Giochi invernali Milano-Cortina 2026. Il M5S chiede trasparenza sull’impiego delle risorse investite sul territorio della Provincia di Trento

Le Olimpiadi di Tokio si sono appena concluse. È tempo di bilanci non solo per quanto riguarda le medaglie nazionali ma anche per il ritorno degli investimenti pubblici. Stando alle stime, l’evento giapponese avrebbe avuto un costo totale di 23,8 miliardi generando un buco nelle casse pubbliche di almeno 20 miliardi. Va detto che l’entità investita, e proporzionalmente dell’ammanco, è inferiore al budget di 38 miliardi investito per i Giochi di Pechino 2008 o a quello di 42,5 miliardi messo a bilancio per i Giochi invernali di Sochi del 2014. Sono numeri che dovrebbero portare a riflettere sui costi e sugli effetti economici determinati dalle Olimpiadi passate in modo da poter programmare le Olimpiadi future, compresi dunque i Giochi invernali Milano-Cortina, che si svolgeranno tra il 4 e il 22 febbraio del 2026 e che vedranno anche il Trentino protagonista per le discipline del pattinaggio su ghiaccio di velocità, dello sci di fondo, del salto con gli sci e della combinata nordica.

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Commissione maltempo, 12 luglio, cronaca di un sopralluogo ampiamente positivo

Terminati i lavori sull’assestamento del bilancio provinciale in prima commissione giovedì sera, ho dedicato l’intera giornata di venerdì al sopralluogo organizzato dalla Commissione speciale per il maltempo sui luoghi colpiti dalla tempesta Vaia nell’ottobre del 2018.

Ritrovo alle 8 del mattino in Piazza Dante e partenza con due pulmini della protezione civile alla volta della Val di Fiemme e della Val di Fassa. Prima tappa all’Alpe di Pampeago, dove i tecnici della provincia ci hanno mostrato le modalità con cui verranno installati i paravalanghe per proteggere gli insediamenti alberghieri in vista della prossima stagione invernale. Il viaggio è poi ripartito verso la Val di Fassa, e lungo il tragitto abbiamo preso visione delle iniziative per trasformare il legname di minor pregio in cippato. Siamo quindi arrivati a Moena, dove abbiamo visitato la zona di “Crepac”, un area molto estesa e poco accessibile in cui il servizio foreste sta costruendo in economia una strada per consentire il recupero del legname, che potrà poi tornare utile anche in futuro.

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