino a Storo è bastato un solo ponte. Nel 2017, spendendo milioni di euro pubblici, ne è stato completato un secondo… ma non è mai stato aperto perché gli angoli di curvatura non funzionavano a dovere e i camion facevano troppa fatica a sterzare. 

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Presentata una nuova interrogazione riguardo alla “rotatoria asimmetrica quadrata” sul Caffaro: per uscirne bene servono collaborazione, trasparenza e tanto olio di gomito.

Il “mistero buffo” dei ponti sul Caffaro continua a far ridere e infurirare in egual misura la popolazione che si deve confrontare con un’opera pur finita nel 2017 che però non è ancora stato possibile aprire per evidenti problemi di passaggio dei mezzi pesanti, finanziata per oltre 3,8 milioni di euro dall’ente pubblico, quindi dagli stessi cittadini (per la precisione dalla Provincia di Trento tramite l’ex “Fondo ODI”, oggi “Fondo Comuni Confinanti). Grazie ad una risposta di Regione Lombardia siamo riusciti ad entrare in possesso di notizie più esaustive sulla vicenda e il quadro che ne è uscito, come si poteva immaginare, non è roseo. Semplificando al massimo, per rendere funzionale la cosiddetta “rotatoria quadrata asimmetrica” sul Caffaro servono risorse extra che si spera di ottenere dai risparmi causati dai ribassi d’asta precedenti. Il traffico fra Trentino e Lombardia continua a scorrere sul vecchio ponte del 1906 che però abbisogna con urgenza di un allargamento e soprattutto dell’adeguamento statico e sismico. Una situazione che appare ormai surreale, sulla quale ho presentato una nuova interrogazione, anche per capire cosa sia disponibile a fare la Provincia di Trento, che tramite gli uffici competenti si è incontrata col Comune di Bagolino il 21 ottobre scorso e che, visto il ruolo ricoperto nel “Fondo Comuni Confinanti”, è l’ente che di fatto tiene in mano i cordoni della borsa.

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